"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Attualità internazionale

di Enrico Galoppini

Adesso lo so che mi beccherò i latrati di quelli che vorranno leggere in quel che ho scritto ciò che assolutamente non penso, eppure qualche parola va spesa per definire che cosa è “il nostro modo di vita” quando dopo ciascun episodio di “terrorismo islamico” è tutto un susseguirsi di dichiarazioni del seguente tenore: “Continueremo a vivere secondo i nostri valori!”; “non ci faremo impaurire!”, “non ci rinchiuderanno in casa!”.

Secondo me, se non si è messo il cervello in stand by, si possono tranquillamente tenere distinte queste due cose: 1) la condanna e l’orrore senza riserve per una bomba fatta esplodere su un autobus, in un mercatino, in mezzo alla folla di un concerto eccetera; 2) il giudizio su che cosa – secondo i suoi apologeti – sta alle basi della “nostra civiltà” (“occidentale”, “europea”, “moderna”, per taluni “cristiana” eccetera).

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di Luciano Lago

Non tutto il mondo conosceva Taormina e lo splendido panorama che si gode da quella località siciliana, una delle più pittoresche località dell’isola e l’avvenuta celebrazione in pompa magna del vertice del G 7 ha consentito a tutti gli spettatori di vedere la bellezza dei luoghi ed i panorami incantevoli di Taormina trasmessi dalle TV internazionali. Questo l’unico vero risultato positivo del vertice svoltosi a Taormina, un rilancio turistico della Sicilia mentre, per il resto , il summit del G7 si è fatto notare per la sua irrilevanza.

Nonostante l’importanza attribuita dai media e gli ossequiosi servizi degli inviati dei grandi network televisivi, l’impressione ricavata da questo summit è quella di una inutile passerella di personaggi politici e di pseudo statisti, con le proprie signore al seguito, dediti alle vuote chiacchiere, salamelecchi e discussioni senza costrutto.

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L’attacco terroristico contro la comunità copta ortodossa avvenuto ieri nel governatorato di Minya da parte di un gruppo di uomini armati, costato la vita a 28 persone, ha coinvolto almeno tre veicoli su cui viaggiavano membri della minoranza cristiana. Gli attentatori avrebbero inoltre rubato oggetti di valore e gioielli in possesso delle vittime.

Il vescovo Agathon ha dichiarato che militanti hanno bloccato i tre veicoli a circa quattro chilometri dal monastero di San Samuel.

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Redazione -Il mondo sull’orlo di una nuova guerra di Corea, questa volta combattuta con armi nucleari.

Le fonti locali avvisano che questa mattina (ora locle) la Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile balistico.

L’agenzia di notizie sud coreana sostiene che la prova avrebbe fallito. Tuttavia questa prova si verifica proprio nel momento in cui le tensioni fra la Corea del Nord e gli USA sono al massimo, dopo le ultime due settimane in cui Washington ha proferito minacce esplicite di attacco contro il regime di Pyong Yang, in caso di nuovi esperimenti nucleari ed ha inviato nelle acque prospicenti la Corea una flotta di unità navali con la portaerei nucleare Carl Winson ed altre unità in grado di lanciare missili da crociera contro gli obiettivi militari in Corea.

Nello stesso tempo gli USA hanno provveduto a schierare il sistema di scudo antimissili THHAD che ha suscitato le rimostranze della Cina che si sente minacciata da tale sistema.

Pyong Yang ha sempre risposto alle provocazioni dei Washington affermando che andrà fino in fondo con un possibile attacco nucleare contro le basi USA e le unità navali.

A questo punto occorre vedere che farà il primo passo verso la guerra ed il mondo trattiene il fiato per vedere cosa andrà a succedere….

Fonti: Sputnik Mundo

Hispan Tv

di  Strogo Sekretno

Qualcosa suscita l’interesse degli statunitensi… forse un evento troppo “utile”, indicando che i governativi saltano con lo squalo?

Qual è il motivo per cui, dopo aver scoperto il Project Gotham Shield, Mac Slavo di SHTFplan avvisa che ora è attivo un osservatorio sulle false flag. L’allarme generale riguarda qualcosa d’importante nell’immediato futuro. Speriamo che sia solo un altro falso allarme, invece di un’altra falsa bandiera. Comunque, un pericolo è vicino. Tenuto conto di tutto ciò che succede nel mondo, è davvero strano scoprire che il governo federale ancora insceni disastri fasulli che ricordano in modo inquietante gli attuali eventi mondiali.

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Il portale Web russo “Pravdareport” ha informato la scorsa domenica che, nell’autopsia fatta dopo il decesso dell’ambasciatore russo, sarebbe stata trovata una sostanza velenosa presente reni del corpo del diplomatico.
La versione ufficiale della morte di Vitali Churkin, parla di un decesso per causa di una attacco cardiaco, tuttavia, dopo i risultati dell’autopsia, i media russi scrivono che Churkin potrebbe essere stato avvelenato mentre si trovava negli Stati Uniti.

I media statunitensi assicurano che i risultati dell’autopsia dimostrano la presenza di una sostanza velenosa nei reni dell’ambasciatore russo: questa sarebbe stata ingerita attraverso degli alimenti. Si sa che l’ambasciatore aveva cenato alle 12,00 della notte.

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di  Thierry Meyssan

Come non essere colpiti dalla somiglianza fra la campagna che vuole distruggere Trump e quella che prende di mira Fillon? Come non ravvisare che questi due uomini, con personalità e ideologie molto diverse, rappresentano una minaccia per i medesimi interessi?
n Occidente imponenti campagne mediatiche stanno sviluppandosi contemporaneamente contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e, su scala minore, contro uno dei candidati alle elezioni presidenziali francesi, François Fillon. Il primo è accusato di essere un irresponsabile fanatico della supremazia bianca; il secondo è accusato di aver commesso qualcosa di moralmente censurabile, però non sanzionato dalla legge.

Appena un anno fa, simili campagne contro un ex primo ministro francese e, a maggior ragione, contro un presidente degli Stati Uniti d’Ameria in carica erano inimmaginabili.

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Quando qualche anno fa esultavo e parteggiavo per l’accordo nucleare iraniano, molti miei amici persiani alcuni conservatori altri meno, mi avevano detto: “Noi degli Stati Uniti non ci fidiamo, sono traditori, le loro parole non hanno grande credibilità”.

Con grande rammarico e una punta di malinconia oggi devo dire che avevano ragione. Mesi e mesi di incontri a Vienna, ansie, tensioni, attese per veder realizzato un sogno, l’Iran deal, un sogno oggi spezzato da Donald Trump. Se fino a qualche mese fa l’Iran era tornato ad essere il paese buono con il quale fare affari, oggi, da come lo racconta Trump, è un paese da evitare.

Ho trascorso anni a raccontare di quanta propaganda mediatica negativa fosse stata fatta in passato sull’Iran. C’eravamo quasi riusciti, l’Iran aveva un nuovo volto; era uscito dall’isolamento ed era diventato un paese con il quale dialogare con il quale trovare accordi. Oggi purtroppo tutto questo sembra davvero lontano. Sono bastate le poche parole di Donald Trump per farlo tornare ad essere ‘il paese canaglia’. Oggi le parole dei miei amici, quelli che non si fidavano degli Usa, sono assordanti: vi chiedo perdono, avevate ragione voi, vi hanno preso in giro, hanno preso in giro anche noi.

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A Coblenza, in Germania, vertice fra dei leaders  dei partiti “populisti” della Ue

Coblenza, 21 gen. (askanews) – La leader del Front National Marine Le Pen, che aspira alla presidenza francese, ha detto al controvertice delle destre populiste europee in corso a Coblenza, in Germania, che il 2017 porterà un vento di cambiamento in Europa. Incoraggiata dalla Brexit e dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa, la leader del partito di estrema destra ha detto che gli elettori in Francia, Germania e Olanda respingeranno lo status quo.
“Il 2016 è stato l’anno in cui si è svegliato il mondo anglosassone, sono certa che la gente in Europa continentale si sveglierà” ha detto Le Pen davanti a una platea in festa nella città sulle rive del Reno. “Non è più una questione di se, ma di quando” ha aggiunto in un discorso che a toccato i soliti temi cari all’estrema destra, no all’immigrazione, all’euro e ai confini liberi.

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La famiglia di Al-Assad al completo, il Presidente con sua moglie ed i suoi figli, aveva celebrato la festa cristiana del Natale nel Monastero di Nostra Signora di Saydnaya, una località (abitata dalla comunità cristiana) molto vicina a Damasco, dove la famiglia si è soffermata per varie ore in compagnia dei monaci. Poi il Presidente ha pronunciato alcune parole che sono  state calorosamente applaudite dai vicini che si affollavano nella cappella del Monastero.
Nell’anno precedente Al-Assad aveva fatto lo stesso presso Maalula, un’altra località cristiana che era stata appena liberata dall’Esercito regolare, una espressione che per i cristiani di Siria era un sinonimo di risurrezione.
In uno Stato laico il Presidente della Repubblica può rimanere al margine di qualsiasi espressione religiosa o deve partecipare a quelle. Lo stesso non si può fare in paesi come la Spagna, una monarchia “delle banane”, partecipare soltanto ad alcune di quelle. Qui non vedreme mai il capo di Stato in una moschea durante il Ramadan, neppure il Presidente del Governo.

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