"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Attualità internazionale

Il portale Web russo “Pravdareport” ha informato la scorsa domenica che, nell’autopsia fatta dopo il decesso dell’ambasciatore russo, sarebbe stata trovata una sostanza velenosa presente reni del corpo del diplomatico.
La versione ufficiale della morte di Vitali Churkin, parla di un decesso per causa di una attacco cardiaco, tuttavia, dopo i risultati dell’autopsia, i media russi scrivono che Churkin potrebbe essere stato avvelenato mentre si trovava negli Stati Uniti.

I media statunitensi assicurano che i risultati dell’autopsia dimostrano la presenza di una sostanza velenosa nei reni dell’ambasciatore russo: questa sarebbe stata ingerita attraverso degli alimenti. Si sa che l’ambasciatore aveva cenato alle 12,00 della notte.

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di  Thierry Meyssan

Come non essere colpiti dalla somiglianza fra la campagna che vuole distruggere Trump e quella che prende di mira Fillon? Come non ravvisare che questi due uomini, con personalità e ideologie molto diverse, rappresentano una minaccia per i medesimi interessi?
n Occidente imponenti campagne mediatiche stanno sviluppandosi contemporaneamente contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e, su scala minore, contro uno dei candidati alle elezioni presidenziali francesi, François Fillon. Il primo è accusato di essere un irresponsabile fanatico della supremazia bianca; il secondo è accusato di aver commesso qualcosa di moralmente censurabile, però non sanzionato dalla legge.

Appena un anno fa, simili campagne contro un ex primo ministro francese e, a maggior ragione, contro un presidente degli Stati Uniti d’Ameria in carica erano inimmaginabili.

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Quando qualche anno fa esultavo e parteggiavo per l’accordo nucleare iraniano, molti miei amici persiani alcuni conservatori altri meno, mi avevano detto: “Noi degli Stati Uniti non ci fidiamo, sono traditori, le loro parole non hanno grande credibilità”.

Con grande rammarico e una punta di malinconia oggi devo dire che avevano ragione. Mesi e mesi di incontri a Vienna, ansie, tensioni, attese per veder realizzato un sogno, l’Iran deal, un sogno oggi spezzato da Donald Trump. Se fino a qualche mese fa l’Iran era tornato ad essere il paese buono con il quale fare affari, oggi, da come lo racconta Trump, è un paese da evitare.

Ho trascorso anni a raccontare di quanta propaganda mediatica negativa fosse stata fatta in passato sull’Iran. C’eravamo quasi riusciti, l’Iran aveva un nuovo volto; era uscito dall’isolamento ed era diventato un paese con il quale dialogare con il quale trovare accordi. Oggi purtroppo tutto questo sembra davvero lontano. Sono bastate le poche parole di Donald Trump per farlo tornare ad essere ‘il paese canaglia’. Oggi le parole dei miei amici, quelli che non si fidavano degli Usa, sono assordanti: vi chiedo perdono, avevate ragione voi, vi hanno preso in giro, hanno preso in giro anche noi.

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A Coblenza, in Germania, vertice fra dei leaders  dei partiti “populisti” della Ue

Coblenza, 21 gen. (askanews) – La leader del Front National Marine Le Pen, che aspira alla presidenza francese, ha detto al controvertice delle destre populiste europee in corso a Coblenza, in Germania, che il 2017 porterà un vento di cambiamento in Europa. Incoraggiata dalla Brexit e dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa, la leader del partito di estrema destra ha detto che gli elettori in Francia, Germania e Olanda respingeranno lo status quo.
“Il 2016 è stato l’anno in cui si è svegliato il mondo anglosassone, sono certa che la gente in Europa continentale si sveglierà” ha detto Le Pen davanti a una platea in festa nella città sulle rive del Reno. “Non è più una questione di se, ma di quando” ha aggiunto in un discorso che a toccato i soliti temi cari all’estrema destra, no all’immigrazione, all’euro e ai confini liberi.

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La famiglia di Al-Assad al completo, il Presidente con sua moglie ed i suoi figli, aveva celebrato la festa cristiana del Natale nel Monastero di Nostra Signora di Saydnaya, una località (abitata dalla comunità cristiana) molto vicina a Damasco, dove la famiglia si è soffermata per varie ore in compagnia dei monaci. Poi il Presidente ha pronunciato alcune parole che sono  state calorosamente applaudite dai vicini che si affollavano nella cappella del Monastero.
Nell’anno precedente Al-Assad aveva fatto lo stesso presso Maalula, un’altra località cristiana che era stata appena liberata dall’Esercito regolare, una espressione che per i cristiani di Siria era un sinonimo di risurrezione.
In uno Stato laico il Presidente della Repubblica può rimanere al margine di qualsiasi espressione religiosa o deve partecipare a quelle. Lo stesso non si può fare in paesi come la Spagna, una monarchia “delle banane”, partecipare soltanto ad alcune di quelle. Qui non vedreme mai il capo di Stato in una moschea durante il Ramadan, neppure il Presidente del Governo.

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L’amico e compagno di iniziative Stefano Bonilauri ha recentemente rilasciato questa intervista alla Islamic Republic News Agency.

IRNA:
augurandole un felice anno nuovo, vorrei chiedere la sua opinione, ad un anno dall’attuazione dell’accordo nucleare tra l’Iran e le potenze mondiali, sugli effetti che esso ha avuto e la successiva cancellazione delle sanzioni, nei rapporti politici ed economici tra due paesi, quale sia stato l’impatto piu’ importante in termini commerciali e quali siani secondo lei i doveri dell’Europa per la salvaguardia di tale accordo.

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Sei decapitati durante la rivolta in carcere che ha fatto 60 morti
Rio de Janeiro, 2 gen. (askanews) –

E’ salito ad almeno 60 morti il bilancio della sommossa scoppiata ieri nel penitenziario Anísio Jobim di Manaus. La rivolta, andata avanti per 17 ore, ha avuto inizio dopo alcuni scontri tra esponenti di bande rivali. Almeno sei persone sono state decapitate e i loro corpi sono stati portati fuori dalla prigione. “Ci sono almeno 60 morti al momento”, ha confermato il responsabile dei penitenziari dello stato dell’Amazzonia, Pedro Florencio.

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Pars Today – Barack Obama ha ordinato sanzioni contro dirigenti del governo e dell’intelligence russi in risposta all’ hackeraggio delle elezioni americane. Le sanzioni sono una risposta ai tentativi russi di ”nuocere agli interessi americani”: lo ha detto Barack Obama, che ha firmato oggi una serie di ritorsioni contro Mosca.

”Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe”, ha aggiunto. Espulsione di 35 membri dell’ intelligence russa e chiusura di due complessi russi in Usa: è una della azioni della risposta Usa alle presunte interferenze di Mosca nelle presidenziali americane.

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Nella Unione Europea esistono istruzioni scritte per ogni paese con cui vengono dettate le dichiarazioni circa la Russia e che sono considerate “obbligatorie”, ha affernmato il cancelliere russo, Serguéi Lavrov.

Il ministro russo degli Esteri, Serguéi Lavrov, ha parlato lo scorso Lunedì con i giornalisti al termine della sua riunione con il suo omologo serbo Ivica Dačić, trattando, oltre alle altre questioni, le “istruzioni” che devono rispettare i paesi europei relativamente a quanto devono dire sulla Russia.

“Sappiamo che nella UE ci sono istruzionui scritte circa quello che devono dire per ciascun paese, inclusi i paesi candidati alla adesione, quando si parla della Russia  e che sono obbligatori”, ha detto.

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Uno scambio di accuse molto piccato è avvenuto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, quando la delegata degli USA, Samanta Power ha accusato la Russia di presunti crimini commessi ad Aleppo ed ha equiparato questi ai crimini avvenuti nel Ruanda nel 1994, a Srebrenica nel 1995, ed a Halabja (Iraq) nel 1988.

Il delegato russo Vitali Churkin ha replicato duramente ed ha ricordato alla sua omologa nordamericana i crimini commessi dagli USA  nelle loro infinite guerre in tutto il mondo, dall’Iraq all’Afghanistan  ed ha aggiunto dicendo che la Power  parla come se creda  di  essere “Madre Teresa di Calcutta”.

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