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Attualità internazionale

Uno dei più importanti paesi emergenti , l’India, il primo paese per popolazione in Asia (dopo la Cina) ha ribadito che non considererà valido l’embargo decretato da Washington contro l’Iran ed anzi prevede di incrementare i suoi acquisti di petrolio e la sua cooperazione economica con Teheran. Tanto meno l’India accetterà le intimidazioni e le minacce di sanzioni proferite da Washington circa gli acquisti di armi sofisticate dalla Russia.

Mentre gli Stati Uniti si preparano a imporre sanzioni petrolifere contro l’Iran, a Nuova Delhi sono in aumento le indicazioni secondo cui il secondo maggior cliente del petrolio iraniano non taglierà  i suoi acquisti da Teheran ma anzi è destinato ad incrementarli.

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La Corte internazionale di giustizia (ICJ) ha ordinato agli Stati Uniti di revocare le sanzioni contro l’Iran che sono collegate ai beni umanitari e all’aviazione civile.
Secondo L’Aia, le misure adottate dagli Stati Uniti potrebbero mettere a rischio la sicurezza dell’aviazione civile in Iran e la vita dei suoi utenti. Queste sanzioni impediscono alle compagnie aeree iraniane “dall’acquisizione di pezzi di ricambio” e attrezzature, e impediscono l’accesso a “manutenzione, servizi di riparazione e ispezioni relative alla sicurezza” che sono necessari per gli aerei civili, afferma la nota .

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La Russia torna ad avvisare della fornitura di armi  al gruppo terrorista dell’ISIS in Afghanistan per mezzo di elicotteri non identificati.

“Dobbiamo fare un nuovo richiamo all’attenzione internazionale riguardo al fatto che elicotteri non identificati nel nord dell’Afghanistan hanno fornito armi e munizioni ai miliziani dell’ISIS ed ai combattenti talibani che operano con l’ISIS”, lo ha segnalato giovedì la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zajarova.

Nel corso di una conferenza stampa  a Mosca, la portavoce russa ha riferito che detti voli sono stati effettuati  nell provincia settentrionale di Sari Pul, ed ha messo in questione il silenzio della NATO, che ha il controllo dello spazio aereo, su tale episodio.

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di Alberto Negri –

C’è un doppio standard nell’Alleanza Atlantica e abbiamo paura a dirlo: la cancelliera Merkel può raddoppiare il Nordstream 2, la pipeline del gas con la Russia, mentre il Southstream con Mosca dell’Eni-Saipem fu fatto saltare dalle sanzioni per la crisi Ucraina e l’annessione della Crimea nel 2014.

I senatori italiani come i cani di Pavlov: è scattato immediato l’applauso dell’aula appena il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha pronunciato la formula rituale della consunta repubblica del Belpaese: “La convinta appartenenza all’Alleanza Atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato”. Da buon cerchiobottista, per tranquillizzare lo scalpitante Salvini, ha strappato un altro applauso quando ha annunciato che l’Italia promuoverà “una revisione del sistema delle sanzioni alla Russia”. Tanto sappiamo perfettamente che mentre il pilastro Nato non si scalfisce, per rimuovere le sanzioni europee a Mosca ci vuole ben altro che l’iniziativa italiana.

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di  Tony Cartalucci

Parlare sulla mossa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di nominare John Bolton come il suo nuovo consigliere per la sicurezza nazionale, sembra che questi si è concentrato sul ruolo di Bolton nel promuovere l’invasione irachena del 2003 guidata dall’Iraq e il profondo contrasto che il suo incarico indica alla luce delle promesse elettorali del presidente Trump di prosciugare la palude.”

Tuttavia, l’incarico di Bolton porta con sé maggiori implicazioni sia per coloro che apparentemente lo criticano sia per coloro che cercano di promuoverlo. Bolton ha – per anni – esercitato pressioni per un’organizzazione terroristica colpevole di rapimento e uccisione sia di membri del servizio degli Stati Uniti che di appaltatori civili statunitensi, insieme a un numero incalcolabile di civili e politici iraniani in una campagna di terrore che si è protratta per diversi decenni e continua oggi.

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di Tony Cartalucci,

I think tank occidentali sono sempre più impegnati a coltivare una narrazione per spiegare la presenza improvvisa e diffusa dei terroristi collegati allo “Stato Islamico” (SIIL) nel Sud-Est Asiatico. Tale narrativa, che questi think tank vorrebbero spacciare al pubblico, implica militanti in fuga da Siria e Iraq che si trinceranno nei presunti conflitti settari nel sud-est asiatico.

I think tank non menzionano convenientemente mai come decine di migliaia di terroristi finanzino l’impresa logistica necessaria a trasferirli nel Sud-Est asiatico o a sostenerne le operazioni nella regione una volta arrivati. Tra questi think tank c’è il cosiddetto International Crisis Group (ICG). Nel suo rapporto “Jihadismo nel sud della Thailandia – un minaccia fantasma“, afferma: “Il declino dello Stato islamico (SIIL) e l’avvento delle violenze legate allo SIIL nel Sud-Est asiatico, mostrano la possibilità di una nuova era di terrorismo jihadista transnazionale nella regione.

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L’Istituto di Studi Srategici di Sicurezza Nazionale (INSS) dell’Università di Tel Aviv ha pubblicato una analisi dei rischi e delle sfide che un avvicinamento più stretto tra Teheran e Ankara potrebbe creare per il regime di Israele.
Gli autori di questa analisi ritengono che, dopo vari anni di disaccordo su molte questioni tra Iran e Turchia, specialmente per quanto riguarda la guerra in Siria, adesso ci sono molti segnali di una ritrovata cooperazione fra i due paesi 
Per quanto riguarda la Siria, gli avvvenimenti sviluppatisi sul terreno hanno motivato la necessità di un riavvicinamento tra l’Iran e la Turchia ed una crescente cooperazione in particolare con la Russia.

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MERCENARI IN GUERRE PER PROCURA, LA NATO “SALVA-POPOLI” PRO – CASTA, COSTA SOLO AL POPOLO ITALIANO 100 MILIONI DI EURO AL GIORNO, CON L’ AUMENTO STABILITO DA TRUMP

BRUXELLES (Pars Today Italian) – L’Unione Europea e la Nato terranno le prime esercitazioni militari parallele entro la fine di quest’anno.

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IL CAIRO – Il presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi ha promulgato la nuova controversa legge che regola le attività delle organizzazioni non governative (ong).

Approvata lo scorso novembre dal parlamento, la legge è stata promulgata il 24 maggio scorso dal Capo dello Stato e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, ma è stata inviata oggi alla stampa. La nuova norma prevede pene fino a cinque anni di carcere e multe fino a un milione di sterline egiziane (59.000 euro) per i trasgressori.

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di Enrico Galoppini

Adesso lo so che mi beccherò i latrati di quelli che vorranno leggere in quel che ho scritto ciò che assolutamente non penso, eppure qualche parola va spesa per definire che cosa è “il nostro modo di vita” quando dopo ciascun episodio di “terrorismo islamico” è tutto un susseguirsi di dichiarazioni del seguente tenore: “Continueremo a vivere secondo i nostri valori!”; “non ci faremo impaurire!”, “non ci rinchiuderanno in casa!”.

Secondo me, se non si è messo il cervello in stand by, si possono tranquillamente tenere distinte queste due cose: 1) la condanna e l’orrore senza riserve per una bomba fatta esplodere su un autobus, in un mercatino, in mezzo alla folla di un concerto eccetera; 2) il giudizio su che cosa – secondo i suoi apologeti – sta alle basi della “nostra civiltà” (“occidentale”, “europea”, “moderna”, per taluni “cristiana” eccetera).

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