L’agenzia di stampa palestinese Quds News ha messo in guardia contro “una campagna diffamatoria contro l’elettorato e i partiti arabi palestinesi dopo il loro storico successo alle elezioni legislative israeliane, accusandoli di frode, corruzione e finanziamenti stranieri”.
I due principali partiti politici a maggioranza araba, Raam (Lista Araba Unita) e Lista Unita, si apprestano a conquistare un numero di seggi senza precedenti nella loro storia, grazie a una forte e inaudita affluenza alle urne della minoranza araba, che subisce gravi discriminazioni. Hanno ottenuto 19 seggi, rispetto ai 10 del precedente parlamento.
Secondo quanto riportato giovedì dall’AFP, i media israeliani hanno riferito che i funzionari elettorali hanno chiesto allo Shin Bet di avviare un’indagine sulle accuse di sostegno straniero ai partiti arabi, senza che finora sia stata presentata pubblicamente alcuna prova.
Secondo quanto riportato dai media israeliani, fondi provenienti dal Qatar e da reti legate ai Fratelli Musulmani in Turchia sarebbero stati utilizzati per incoraggiare la partecipazione degli elettori arabi.
Secondo l’agenzia di stampa palestinese Quds News, queste accuse, per le loro implicazioni politiche, vanno oltre la semplice messa in discussione dell’integrità del voto e mirano a delegittimare la rappresentanza politica araba, soprattutto perché le forze di opposizione potrebbero contare sui voti dei partiti arabi per formare il prossimo governo.
Né il blocco di Netanyahu né quello dell’opposizione hanno ottenuto la maggioranza di 61 seggi necessaria per formare un governo.
“Questa retorica fa temere che le accuse di falsificazione o di finanziamento estero possano essere utilizzate per intensificare la pressione politica e legale sui partiti arabi, e poi per limitarne le attività o chiederne lo scioglimento, soprattutto se collegate ad accuse di finanziamento estero o di ‘sostegno al terrorismo’”, ha avvertito Quds News.
E ricordiamo che durante la campagna elettorale, Netanyahu e il Likud hanno cercato di screditare qualsiasi cooperazione con i partiti arabi.
Il Likud è alla guida della campagna
Fonti hanno riferito ad Haaretz che Netanyahu lancerà una campagna politica che dovrebbe durare diverse settimane, con l’obiettivo di fare pressione sui leader del gruppo di Eisenkot e impedire loro di agire contro di lui, sia per formare un governo con il sostegno dei partiti arabi, sia per assumere il controllo della Knesset e nominare un nuovo presidente.
Mercoledì, il partito Likud ha affermato in un comunicato che “le elezioni in Israele sono state rubate da partiti arabi che sostengono il terrorismo”, senza però fornire alcuna prova a sostegno di tali accuse.
La dichiarazione presenta il caso come un “attacco alla democrazia” volto a “islamizzare Israele e rovesciare il governo di destra al fine di provocare il ritiro e la sconfitta delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) su tutti i fronti, primo fra tutti l’Iran”.
Fonte: AL Manar
Traduzione: Luciano Lago

Un commento su “Una campagna diffamatoria prende di mira i partiti arabi dopo la partecipazione record alle elezioni della Knesset.”
Sappiamo che il letamaio criminale chiamato “israele” non è una democrazia e gli arabi che ivi vivono sottomessi al satana ebreo non sono nella pienezza dei diritti, in quanto, ad esempio, se per caso alcuni di loro volessero fare la carriera militare è difficile che ci arrivino … Quindi, se le elezioni dovessero essere ripetute, si cercherà di evitare, con ogni mezzo, che i cosiddetti partiti arabi possano parteciparvi e questa è una mia forte impressione … Gli ebrei genocidi le scuse le troveranno facilmente.
Cari saluti