"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Attacco all’Iran

di  Luciano Lago

Come ci si poteva facilmente aspettare, la mossa fatta dal presidente Donald Trump di uscire unilateralmente dal patto nucleare con l’Iran ha aperto il vaso di Pandora del Medio Oriente dando il via a nuovi conflitti e creando le premesse per un mondo sempre più selvaggio e caotico, con un nuovo fronte di guerra che, dal Medio Oriente, si andrà ad estendere all’Asia Occidentale e che include la possibiltà di una terza guerra mondiale.

Il patto del nuleare con l’Iran era ed è un patto multilaterale sottoscritto da 6 potenze (5+1) fra cui la Germania la Cina e la Russia, la Francia e il Regno Unito, oltre agli USA. La revoca unilaterale di Washington rappresenta un duro colpo per la stessa credibilità internazionale degli Stati Uniti che dimostrano di non adempiere gli accordi internazionali, sebbene da loro sottoscritti in precedenza (vedi gli accordi di Parigi sul clima, il TTP, ecc..), e spingeranno ad una nuova corsa verso la proliferazione nucleare che diventa una scelta inevitabile per diversi paesi che vedono nel nucleare l’unica polizza di assicurazione per evitare il pericolo di cambio di regime imposto dagli USA sul modello Libia/Iraq.

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di  Wayne Madsen

Il nuovo ‘asse del male’ si forma contro l’Iran
Un “asse del male”, il quadripartito che include Israele, Stati Uniti, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti sta spostando i suoi mezzi militari, conducendo azioni offensive coinvolgenti, invadendo e occupando territori stranieri, oltre a condurre una guerra economica in preparazione di un campagna militare contro l’Iran e i suoi alleati.

Settimane prima che Donald Trump rivedesse la partecipazione degli Stati Uniti all’iniziativa nucleare  del piano d’azione congiunta (JCPOA) con l’Iran, la falsa propaganda sull’Iran era stata promulgata dall’intelligence israeliana. Trump ha illegalmente ritirato la firma degli Stati Uniti dall’accordo, assecondando le richieste del Primo Ministro israeliano Benyamin Netanyahu, del  neocon per la sicurezza nazionale, John Bolton, e del segretario di Stato Mike Pompeo, oltre a  tre facoltosi sostenitori della campagna elettorale di Trump – Sheldon Adelson, Bernard Marcus e Paul Singer.

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