Macron annaspa e si aggrappa al potere ma la Francia è al collasso

Macron annaspa e si aggrappa al potere ma la Francia è al collasso

Doveva accadere ed è è accaduto: il governo Bayrou in Francia è caduto clamorosamente dopo meno di nove mesi e lo stesso Macron, il “piccolo Napoleone”, sponsor di un governo impopolare, è stato sconfessato. A gran voce le opposizioni richiedono nuove elezioni e le dimissioni di Macron che ormai rappresenta soltanto se stesso e l’oligarchia finanziaria che lo sponsorizza.
In vista delle manifestazioni di protesta, Retailleau (ministro degli interni) mobilita 80.000 FDO (membri delle forze di sicurezza) contro i francesi il 10 settembre. Alcuni non aspettano fino al 10 e scendono già in piazza per celebrare la caduta del Primo Ministro. La manifestazione è una tradizione francese. La polizia ha iniziato a usare i gas lacrimogeni , se Ruth Elkrief (giornalista di regime) ce lo permette.
Macron ha sacrificato il suo quarto primo ministro, se abbiamo contato correttamente, per allentare le tensioni. Ma sentiamo che molti francesi hanno una resa dei conti da chiedere a coloro che li hanno perseguitati per sette anni.

Ci sono diversi strati di rabbia, dal 2017, e anche prima. Il periodo peggiore della Quinta Repubblica, a parte la fine della guerra d’Algeria, è l’interludio Valls-Macron, ovvero il periodo 2014-2025. Undici anni di terrorismo (Bataclan, Covid, lockdown, iniezioni, pensioni, inflazione) a tutti i livelli, con un’accelerazione del deterioramento del Paese.
Molti francesi si sentono prosciugati dal regime di Macron, che li ha fatti dimagrire, sia letteralmente che figurativamente. Gave prevede una megacrisi finanziaria, cioè sociale. Ricorda l’Argentina del 2001 e la Grecia del 2009. No, non si tratta di vittorie ai Mondiali o agli Europei, ma piuttosto di violente recessioni guidate dal FMI dei nostri amici DSK, poi Lagarde (per quanto riguarda la Grecia).

French President Emmanuel Macron and Pau’s Mayor Francois Bayrou

Di fronte a quanto si prospetta, la polizia di Retailleau non potrà fare molto: è come cercare di fermare una cometa. Anche il mondo politico e mediatico è in subbuglio, ma in un misto di desiderio (tra i due estremi) e paura (tra i collaborazionisti). Le situazioni storiche rivelano o producono personalità adatte al compito, e costringono a soccombere coloro che decisamente non sono all’altezza. Vedremo se questo accadrà anche stavolta.

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Mélenchon, il leader della sinistra, da parte sua, richiede le elezioni e ha tormentato il povero Salamé-Glucksmann, appena nominato, su Élysée TV. I Glucksmann, cosa stanno ottenendo in questo momento? Ma cosa hanno fatto di sbagliato esattamente? Non attireranno certo la rabbia della gente, vero?

Grazie a Macron e Bayrou, i negozianti possono iniziare a inchiodare assi alle finestre. Quanto ai vari Glucksmann e intellettuali di regime, dovrebbero prendersi qualche giorno di vacanza, in Georgia o in Marocco, perché la situazione potrebbe complicarsi.

Tutti hanno timore che qualche cosa di grave stia per accadere: rivolte di piazza, scontri con la polizia, esplosione di violenza e di rabbia con saccheggi e attentati. Una situazione al limite che è stata esasperata dalla pervicacia di Macron, del suo governo e del circolo degli oligarchi che, da Parigi e da Bruxelles lo hanno sostenuto.

Quello che accade in Francia avrà conseguenze in tutta l’Europa e produrrà uno scossone anche a Bruxelles.

Luciano Lago

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La Redazione

17 commenti su “Macron annaspa e si aggrappa al potere ma la Francia è al collasso”

  1. C.V.D. La Catastrofe, sommatoria di tante catastrofi che convergono, mi sa che è in arrivo. Le prospettive per i banditi ladri del Popolo della “rivoluzione francese” de merde mi sa che non sono per niente trionfalistiche. All’epoca, ghigliottinarono migliaia di Francesi, ora è giunto il momento della resa dei conti ? Bonjour, tristesse !!!!

  2. Credo che ci vorranno i morti ammazzati dalla polizia di macron, nelle possibili proteste future, e forse così i francesi si risveglieranno e riattiveranno la cara, vecchia ghigliottina, ma ormai la Le Pen è stata prima pastorizzata e poi squalificata dal sistema che ha prodotto la schifezza macron, mentre Mélenchon (della Francia non sottomessa, o indomita ???) è soltanto un pensionato di una rivoluzione mai scoppiata, quindi mi chiedo chi guiderà la protesta francese … C’è qualcuno in grado di farlo?

    Cari saluti

    1. Veramente i francesi dei gile’gialli sono stati eroici ,morti ,mi sembra 14, storpi e feriti gravi, una signora ha perso un’occhio…Gli Italiani ,invece,DORMONO.

    2. Credo che i francesi siano molto più risvegliati di noi; ricordo i gilè gialli , quelli arancioni.
      Mai visto, in Italia, simili sintomi di ribellione; e ne avremmo molto più bisogno.

    3. Ovviamente la maggioranza della popolazione italiana è costituita da italioti, che possono essere idiotizzati, in certi casi bestializzati (droga, risse, rave party) e oggi in molti addirittura zombificati e caracollanti … Comunque, un sommovimento popolare, per non diventare “riots” o semplice insurrezione senza capo né coda, deve essere guidata da un vertice politico determinato, ci devono essere quadri altrettanto determinati, con un programma politico alternativo applicabile alla realtà e la volontà di metterlo in atto, anche rischiando scontri armati e guerre civili, mi pare però che questo non ci sia in Italia, dove osserviamo un vero deserto politico e una penosa situazione sociale, ma neppure in Francia, perché la Le Pen e il sinistro Mélenchon fanno comunque parte del sistema e non sono in grado, né probabilmente vogliono guidare una vera rivoluzione.

      Cari saluti

  3. Considero la Francia uno dei paesi europei piu’ instabili, sia economicamente che soprattutto socialmente. Diversi sintomi me lo fanno pensare. Le rivolte civili alle Banlieue parigine nel decennio 2010-2020, le imponenti e distruttive manifestazioni dei lavoratori e pensionati dei Gilet Gialli, che misero a ferro e fuoco la Francia non tanto per il COVID ma proprio per la famosa riforma delle pensioni di Macron stesso, quantomeno auspicata e fomenta. Quello che mi piace dei francesi, politicamente, e’ che non ci somigliano per niente. L’ Italiano e’, in certe situazioni, impulsivo e esprime rabbia di getto, ma anche un atteggiamento spesso molto sottomesso e connivente ai poteri forti. Classico esempio I fascisti. I nostri cugini blue invece no, covano risentimento ed odio ed una natura piu’ spiccatamente anarchica ed anti istituzionale. Se Macron non si toglie dai famosi tre passi rischia di brutto.

  4. Notizia recente: macron sul giro d’aria nomina lecornu da ministro della difesa a primo ministro … Nomen omen?

    Cari saluti

    1. Oggi le opposizioni dovrebbero sfiduciare anche lo stesso inquilino dell’ Eliseo. Vedremo quanto questa nomina frettolosa sarà in grado di salvarlo. Come per noi giorni bui attendono la Francia finché farà parte della UE. Ciao Eugenio.

  5. I miei ricordi scolastici mi richiamano l’ esperienza tragica della Comune di Parigi e la resa del potente esercito transalpino di fronte all’ invasione nazista della Francia nel secondo conflitto mondiale. Ci vedete delle similitudini, gentili commentatori? Alla prossima.

  6. Parliamo di fatti concreti, Macron a nominato un nuovo primo ministro il signor Lecornu gia dal nome si comincia male, credo formerà un esecutivo di minoranza ma come può sperare di governare, non so quali siano le dinamiche francesi ma ritengo si faccia così solo per guadagnare tempo non certo per governare. Mi permetto di dare un semplice consiglio smettessero di finanziare l’Ucraina ed il riarmo cosi risparmierebbero tanti soldono e li potrebbero usare per la popolazione francese senza imporre nuove tasse e altri sacrifici ai francesi.

  7. Sono scattati già i primi fermi e arresti in Francia a causa dei disordini e dovrebbero essere circa un ottantina, se non erro, quindi la repressione poliziesca del depravato macron, servo degli ebrei rothschild ramo francese, è iniziata … Prima di pensare alla guerra contro la Santa Russia, sembrerebbe urgente per macron pensare a mantenere un minimo di “stabilità interna”, anche con le brutte, del resto la Francia ha una ormai lunga tradizione rivoluzionaria – 1789 la prima rivoluzione francese, 1992-1994 con i giacobini dell’indimenticabile Robespierre, luglio 1830 con le tre giornate, 1848 con la seconda repubblica – ed è possibile che continui ai tempi nostri, ma la vedo dura, perché non ci sono capi e quadri, oggi in Francia, con chiari, inequivocabili obbiettivi politico-rivoluzionari.

    Cari saluti

  8. Si è visto come Macron ha fatto reprimere i gilets jaune e i suoi complici, che strepitano contro Orban e Fico, non hsnno battuto ciglio. Non possono permettersi un governo che sia meno eurocratista di quelli alla Macron. Le forze di opposizione sono divise. Non penso che l’insurrezione possa portare grosse novità, purtroppo. Ma questo non vuol dire che tutto continuerà come prima: i governi eurofiliaci, sconfessati nelle piazze e nelle urne, non potranno fare più di quello che hanno fatto. Ci penserà la politica internazionale e la crisi economica e finanziaria a spazzate via questo ciarpame parassitario. Qualunque cosa intendano fare, guerra alla Russia, riarmo, Green Deal a strafottersi, tagli alle spese sociali, il popolo non lo seguirà. Credo valga anche se ripiegassero su una nuova emergenza pandemica. I nodi vengono al pettine: ci lasceranno lo scalpo, anche se non sarà indolore neppure per il popolo, che li ha seguiti disciplinatamente fino adesso.

    1. Da diversi anni mi posso considerare rosso-bruno (per lo scrittore del fantastico valerio evangelisti, ex autonomo che prendeva i diritti d’autore da Mondadori, ero il capo dei rosso-bruni in Italia, numero 1 di una sua “lista di proscrizione” diffusa in rete, molti anni fa! Peccato che non esisteva un movimento/ blocco siffatto …), per necessità sono diventato filo-russo e un integralista contro l’impero del male assoluto, cioè l'”occidente collettivo” dominato dagli ebrei … Grande rispetto per Vladimir Il’ič Ul’janov, filosofo mancato (Quaderni Filosofici), uno dei pochi teorici e pratici della rivoluzione che nella storia umana ha avuto successo, pur soltanto nello spazio geopolitico dell’impero zarista, non in tutto il pianeta come avrebbe voluto.

      Cari saluti

  9. Rosso-bruno, Eugenio Orso: a chi arruola tutti e tutti vuole arruffianarsi fra i suoi “amici” – non ha perso tempo neppure con lei – segnalando reprobi da censurare e espellere non potendoli ancora passare per le armi -, sanguineranno le orecchie da mercante indiano. Magari, mandandogli il cuoricino in pappa con notizie da deludenti a allarmanti, fa scattate la rappresaglia: si aspetti compianto e esecrazione, dopo i complimenti per l’iscrizione alla compagnia del partito di senno.

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