"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Francia

di Thierry Meyssan

Pronunciando un discorso programmatico davanti ai più alti diplomatici francesi, il presidente Macron ha svelato la propria concezione del mondo e il modo in cui intende usare gli strumenti di cui dispone. Secondo Macron non esiste più sovranità popolare, né in Francia né in Europa, dunque non esistono nemmeno democrazie nazionali o sovranazionali. E nemmeno esistono più l’Interesse collettivo e la Repubblica.

I beni comuni sono solo un catalogo eteroclito di cose e d’idee. Descrivendo agli ambasciatori il lavoro da compiere, Macron li ha informati che non dovranno più difendere i valori del loro Paese, ma trovare opportunità per agire in nome del Leviatano europeo. Entrando nel merito di alcuni conflitti, Macron ha descritto un programma di colonizzazione economica del Medio Oriente e dell’Africa.

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Georges Marchais, 1980, segretario del Partito Comunista francese:”E’ necessario fermare l’immigrazione ufficiale e clandestina, è inammissibile lasciar entrare nuovi lavoratori immigrati in Francia dal momento che il nostro paese conta circa 2 milioni di disoccupati francesi e immigrati”.
“Georges Marchais clash Mélenchon sur l’immigration”
“Rejoins la résistance sur : Le discours de vérité sur l’immigration du PCF en 1980 a laissé sa place aux mensonges actuels de la gauche……”

Vedi: Youtube.com/Watch

Questa era la posizione del segretario dell’allora PCF,che vantava un consenso elettorale intorno al 20%; si trattava di un partito fortemente ancorato alla visione marxiana della società,che vedeva in quel numero crescente di “migranti” l’esercito della riserva del capitale, che il capitale stesso avrebbe utilizzato per comprimere salari e diritti del lavoratori,come in effetti é successo. Nel 1980 i disoccupati erano il 6%,oggi sono il 10%(5,5 milioni circa).

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DI NICIOLAS BONNAL

Dal giugno del 1981 avevo capito che a trionfare insieme a Mitterrand non erano stati né la sinistra né il socialismo. Quanto piuttosto un messianismo umanitario dall’odore sgradevole. Dopo un paio di inchini, Mitterrand si è impegnato a rafforzare il capitale liberale e a sottomettere questo paese alle agende occulte del mondialismo, il tutto ovviamente in nome di Jaurès e del resto; leggete la rivelazione di Sion a tal proposito. Le cerimonie di Versailles e del Louvre non annunciano niente di buono. Ritorniamo alla massoneria da quattro soldi che è il marchio di fabbrica di questa repubblica apolide. Liquidare il re-taumaturgo, le competenze statali, e festeggiare il clone robotico, questo è l’obiettivo prometeico a cui aspira l’Attila Attali. Mefistofele se ne rallegra!

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L’Europa ripensa al suo ruolo in Siria e Macron può dire ciò che Merkel non può senza causare tensioni nella NATO

di  Tom Luongo

La dichiarazione del presidente francese Emmanuel Macron cambierà il gioco sulla Siria. Fino a ieri la Francia era la più violenta sostenitrice del cambio di regime statunitense in Siria. Ora ne è la critica più pragmatica.

Ciò indica vari cambiamenti geopolitici. Innanzitutto, è in sintonia con l’affermazione della cancelliera tedesca Angela Merkel che l’Unione europea non dovrebbe più considerare gli Stati Uniti partner affidabile negli affari esteri.

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L’ISIS (Daesh ih arabo) ha minacciato di realizzare un “bagno di sangue” in Francia se Parigi non obbedirà alle sue richieste entro 7 giorni.

Il gruppo terrorista dell’ISIS ha pubblicato un suo documento nei social media in cui minaccia di realizzare attacchi terroristici e causare un bagno di sangue in Francia se il presidente Emmanuel Macron non adempierà alle 8 richiesta fatte in un termine di 7 giorni.

Nella registrazione i terroristi assicurano di aver inviato il testo del messaggio, in 8 pagine in francese, a tutti i leaders del governo francese ed a tutti i media nazionali dall’Eliseo al Palazzo Matignon, all’Assemblea nazionale, alla Polizia ed alle sedi dei principali giornali.

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di Wayne Madsen

Il nuovo presidente francese Emmanuel Macron, impegnato nelle presidenziali francesi in contrappeso pro-europeo per impedire l’elezione della leader del Partito Nazionale Marine Le Pen, sembra avere più di un rapporto casuale con gli Stati Uniti. Mentre lavorava al Ministero dell’Economia da ispettore speciale e ministro, Macron supervisionò il furto virtuale delle industrie strategiche francesi da parte delle imprese statunitensi dai forti legami con l’intelligence. L’hackeraggio dei computer del movimento di Macron “En Marche!” da parte di soggetti sconosciuti ha prodotto materiale interessante. I difensori di Macron sostengono che i file rilasciati erano o “falsi” o estranei. Tuttavia, una serie di file sul furto virtuale del gigante tecnologico dell’informazione francese da individui collegati alla CIA è esattamente ciò che ci si aspetterebbe dalla campagna di Macron.

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Conseguenze della vittoria di Emmanuel Macron, il candidato della finanza mondialista in Francia: affiorano le prime rivendicazioni degli esponenti della sinistra e del fronte progressista che si batte per l’affermazione del multiculturalismo e cancellazione dell’identità storica e cuturale della Francia.

Dalla intervista di Al Jazeera alla giornalista e scrittrice Rokhaya Diallo, molto conosciuta in Francia.

Rokhaya Diallo, una giornalista di passaporto francese, i cui genitori erano originari del Senegal e del Gambia. Intervistata da Al Jazeera, ha dichiarato che “non esiste alcun motivo di festeggiare, anche se non ha vinto, la Le Pen ha ottenuto quasi 11 milioni di voti e questo ci mette paura. Con la sua sconfitta, abbiamo evitato la peggiore opzione ma ho paura che le sue idee si estendano ad altri settori della società francese. I partiti politici in Francia hanno adottato molte delle idee di estrema destra per riappacificare parte dei loro elettori”.

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di  Marco Valle

Spente le luci, dispersi i tifosi, raffreddati i sentimenti cerchiamo di ragionare sui risultati (e i significati) delle elezioni francesi. Tutto è andato come previsto. Macron ha vinto con largo margine e si è presentato davanti al Louvre, una location toponomastica inedita per gli schemi politici transalpini (Bastiglia per la sinistra, place de la Concorde per la destra).

Presto il vincente entrerà in carica, cercherà di formare un governo e una maggioranza, poi incontrerà Angela Merkel riaprendo — per necessità, real politik e un tributo al gollismo — il dialogo franco-tedesco. Marine Le Pen, con oltre undici milioni di voti, è battuta ma non doma. La signora ha spaccato la Francia e, intanto, si prepara a ribaltare il partito (ormai decotto) mentre la nipotina Marion (l’idolo dei “puri e duri”) si sfila proprio alla vigilia delle legislative, il vero traguardo dell’ipotesi “mariniste”.

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Kadima ! En Marche! Avanti, March!
I francesi, lungi dal misurare il loro errore, sono ancora sotto ipnosi e non dovrebbero svegliarsi prima della fine delle elezioni legislative.
«Sotto i nostri occhi» – Cronaca di politica internazionale n°239

di Thierry Meyssan

Dopo aver eletto come Presidente della Repubblica in successione un agente della CIA e un impiegato degli emiri del Golfo, i francesi si son fatti truffare una terza volta, ora da un prodotto israeliano. Credono di avere allontanato lo spettro del fascismo votando per un candidato sostenuto dalla NATO, dai Rothschild, da tutte le società quotate dell’indice CAC40 e dalla stampa unanime. Lungi dal misurare il loro errore, sono ancora sotto ipnosi e non dovrebbero svegliarsi prima della fine delle elezioni legislative.

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In chiusura della campagna elettorale più cruciale per il futuro dell’Europa e in attesa del risultato (ormai definito 8/05), su quale si sono incentrate tante speranze ma il cui esito appare scontato a favore del candidato che più di tutti incarna l’establishment europeista, facciamo spazio alle riflessioni di Jacques Sapir , il nostro economista francese di riferimento.

Lo scenario è quello di un paese profondamente diviso, sia geograficamente che culturalmente e socialmente, tra gruppi che si trovano su posizioni opposte e inconciliabili. Situazione complicata ulteriormente da quell’irriducibile corpo estraneo alla cultura francese che sono gli immigrati di seconda generazione.

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