La verità sul complotto di Trump contro il Venezuela esce dalla bocca di Trump

La verità sul complotto di Trump contro il Venezuela esce dalla bocca di Trump

del Dott. Paul Craig roberts (*)

“Il Venezuela è completamente circondato dalla più grande armata mai radunata nella storia del Sud America. Non farà che aumentare, e lo shock per loro sarà come niente abbiano mai visto prima, finché non restituiranno agli Stati Uniti d’America tutto il petrolio, la terra e gli altri beni che ci hanno precedentemente rubato.” — Presidente Donald Trump, 17 dicembre 2025

Ora sappiamo in cosa consiste la crisi venezuelana orchestrata dal presidente Trump. Trump chiede al governo venezuelano di annullare la nazionalizzazione dei propri beni, iniziata nel 1976, e di consegnare l’industria petrolifera a Washington.

Il Venezuela nazionalizzò la sua industria petrolifera nel 1976. La società statale Petróleos de Venezuela SA fu creata per controllare le risorse petrolifere precedentemente nelle mani di Exxon, Shell e Mobil.

Una seconda fase di nazionalizzazione, sotto la guida di Hugo Chávez nel 2007, portò i restanti progetti della cintura petrolifera dell’Orinoco sotto il controllo dello Stato. 

Quando Trump afferma che il Venezuela ha rubato il petrolio degli Stati Uniti, intende dire che il Venezuela ha nazionalizzato le risorse che gli Stati Uniti gli hanno rubato.

Le azioni di Trump contro il Venezuela equivalgono a pirateria e a un tentativo di saccheggio e depredamento del Paese e delle sue risorse. È l’ennesimo esempio di come Washington agisca completamente al di fuori del campo della legge.

Blocco navale Venezuela

E il presidente russo Putin è così irrealistico da pensare di poter raggiungere un accordo con Trump per porre fine a un conflitto che alimenta i profitti del potente complesso militare-sicurifico americano.

*Paul Craig Roberts è un rinomato autore e accademico, presidente dell’Institute for Political Economy, dove questo articolo è stato originariamente pubblicato. Il Dott. Roberts è stato in precedenza redattore associato e editorialista del Wall Street Journal. È stato Assistente Segretario del Tesoro per la Politica Economica durante l’amministrazione Reagan. Collabora regolarmente con Global Research. 

Nota: Nonostante il possente blocco navale imposto al Venezuela, gli Stati Uniti potrebbero ricevere qualche sorpresa sgradita”.

Di queste ore infatti la notizia che un gruppo navale della Marina Cinese, forte di quaranta unità navali, si sta muovendo in direzione delle coste del Venezuela e si tratta di unità modernissime dotate di lanciamissili ipersonici e armamento di primo livello. Sembra che la Cina non voglia rinunciare senza battere ciglio alle forniture di petrolio venezolano ed agli investimenti fatti nelle infrastrutture petrolifere del paese. Questo potrebbe rappresentare un fattore dissuasivo per l’aggressione USA che dovrebbe pagare dei costi alti. Assisteremo quindi agli sviluppi di questa ennesima guerra neocoloniale di Washington nell’emisfero sud.

Fonte: Paul Craig Roberts

Traduzione e nota: Luciano Lago

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La Redazione

4 commenti su “La verità sul complotto di Trump contro il Venezuela esce dalla bocca di Trump

  1. Faccio presente che le “sette sorelle”, le famigerate imprese petrolifere anglosassoni e una olandese, davano e dànno il 7% dei ricavi del petrolio ai Paesi dove esse lo estraevano, il resto era ed è tutto per i farabutti delle compagnie petrolifere suddette. Enrico Mattei – il nostro grande Politico, e uomo forte, il più potente dell’Italia – stava mandando in malora le “sette sorelle” ladrone perché dava il 50 % ai Paesi produttori, il resto era dell’ENI
    ( fondata da lui ) che gestiva le trivellazioni. E’ ovvio che fu assassinato dagli statunitensi ………………………. Egli comandava La camera dei deputati e il Senato e tutti i politicanti gli ubbidivano ………….. li aveva addomesticati. Gli rimprovero solo la sua imprudenza, invece di girare con una grande scorta di Carabinieri e Polizia ed Esercito, aveva solo una guardia del corpo, e i due aerei personali in Sicilia non furono custoditi e vennero sabotati dalle forze del male.

  2. Chiaro fin dall’inizio che la lotta al traffico internazionale di droga è un mero pretesto, buono per gli allocchi microcefali “televisivizzati”, mentre sono le risorse naturali del Venezuela, in particolare quelle energetiche e l’oro, che i “manovratori” di trump vogliono ad ogni costo, ma non per m.a.g.a (far grande ancora l'”america”, a beneficio degli idioti), bensì per mantenere e aumentare il loro potere messo oggi in discussione nel mondo (questi della plebaglia statunitoide se ne fottono!), una sorta di “o la borsa o la vita”, minacciato non con il coltello o la pistoletta, ma con flotte, portaerei nucleari, jet militari imbarcati e truppe da sbarco …

    Cari saluti

  3. La Cina si è stufata delle aggressioni yankee nei suoi confronti, Trump ha appena approvato la vendita di 11 miliardi di dollari di armi, perlopiù vecchi catenacci, a Taiwan, dove ormai il partito liberale del presidente secessionista è isolato, visto che pure il Kuomintang è unionista.
    La Cina ha fatto trapelare le informazioni sulla sua nuova macchine fotolitografica EUV per produrre microchip, si prevede che sarà operativa in appena 3 anni.
    L’olandese ASML per colpa dei conati tardoimperialisti degli yankee, tipici di un paese deindustrializzato dominato da una oligarchia piratesca e speculatrice la quale è rimasta attardata alla visione del saccheggio delle risorse naturali degli altri, con il parallelo del Regno Unito che ambisce alle infinite risorse russe (e insieme agli USA a quelle iraniane), ha perso il suo più importante mercato.
    Curiosamente in queste settimane si stanno verificando una serie di cambi di governo in America Latina, da governi di sinistra, di solito appoggiati da Russia e Cina, a governi di destra, filo-Trump (in realtà il destro brasilero Bolsonaro era grande amico di Putin, infatti i globo-homo lo hanno fatto condannare a decenni di carcere, mentre la presidenta giudea del Messico di “sinistra” ha messo una caterva di dazi sulle merci cinesi, facendo sprofondare il paese in recessione), non è l’America Latina che si sta omologando agli USA ma casomai il contrario.
    Gli USA non sono più una grande potenza industriale, come armi vendono solo vecchi catenacci, i suoi microchip ormai sono solo scadenti e fabbricati a Taiwan, gli aerei Boeing cadono come le mosche, perfino la brasiliana Embraer ne vende di più, e anche la cinese Comac sta vendendo all’estero decine di C-909 a corto raggio.
    La loro sorte è di diventare un’appendice economica della Cina, oppure, in caso di vittoria della Russia in Ucraina, e di ritorno di questa e dei paesi baltici alla Russia e quindi dell’egemonia di questa sull’Europa, ridivenuta una grande potenza industriale, di integrarsi con la nuova coalizione russo-europea, con America Latina al seguito, mentre la Cina egemonizzerebbe l’Asia.

  4. La nota della REDAZIONE ci da una informazione importantissima : “in queste ore una flotta cinese composta da 40 unità, si stà dirigendo verso il Venezuela” ! I nodi vengono al pettine, e la resa dei conti si avvicina !

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