L’India e la Cina rispondono alla UE che pregiudica i loro interessi con il 18° pacchetto di sanzioni

L’India e la Cina rispondono alla UE che pregiudica i loro interessi con il 18° pacchetto di sanzioni

Le minacce della Kaja Kallas (rapp.te della UE) ai partner della Russia nelle forniture di petrolio ed altri prodotti, hanno fatto inalberare i due grandi paesi dell’Asia, Cina (1.400 milioni di abitanti), India (1.500 milioni di abitanti, circa).
L’UE sta sanzionando la Russia con il 18° pacchetto di sanzioni che include una riduzione del prezzo del petrolio esportato che (secondo loro) non può essere venduto al di sopra dei 60 dollari. Ovvero la UE si arroga il diritto di decidere a quale prezzo la Russia debba vendere il suo petrolio e stabilisce sanzioni secondarie a coloro che acquistano il petrolio russo, dove India e Cina sono i maggiori acquirenti.

La Kaja Kallas scrive sui social e si vanta che la UE approva un piano di sanzioni contro la Russia e ogni sanzione riduce la capacità della Russia di finanziare la sua guerra. Superato il veto della Slovacchia, dietro le garanzie offerte a questo paese, le sanzioni saranno vigenti e incideranno sulla capacità di esportazione russe. Il nuovo prezzo del 15% al di sotto del valore del mercato sarebbe un mezzo per limitare l’export russo..
Il problema è quello che, se la Russia smetterà di vendere il suo petrolio come reazione, il prezzo del barile sul mercato rischia di schizzare al massimo, 100/130 $. Inoltre la UE aggiunge a questo pacchetto altre sanzioni contro 70 navi della flotta ombra russa che trasporta il petrolio russo, in aggiunta ad altre navi già sanzionate (in totale 419).
Gli europei hanno sanzionato centinaia di petroliere ombra ma la Russia ha rotto le regole imposte dai paesi occidentali e si nuove in modo autonomo eludendo tali misure.
Il fatto grave è quello che la UE, in questo pacchetto, ha sanzionato anche una raffineria di petrolio di proprietà russa e indiana ubicata in India e due banche russe, oltre al gasdotto russo Nord Stream.
L’India ha risposto manifestando il suo respingimento di queste sanzioni, dichiarando che soltanto il Consiglio di Sicurezza dell’ ONU ha l’autorità di stabilire sanzioni e di conseguenza queste sanzioni sono illegali.

Ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishanka

Ha risposto in una nota il ministro degli esteri indiano: “Non si possono applicare doppi standard sul commercio energetico e l’India non è parte di questo conflitto e si riserva di rispondere alla UE in modo adeguato”.
L’India è un mercato enorme per i prodotti euopei ed eventuali reazioni indiane potrebbero recare grossi danni alle industrie europee.
La restrizione sul petrolio russo incide sulla raffineria, la seconda più grande del paese, e pregiudica la distribuzione del petrolio raffinato da questa raffineria dove il 51% del capitale è di proprietà di una società indiana e il restante 49% della russa Rosneft.
Questo arreca un grave danno economico e l’India non rimarrà inerte di fronte a tali misure.
L’India fa parte dei BRICS e opera come pilastro del commercio tra questi paesi del gruppo che include Brasile, Sud Africa, Cina, Russia, Egitto, Iran, Emirati e altri paesi.
La Nato, per bocca di Mark Rutte, ha direttamente minacciato Brasile, India e Cina perchè smettano di commerciare con la Russia entro 50 giorni, altrimenti saranno sottoposti a sanzioni, dice Rutte ma in pochi lo prendono sul serio.

Mark Rutte minaccia Cina, India e Brasile

La Cina, a sua volta, ha risposto in modo molto duro alla UE: “le sanzioni sono unilaterali e compromettono gli interessi delle nostre imprese. Queste misure metteranno a rischio la nostra sicurezza energetica, violano le leggi del commercio internazionale, non hanno una base legale e adotteremo quindi misure reciproche nei confronti dei paesi responsabili”.
La nostra amicizia con la Russia si consolida sempre di più e la cooperazione tra la Cina e la Russia non deve essere ostacolata, inoltre Pechino non permette che gli venga detto con chi commerciare e a quale prezzo acquistare o vendere.
Il portavoce delle presidenza cinese ha dichiarato che la Rep. Popolare Cinese non è parte del conflitto e applica il suo controllo su tutte le esportazioni dirette alle parti in guerra, anche sugli articoli di doppio uso, senza essere coinvolta nel conflitto.
La Cina possiede la più grande riserva di terre rare, dispone del maggiore apparato industriale del mondo, della tecnologia più avanzata e le sue esportazioni arrivano in tutti i paesi del mondo.
Questo senza contare che la Cina è uno dei mercati di consumo più importanti del mondo ed è estremamente ricettiva ai prodotti esportati dai paesi europei.
Sarà quindi un problema degli europei se vorranno isolarsi dal mercato cinese e da quello indiano per seguire il dettato della Kallas e della Von der Leyen.

Fonti Varie

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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10 commenti su “L’India e la Cina rispondono alla UE che pregiudica i loro interessi con il 18° pacchetto di sanzioni”

  1. Una delle due o sono degli idioti totali o sono corrotti dai MIC. In ogni caso: chi di sanzioni ferisce di sanzioni perisce

  2. Un arma, specie quelle commerciali, se e’ inefficace e’ solo dannosa per chi la usa. Proprio come la prevenzione (vaccini). L’ idiota comportamento sanzionatorio unilaterale dell’ UE, ma promulgata da Washington, e sintomatologico di quanto siano totalmente ebeti, inetti ed incapaci i dirigenti bruxelliani come la Kallas, oltre che i vari presidenti nazionali. Il prezzo viene stabilito da chi vende e non da chi compra, da sempre. Il loro delirio d’ onnipotenza e falsa superiorità li porta ad avere atteggiamenti sadomasochistici solo per soddisfare i padroni angloamericani ed ebrei, anche con iniziative illegali delegittimando così sempre piu’ l’ autorita’ degl’ enti di controllo del pacifico e libero commercio internazionale mondiale. Onu, Sco, ed Opec per citarne alcuni. Nauseante, tutte pessime idee economiche che pagheremo molto care.

  3. La regola economica della domanda e dell’ offerta non influisce su materie prime come il petrolio. Raro e sempre molto richiesto, i tempi in cui diventera’ superfluo sono ancora lontani.

  4. L Europa serva della finanza Israelo anglosassone nazista deve essere fatta a pezzi e l Italia deve scappare in direzione BRICS

  5. Bene. Controreazione degli Stati citati : sanzioni personali contro tale Kallas con richiesta agli organi UE della sua immediata rimozione per ” turbe “

  6. L’Europa si comporta come se dominasse il mondo L’Europa è piccola e finirà male scontrandosi con l’oriente che è immenso e vi abitano 3 quarti dell’umanità.

  7. Seguo la stupida idea del biondo d:oltre oceano?
    Secondo me è un bluff.
    Poi, se applicheranno le ‘sanzioni’ me piangerà l’economia reale.
    Mahhhj che cervelli!!

  8. La UE va dritta dritta contro un muro a tutta velocità, anzichè rallentare almeno, visto il flop delle sanzioni già esistenti, vara un diciottesimo pacchetto di sanzioni ! Di sicuro Putin, Xi, Modi, Khamenei, Lula e tanti altri, stanno ridendo a crepapelle ! Gli stupidi leader europei fanno la voce grossa, non solo per compiacere americani e sionisti, ma perchè pensano di poter fare a meno totalmente dei combustibili fossili, riempiendo il nostro continente di pale eoliche e pannelli ! Sperano cosi di far tremare i paesi Brics ricchissimi di materie prime e di farli addirittura collassare economicamente ! Non si rendono conto che stanno segando il ramo su cui sono seduti ! O meglio quelle decerebrate di V.d.Pfizer e Kallas non se ne rendono conto, quelli che invece stanno dietro le quinte, come i fondi di investimento e il complesso militar industriale e farmaceutico, lo sanno benissimo ed è quello che vogliono, cioè continuare a detenere il potere per “drenare soldi dalle nostre tasche alle loro”, a qualunque costo !

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