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Un altro pezzo di sovranità nazionale se ne va. La giustizia finisce in mano ai tecnocrati?
di Antonio Amorosi

Salvini è nel mirino della magistratura? Se lo sono chiesti in tanti dopo che è finito sotto indagine per il blocco della nave Diciotti che trasportava migranti.

Ma potrebbe andare peggio e forse andrà molto peggio. Pochi sanno che nel silenzio generale l’Italia rischia di perdere la sua sovranità anche in campo penale. E’ da diversi giorni che si stanno tenendo le riunioni preparative per il prossimo Gai, sigla poco nota al grande pubblico e che indica il Consiglio europeo di giustizia e Affari interni. Obiettivo è il lancio della nuova Procura europea (EPPO, che sta per European Public Prosecutor Office). “Un vero ufficio di procura addetto a condurre indagini penali”, su scala europea, ha spiegato sul sito di Magistratura indipendente Andrea Venegoni, giurista addetto all’ufficio del Massimario e del ruolo della Corte di Cassazione, “non un ufficio di coordinamento, quindi, come Eurojust; non un ufficio per indagini amministrative, come l’OLAF, ma, appunto, un ufficio di indagini penali.”

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Lunedì notte un aereo militare russo Il-20 che trasportava 14 membri dell’equipaggio di servizio è scomparso dai radar mentre quattro aerei da caccia israeliani stavano attaccando le istallazioni governative nella zona di Latakia in Siria.

Secondo il ministero della Difesa russo, i controllori del traffico aereo presso la base aerea di Hmeimim “hanno perso il contatto ” con l’aereo, durante l’attacco dei missili israeliani dell’F-16 su Latakia.

L’aereo si trovava a 35 chilometri dalla costa della Siria quando è scomparso dai radar, secondo la RT News che ha citato il ministero della Difesa russo.

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Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha risposto alla minaccia del primo ministro israeliano definendolo il “guerrafondaio”, Benjamin Netanyahu, per avere questi minacciato l’Iran di “annientamento atomico” proprio mediante il sistema segreto di armi atomiche del regime sionista (segreto ma non troppo).

Parlando durante una cerimonia presso l’impianto nucleare di Dimona nel deserto del Negev, Mercoledì, Netanyahu aveva affermato che Israele( paese occupante) deve affrontare minacce da vicino e da lontano.

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di  Paolo Sensini

Prima delle elezioni del 4 marzo 2018 a sinistra predominava un’ossessione: varare al più presto possibile lo Ius Soli a beneficio degli extracomunitari, in modo da rendere subito cittadini italiani una bella fetta di stranieri presenti sul territorio e ridurre la penisola una sorta di sala parto per le masse afro-islamiche in cerca di un approdo sicuro nella vecchia Europa.

Un’operazione su cui i sinistrati e i loro media hanno inisistito fino al parossisimo e che poi, insieme a tutti gli altri disastri che hanno procurato durante la lunga fase del loro governo abusivo, ne ha determinato la disfatta elettorale. Capitolo chiuso? Cambio di strategia?

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Washington sta cercando di rallentare il ritorno dei rifugiati in Siria rifiutandosi di partecipare alla ricostruzione delle infrastrutture del paese, ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov il 20 agosto quando ha incontrato il suo omologo libanese, Gebran Bassil.

“Gli Stati Uniti stanno cercando di rallentare artificialmente il processo di ritorno dei rifugiati rifiutando di partecipare al ripristino delle infrastrutture in Siria. Pochi giorni fa, Washington ha ospitato un incontro tra [l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria] Staffan de Mistura e il [Segretario di Stato americano] Mike Pompeo, e il Dipartimento di Stato ha usato l’espressione “è prematuro persino discutere della restaurazione della Siria” in la dichiarazione dopo i loro discorsi “, ha detto Lavrov in una conferenza stampa dopo un incontro con Bassil.

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di  Paul Antonopoulos

Per fare questo, dobbiamo parlare con Assad se ci piaccia o no”, Armin-Paulus Hampel, presidente gruppo AfD al Parlamento Tedesco.

I leader russi, turchi, francesi e tedeschi potrebbero tenere una riunione sulla questione siriana, ha detto il portavoce del presidente russo, Yuri Ushakov.

A luglio, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato il vertice dei leader dei quattro paesi che si terranno a Istanbul il 7 settembre.

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di  Luciano Lago

Il Crollo del centrale Ponte Morandi a Genova può essere visto come la metafora di un paese in grave crisi, dove crollano i ponti e sulle autostrade scoppiano autocisterne, quasi il ripetersi di questi episodi (quello di Genova il quinto ponte a crollare negli ultimi anni) potrebbero significare l’imminente crollo di una Nazione.

La responsabilità diretta del disastro di Genova sarà quasi certamente da attribuire alla Società Autostrade Spa, di proprietà della Benetton , ed ai governi di centro sinistra che l’hanno sorretta, ai ministri delle Infrastrutture (come Del Rio) che neppure si degnavano di rispondere alle interrogazioni parlamentari sullo stato del ponte, come anche ai Governi succubi di Bruxelles che rifiutavano di investire in manutenzione delle opere e difesa del territorio per mantenere il bilancio dello Stato all’interno dei paramentri di spesa stabiliti della Commissione Europea.

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Un gruppo di avvocati in Turchia ha richiesto un procedimento penale a carico dei militari USA che gestiscono la base di Incirlik e richiedono il loro arresto per presunti collegamenti con i “terroristi”.
Secondo l’informazione trasmessa dal portale USA Military, gli avvocati dell’Associazione per la Giustizia Sociale, una ONG che sostiene il presidente turco Recep Erdogan, hanno presentato la scorsa settimana una denuncia davanti alla procura della città di Adana (sud Turchia) contro vari alti ufficiali statunitensi.

Gli stessi avvocati hanno richiesto l’arresto dei “comandanti della Forza Aerea degli USA”, indentificati con il loro nome completo e con una denuncia penale di 60 pagine, per presunti tentativi di “distruggere l’ordine costituzionale, impedire parzialmente o totalmente che il Governo turco eserciti la sua autorità e per aver messo in pericolo la sovranità dello Stato Turco”.

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I cosiddetti “caschi bianchi” sono un gruppo che aveva stretti legami con i terroristi che operavano in Siria e stavano alimentando il conflitto nel paese, come ha denunciato la diplomazia russa.
La portavoce del ministero degli Esteri di Russia, Maria Zakhárova, ha dichiarato, ieri, in una conferenza stampa a Mosca, che la decisione dell’Occidente di accogliere e proteggere la maggior parte dei caschi bianchi evacuati dalla Siria non ha sorpreso il Cremlino, visto  il supporto occidentale fornito a questa organizzazione da molto tempo.

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di Alberto Negri

Il premier Giuseppe Conte è tornato da Washington con il bollino blu di garanzia, come si usava nella vecchia pubblicità delle banane. Vedremo ora cosa mai sarà la «cabina di regia» sulla Libia che ha chiesto insistentemente a Trump ma pensare che sulla poltroncina a dirigere le azioni principali gli Usa mettano l’Italia fa ridere i polli. A noi permetteranno di reclutare le solite comparse di Tripoli, consumati caratteristi del doppio o triplo gioco che i nostri governi tengono in palma di mano per convocare una conferenza libica a Roma.

Ma in cambio di che cosa? Da qualche anno, ovvero dal 2011 quando gli Usa di concerto con Francia e Gran Bretagna distrussero la Libia di Gheddafi, i premier italiani vanno a Washington sperando di essere tirati fuori dai guai dove li hanno cacciati i loro stessi alleati, o presunti tali.

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