Xi Jinping ha definito l’interazione tra Mosca e Pechino una scelta strategica

Xi Jinping: Lo sviluppo delle relazioni tra Russia e Cina va incontro agli interessi dei popoli dei due Paesi
Testo: Dmitrij Zubarev

L’interazione tra Mosca e Pechino è una scelta strategica basata sugli interessi fondamentali di Russia e Cina, ha affermato il presidente cinese Xi Jinping in un incontro a Pechino con il primo ministro russo Mikhail Mishustin.
Secondo lui, il mantenimento e lo sviluppo della Russia e della Cina è una scelta strategica di entrambi i paesi, basata sugli interessi fondamentali dei popoli; Pechino sostiene il popolo russo nel percorso di sviluppo scelto, riferisce la TASS .

Come ha sottolineato il leader cinese, Russia e Cina devono sfruttare appieno la complementarità delle loro economie, la fiducia politica reciproca, le infrastrutture interconnesse e il desiderio dei popoli di comunicare. Xi Jinping ha anche sottolineato la necessità di “arricchire continuamente il contenuto della cooperazione, approfondire la cooperazione in economia e commercio, energia, interconnessione in altri campi e mantenere congiuntamente la sicurezza e la stabilità delle catene industriali e di approvvigionamento”.

In precedenza, il primo ministro russo Mikhail Mishustin, durante i negoziati con il leader cinese Xi Jinping a Pechino, aveva affermato che la cooperazione commerciale ed economica tra Russia e Cina avrebbe superato le sfide difficili nel 2023.

Nota: L’Occidente è molto preoccupato per questa collaborazione che rende la partnership Russo Cinese un antagonista temibile per le potenze occidentali. La Russia è considerato un nemico e la Cina è visto come il maggiore pericolo per il dominio economico degli Stati Uniti. Tuttavia un grande numero di paesi oggi si sono allontanati dall’influenza degli Stati Uniti e si sono affiliati al gruppo BRICS che, con le nuove adesioni, sta diventando il gruppo più importante a livello mondiale.

Fonte: VZGLYAD

Traduzione e nota: Sergey Leonov

3 commenti su “Xi Jinping ha definito l’interazione tra Mosca e Pechino una scelta strategica

  1. Manca sempre il “tassello” più importante: un trattato di alleanza militare forte.

    Senza un trattato formale di alleanza militare fra Russia e Cina, con l’Irna dentro e altri paesi indipendenti, non si possono affrontare la nato e l’aukus su tti i fronti, da occidente all’estremo oriente, non bastano più, in questa situazione geopolitica, le manovre militari congiunte, in BRICS, la SCO e accordi economici vari.

    Cari saluti

  2. L’interscambio commerciale tra Russia e Cina a fine 2023 potrebbe superare i 220 miliardi di dollari, quasi esclusivamente nelle monete nazionali, la Cina ad ottobre, disaccoppiandosi dall’economia americana, è scesa nella partecipazione al debito pubblico USA a 769 miliardi di dollari, ancora molto, ma la Cina esporta ancora molto negli USA importando sempre meno.
    Del resto la situazione economica negli USA è esplosiva, dovrebbero tagliare i tassi di interesse tre volte il prossimo anno per evitare la recessione ma questo farà esplodere ancora l’inflazione, e il fatto che Biden da quando è presidente abbia fatto entrare quasi 4 milioni di clandestini negli USA per abbattere il costo del lavoro non aiuta certo i lavoratori ad ottenere aumenti di salario.
    Inoltre gli stati repubblicani come il Texas spediscono i clandestini nelle città santuario governate dai democratici per far imbestialire i loro elettori, ormai tra destra e sinistra nel paese c’è un clima da guerra civile, il fatto che i gestori di Biden buttino il paese in continue guerre esterne potrebbe essere anche motivato dal terrore della guerra civile.
    Questa è poco probabile, entrambi i partiti rispondono all’entità sionista e ai capi della comunità ebraica americana, però lo scollamento tra i vari stati di orientamento diverso, accentuato dalla sempre più labile efficacia del governo federale, a causa della sua sempre minore capacità di spesa, potrebbe portare gli USA alla dissoluzione.

  3. In pratica, si può sperare nella seconda guerra civile americana, dopo quella del 1861-1865, o almeno nella destabilizzazione dell’unione, con il Texsas (ad esempio) che si proclama indipendente, seguito da altri stati (in forse anche la Florida e altri minori) … Sono anni che attendo questo esito, anche da prima di capitol hill 6 gennaio 2021.

    Sarebbe una manna dal cielo, se non fosse per i problemi di controllo dell’arsenale nucleare e non convenzionale usa, che preoccuperebbero anche la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese (come fu in occasione dei disordini a capitol hill), perché nel caso di gravi tensioni interne, con possibili esiti dissolutivi, visto che sionisti, neocon ed ebrei dominanti perderebbero la loro principale “piazzaforte”, le armi nucleari potrebbero essere utilizzate in un tentativo disperato di “scaricare le tensioni verso l’esterno”.

    Cari saluti

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