"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Wikileaks, come George Soros opera per abbattere le resistenze dei Paesi cattolici all’aborto

di Gelsomino del Guercio e Valerio Evangelista

Dai documenti della Open Society Foundations, fondazione di George Soros, Wikileaks ha potuto constatare che il miliardario ungherese naturalizzato statunitense in questi anni ha utilizzato l’aborto come arma per abbattere quei Paesi da lui ritenuti conservatori, cattolici, tradizionali e sovranisti (Notizie Pro Vita, 20 agosto). In particolare Soros si è concentrato su un Paese: la Repubblica d’Irlanda.

La “conquista” dell’Irlanda è considerata dalla lobby abortista un obiettivo centrale: se infatti si riuscisse ad introdurre l’aborto nella legislazione del Paese, si potrebbe poi far venir meno la resistenza che ancora si trova in altri Stati, restii a cedere di fronte a queste grandi pressioni mortifere.

EFFETTO DOMINO

Nel file rubato “Women’s Rights Program 2016-2019 Strategy” della Open Society Foundations , a pagina 4, a proposito dell’EIRE, si legge che «con una delle leggi più restrittive del mondo, una vittoria lì potrebbe contagiare gli altri Paesi fortemente cattolici in Europa, come la Polonia, e dimostrare che il cambiamento è possibile, anche nei luoghi molto conservatori». Come si vede, l’obiettivo finale è la liberalizzazione totale dell’aborto. In Irlanda infatti, a seguito delle grandi pressioni internazionali e finanziarie, nel 2014 il governo ha approvato una legge abortista, sebbene assai restrittiva.

CAMBIO DI COSTITUZIONE

Ora però i vari “poteri forti” stanno spingendo perché venga abrogato l’Ottavo Emendamento della Costituzione, approvato in via referendaria nel 1983 e in base al quale viene riconosciuto dall’ordinamento il diritto alla vita del nascituro, insieme a quello della madre. E’ per questo che Soros finanzia la Campagna Diritto all’aborto, Amnesty International Irlanda e Planned Parenthood: tutti uniti per spalancare le porte all’aborto in Irlanda.

George Soros
George Soros

OFFESA AL POPOLO IRLANDESE”

Cora Sherlock, vice presidente dei Pro Life in Irlanda a Catholic News Agency (18 agosto), ha parlato di «notizia devastante se vera». «Pensare di smantellare, attraverso organismi esterni, la rete irlandese di protezione per il nascituro – sentenzia Sherlock – rappresenterebbe una grave interferenza e un totale disprezzo nei confronti del nostro popolo».

Migliaia di cittadini irlandesi «sono oggi vivi grazie a questa legge», ha detto Sherlock. «In aggiunta a questo, l’Irlanda ha dimostrato che è possibile vietare l’aborto e di essere anche un leader mondiale nel proteggere la vita delle donne in gravidanza».

LA STRATEGIA MEDIATICA DI SOROS

La tesi sostenuta nel documento della fondazione di Soros verte esattamente sulla tesi opposta: le donne «devono essere in grado di controllare i loro corpi», devono dunque essere autonome anche nel decidere di abortire.
Un portavoce di Open Society Foundations non ha commentato il documento specifico, ma ha detto alla CNA che un certo numero di documenti interni sono stati pubblicati «dopo essere stati rimossi da una comunità online che serviva come una risorsa per il nostro personale, i membri del consiglio, e i partner in tutto il mondo». «In alcuni casi – ha aggiunto – i materiali pubblicati riflettono le strategie della fondazione, che sostiene i diritti umani e lo stato di diritto in più di cento paesi al mondo».

Il portavoce, di cui non viene citato il nome, precisa che l’obiettivo della fondazione è promuovere «uguali diritti per le donne, tra cui l’autonomia sessuale e riproduttiva». Escamotage “letterario” che serve a giustificare l’aborto.

ABORTISTI DAL 2000

Il filantropo e la sua fondazione, scrive Lifenews (17 agosto) sono da anni sostenitori delle politiche abortiste. Si suppone che il gruppo Soros ha contribuito con circa un milione di dollari per sostenere la promozione della pillola RU486, dopo aver ricevuto l’approvazione alla commercializzazione da parte della Food and Drug Administration nel 2000 (Wall Street Journal, 14 novembre 2000).

IL RUOLO DI PLANNED PARENTHOOD

Ma c’è di più. Un dossier pubblicato da The Washington Free Bacon (23 agosto) evidenzia un legame molto stretto tra Soros e la Planned Parenthood Federation of America, organizzazione che si batte negli Stati Uniti in favore della legislazione abortista, dell’educazione sessuale, dell’accesso a certi servizi medici anche contrastando il diritto all’obiezione di coscienza.

Un altro documento segreto, pubblicato da Wikileaks attesta che dalla fondazione del miliardario “filantropo” si versano nelle casse della Planned Parenthood 1,5 milioni di dollari per potenziarne le attività di lobbying (LEGGI QUI IL DOCUMENTO INTEGRALE)

Nota: Soros è considerato la persona al n.16 della lista dei più ricchi negli Stati Uniti, con circa 25.000 milioni di dollari, secondo la rivista Forbes. Un altro importante appoggio per la campagna abortista per l’Irlanda è quello del multimilionario statunitense Chuck Feeney. Le imprese che finanziano l’attivismo abortista in Irlanda includono la Google, la Microsoft, la Fundación Ford, Pfizer, JP Morgan e Goldman Sachs.
Tratto da «Aleteia»

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  1. giannetto 11 mesi fa

    Ho una curiosità irrefrenabile, e spero davvero vivamente di trovare qualche informato e competente che me la soddisfi, da vero giornalista.- Di tutta sta materia abortista, gender e transgender, LGBT e compagnia bella… che cosa prevede la legge in … Israele? Insomma, come stanno legalmente messi i cittadini di Sion in normativa sessuale, dalle relazioni gay su su fino all’eventuale “diritto” dell’aborto?
    – La curiosità mia è motivata dal parallelo con la materia migratoria: sionisti e giudei, mentre incoraggiano il meticciato universale nei paesi dei goym, praticano in casa loro un’apartheid che avrebbe fatto invidia ai sudafricani di una volta. Il mio sospetto è che il parallelo possa funzionare anche in materia procreativa e in genere sessuologica. Però non so. Magari mi sbaglio. Perciò ringrazio vivamente chi è in grado di darmi qualche informazione fededegna.

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  2. giannetto 11 mesi fa

    Nell’attesa di lumi da parte di gente più informata di me, ho raccolto qualche notiziola su Wikipedia e siti affini. Le materie “matrimoni gay” e “diritto d’abortire” sono in Israele un gran casino. In generale, da quanto capisco, si ripropone anche lì lo scontro tra stato laico e tradizione religiosa, con la sfumatura che la tradizione religiosa ancor conserva più potere civile che nei paesi di tradizione cristiana. Soprattutto in materia di matrimonio e di omosessualità, com’era logico aspettarsi in una religione che ha sempre trattato quest’ultima come un’aberrazione di natura, e un’empietà contro i comandamenti divini.
    – Dunque la mia domanda ideologico-politica è: com’è possibile che la Society dell’ebreo Soros sia tanto “open” quando deve propagandare ai goym i diritti inalienabili degli LGBT, ma tanto taciturna che mai la sentiamo predicare le stesse cose in Israele?

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  3. vency 11 mesi fa

    Speriamo nella vittoria dei sette.

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  4. giannetto 11 mesi fa

    Ahimé, non c’è stato giornalista né competente che abbia cercato di soddisfare la mia curiosità. Né c’è stato altro commento, a quest’articolo, di lettori “alternativi”. Si vede
    1. che la questione da me posta non aveva nessuna rilevanza metamorfica (dire “rivoluzionaria” sarebbe in effetti dir troppo).
    2. Che agli italiotuzzi la tematica LGBT nun je-ne po’ fregà de meno, nonostante le sue applicazioni isdiduzzionali comporteranno un quarantotto nella loro vita quotidiana, e familiare! – Ma e’ ‘taliotuzzi manco se rendo’ conto.. ma te-m-màggini? – Tanto la loro Capitale ha il callo storico a tutto: al Satyricon in barba alle Lettere di S. Paolo, e al Bordello Massimo della Cristianità nella Città dei Papi.

    Pazienza! Ci rimane sempre la fiducia pasionaria ner pòppppolo.. questa sì che ‘un ce manca mai, visto che ‘u flatu-vocis ‘un ce costa-nu-cazzu!
    – Veramende er sottossscritto ner popppolo, e in chi dovrebbe esserne la voce, di fiducia ne ho un po’ meno… anzi a volte mi sembra che il meanstream faccia le stesse ciarle del mainstream – ma simmetriche, pe-c-carità! – ma con lo stesso sbocco da pernacchia arbertosordi: “e chi -s–se-frega?”.
    – Coraggio! … Messo lo sfogo tra parentesi, adesso già vi vedo tutti in ressa a “interpretare” – nei panni di saputissimi Von Clausewitz – gli ultimi wikileaks sulla Clinton o le “mosse” di Putin sullo “scacchiere siriano”!
    – Tali suddigliezze sì che ci salveranno, noi poveri ’dalioduzzi… almeno l’anima, che è quel che più conta.
    – Si dice che con i turchi alle porte i bizantini fossero impegnati a spaccare il capello in quattro discettando sulla natura del Cristo…. noi invece discettiamo sugli stronzi cachettici dell’asparago Kerry.
    – Mi fermo qui, ma se qualcuno mi tacchina, posso continuare ad infinitum, non con voce ventriloqua (con ciarle volatili del tipo: “le elites finanziarie che manovrano..” e bla-bla…), ma scavando anche nella cacca! … sempreché l’amabile redazione di Controinformazione me lo permetta.

    (chiedo scusa per il mio abborracciato “pastiche” romano-napoletano, ma certe espressioni – in uno inquinato dalla nascita, come me, dalle italiotaggini – mi vengono quasi naturali e per di più gustose pensando alla cantilena del grande Massimo Troisi).

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    1. BruBra 9 mesi fa

      non ce la faccio a competere, (rido sotto le mattonelle e non so come ho fatto ad esserci)ma davvero complimenti per l’articolo, aspettiamo la risposta di qualche giornalista “allineato ” ossequi.

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      1. BruBra 9 mesi fa

        dimenticavo, mi scusi per il ritardo ma come vede il tempo ci rende sempre giustizia

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