Washington tenta di fomentare un conflitto interarabo in Siria

di  Luciano Lago

Sembra che a Washington la nuova gestione dei neocons guerrafodai, Mike Pompeo e John Bolton, le stia studiando tutte per invertire l’esito della guerra in Siria e ottenere la possibilità di rovesciare il Governo di Bashar al-Assad tramite l’intervento di paesi terzi.

Se non sono bastate le armate di decine di migliaia di mercenari jihadisti, provenienti da oltre 90 paesi, arruolati dai servizi di intelligence di USA ed Arabia Saudita e fatti infiltrare in Siria (si calcola oltre 200.000 dall’inizio del conflitto)  per combattere contro l’Esercito siriano, adesso la strategia prevista dal “piano B” di Washington è quella di coinvolgere direttamente altri paesi arabi, satelliti degli USA, per farli combattere in Siria contro le forze governative.

Si ricava questa intenzione dell’Amministrazione USA dalle dichiarazioni rilasciate dal portavoce del presidente, Sarah Sanders,  che aveva esplicitamente detto di voler ritirare le forze USA dalla Siria e farle sostituire con contingenti arabi sunniti per evitare che l’Iran si avvantaggi della sconfitta dei gruppi terroristi (quando ormai tutti hanno capito da chi erano sostenuti).

Tuttavia alcuni paesi arabi come l’Egitto e la Giordania hanno rifiutato la proposta e si sono detti contrari a farsi coinvolgere nel conflitto in Siria mentre gli altri paesi del Golfo, dall’Arabia Saudita egli Emirati, si trovano già invischiati  nel conflitto nello Yemen che si è rivelato un osso duro spezzare per l’Arabia Saudita e i suoi alleati.

Il vice ministro degli esteri siriano, Faisal Mekdad, ha lanciato l’accusa agli statunitensi, denunciando il loro tentativo di allargare e prolungare il conflitto in Siria, con l’obiettivo anche di ottenere il finanziamento dei paesi arabi del Golfo  a cui gli USA vendono enormi quantità di armamenti.

Mekdad ha ribadito che ogni paese deve risolvere i suoi problemi interni senza le ingerenze interessate degli USA che sono fra i principali responsabili del conflitto con il suo carico di vittime e distruzioni che ha sconvolto la Siria. Inoltre il viceministro ha riaffermato che i piani del  Governo di Damasco prevedono di recuperare fino ad ogni centimentro del territorio siriano. (Vedi: Hispan TV )

Forze Esercito siriano

Come ormai risulta ampiamente dimostrato, le manovre di Washington sono sempre dirette a destabilizzare i paesi della regione per favorire gli interessi di Israele e spezzare l’asse della resistenza (quello della Siria-Iran- Hezbollah e Iraq)  che attualmente sta costituendo un blocco unico contro le pretese egemoniche di Washington. Il sogno di Israele e dei suoi protettori USA è quello di una grande guerra interaraba che possa mettere i paesi l’uno contro l’altro in modo da favorire le volontà espansionistiche degli israleinai e degli statunitensi. Questo è il motivo reale per cui da anni Washington appoggia e finanzia i gruppi radicali sunniti e wahabiti per fomentare la discordia e le guerre interetniche nella regione.

4 Commenti

  • Farouq
    23 maggio 2018

    Continuare ad usare vecchi trucchi che ormai oggi non funzionano più è segno che sono giunti all’inesorabile declino, non escludo un processo mondiale ai capi del sionismo per la strage dell’11 settembre, fucilazioni? perché no

  • Anonimo
    23 maggio 2018

    Assassini dell’umanità.

  • Fabio franceschini
    23 maggio 2018

    Questo piano è già fallito .gli americani in realtà resteranno in Siria indefinitamente per impedire una vittoria totale dei russi. L’unica forza che possono davvero scatenare è Israele ed è quello che stanno cercando di fare.

  • Anonimo
    23 maggio 2018

    Giochi di guerra per assassini conclamati

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