Washington subisce un altro rovescio della sua politica in Medio Oriente con l’Egitto

La decisione dell’Egitto di sottoscrivere un contratto con la Russia per la fornitura di diverse dozzine di possenti aerei multiruolo Sukhoi, Su-35, nonostante le intimidazioni di Washington, costituisce un’altro rovescio per la politica medio orientale degli USA. La sottoscrizione del contratto è già avvenuta, secondo quanto rivelato da due top manager delle imprese dell’industria della difesa, e la fornitura di questi aerei, assieme ai caccia di medio raggio, MiG-29M / M2 forniti all’Egitto, permetterà di aumentare significativamente il potenziale di combattimento della flotta aeronautica egiziana, che si trova ancora armata con MiG-21 sovietici, obsoleti e i cinesi J-7s.
Il governo del Cairo presieduto da Al-Sisi si è avvicinato sensibilmente alla Russia ed ha optato per un rapporto privilegiato con Mosca, sia nell’ambito della collaborazione militare, che in quella civile. D’altra parte Al-Sisi non dimentica che fu la Russia ad appoggiare la sua salita al potere, favorendo la destituzione di Morsi, il precedente premier dell’Egitto, esponente dell’ala radicale dei F.lli Mussulmani, appoggiato dagli USA e dal Regno Unito.
La decisione del governo egiziano di voler aggiornare la propria forza aerea con più di 24 aerei da guerra russi era stata violentemente osteggiata dagli Stati Uniti, in quanto questa viola la politica di sanzioni dettata contro Mosca.
Nel frattempo il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si prepara per un altro tour in Medio Oriente, con la speranza di raccogliere il sostegno attorno alle politiche anti-Iran di Washington ma anche questa volta si prospetta come un’altra missione “inutile”, come dichiara oggi un analista americano.
James Petras, uno scrittore e un ex accademico, ha rilasciato alla Press TV un’intervista la scorsa domenica in cui ha sostenuto che che il diplomatico statunitense avrebbe tentato inutilmente “di creare l’immagine (durante il suo tour) che le politiche [statunitensi] stiano avendo successo”.

Pompeo inizierà il tour di cinque giorni martedì. Questo lo condurrà attraverso il Kuwait, Israele e il Libano. Secondo il Dipartimento di Stato americano, Pompeo discuterà delle questioni di sicurezza nella regione e andrà a sottolineare (tanto per cambiare) la “minaccia” iraniana.
L’obiettivo comune in questi paesi sarà quello di convincere a sostenere sforzi per contrastare l’influenza iraniana (e russa) nella regione, come lo stesso Pompeo aveva dichiarato alla Fox News.
Petras ha descritto le politiche statunitensi in M.O. come un “disastro”, dicendo: “Devono cambiare le loro politiche e finché permetteranno che [il consigliere per la sicurezza nazionale John] Bolton e Pompeo svolgano la loro politica, penso che diventeranno noti come i maestri della sconfitta.”

Mike Pompeo

Anche Jihn Bolton, un altro noto falco neocon con l’ossessione antiiraniana, ha difeso e addirittura cercato di rafforzare la retorica e le azioni anti-Iran dell’amministrazione Trump.
In Libano, il segretario di stato degli Stati Uniti ha in programma di discutere del movimento di resistenza Hezbollah, che Washington accusa di ricevere il sostegno delle armi iraniano. Teheran non ha mai negato di dare il suo sostegno per il ruolo di Hezbollah nel respingere gli interventi israeliani in Libano, ma ha invariabilmente respinto le accuse di Washington di armare il gruppo.

Secondo Petras : “Pompeo sta operando con la mano debole. Andrà in Libano, ma Hezbollah neutralizzerà ogni influenza che gli Stati Uniti hanno con il governo di Beirut “. Da notare che Hezbollah fa parte del governo di Beirut ed è presente con i suoi esponenti eletti nel Parlamento libanese.
Gli sforzi degli Stati Uniti, tuttavia, non hanno influito negativamente sulle relazioni dell’Iran con molti importanti attori regionali e internazionali, ha aggiunto l’analista.

Petras ha osservato che l’Iran ha mantenuto le sue relazioni con l’Unione europea , che aveva coordinato i colloqui che portarono all’accordo nucleare – raggiunto tra Teheran e P5 + 1 – e attualmente la UE si è unita al coro internazionale contro l’abbandono degli Stati Uniti dell’accordo sul nucleare.


Ancora peggio per Washington sono andati i tentativi di isolare Teheran dai rapporti con i paesi vicini, visto il recente viaggio e l’accoglienza d’onore tributata in Iraq al premier iraniano Rohani, il quale ha ottenturo di cosolidare i rapporti di cooperazione militare e civile con l’Iraq nonostante le pesanti intimidazioni degli statunitensi. SItuazione simile anche con la Turchia, senza cntare i rapporti di cooperazione che l’Iran intrattiene con la Cina e con l’India.
Questo significa di fatto che, per quanto si agiti Pompeo, difficilmente questi potrà coprire il fallimento delle politiche dell’Amministrazione Trump che non ha ottenuto alcuno degli obiettivi ricercati, di isolare l’Iran e di contenere l’influenza di Mosca, anzi sembra che la diffidenza nei confronti della politica di Washington sia aumentata anche presso i sui tradizionali alleati.
Pompeo, John Bolton ed il gruppo dei neocon che dirigono le politiche della Casa Bianca, se ne dovranno fare una ragione.

Fonti: Press TV FRN

Sintesi: Luciano Lago

1 commento

  • atlas
    19 Marzo 2019

    questo significa essere veri Musulmani Sunniti: distruggere per sempre la confraternita massone salafita. Lunga vita a Abdulfattah Al Sisi e pena di morte ai nemici d’Egitto

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