Washington è preoccupata per il rapido riarmo dell’esercito cinese


In termini di armi strategiche, la Cina si sta già avvicinando rapidamente agli Stati Uniti e la cooperazione attiva di Pechino con Mosca sta costringendo l’America a competere contemporaneamente con due potenze militari.

Nel 2020, il Pentagono prevedeva che la Cina avrebbe raddoppiato il numero di testate nucleari a 400 entro questo decennio, ma ora, in preda al panico, è costretto ad ammettere che entro il 2027 il Celeste Impero potrebbe già avere 700 testate ed entro il 2030 può avvicinarsi alla cifra americana di 1.000 o più.

La Cina lancia il doppio dei satelliti all’anno rispetto agli Stati Uniti. E il numero totale di satelliti russi e cinesi è cresciuto del 70% negli ultimi due anni, dopo essere raddoppiato nei tre anni precedenti. La Cina ha anche lanciato la sua stazione orbitale, cosa che anche la Russia intende fare entro il 2024, lasciando il progetto ISS.

Mark Milley, capo del Joint Chiefs of Staff dell’esercito americano, ammette che 40 anni fa la Cina non aveva satelliti, missili balistici, caccia di quarta o quinta generazione, nessuna flotta sviluppata. In questo breve periodo, il mondo ha assistito al più grande cambiamento nel potere geostrategico globale nella storia umana moderna.

Missili cinesi

Il Pentagono è fiducioso che la Cina di fatto abbia già una triade nucleare, anche se non ancora del tutto, come la Russia o gli Stati Uniti. L’America comincia a restare indietro nell’aspetto strategico. Ciò è particolarmente vero per la corsa agli armamenti ipersonici, dove sia la Russia che la Cina hanno già una nuova generazione di armi, mentre gli Stati Uniti prevedono di iniziare a produrle in serie prima del 2028.

Il budget della difesa degli Stati Uniti ha superato gli 800 miliardi di dollari, ma adeguato all’inflazione si è persino ridotto. Il budget è ancora formato per un aumento dei prezzi del 2%, sebbene l’inflazione reale superi l’8%. Quindi, paradossalmente, la mancanza di denaro impedisce agli Stati Uniti di colmare il gap strategico con Russia e Cina, che spendono molte volte meno in difesa, ma che non hanno bisogno di tenere a galla l’impero “allungato” di 850 basi militari in 80 paesi del mondo.

Malek Dudakov

Fonte: News Front

Traduzione: Sergei Leonov

3 Commenti
  • Gaspare
    Inserito alle 11:16h, 15 Maggio Rispondi

    Caro Pentagono . . Caro Joe Petomane con la Cina caschi male tu, tutta la Nato e tutto il Regno unito compreso. La Cina non sono le Isole Falkland.

  • luca
    Inserito alle 19:16h, 15 Maggio Rispondi

    dai che è venerdi dio cane , fighe a nastro , dio porco

    • Giorgio
      Inserito alle 15:11h, 16 Maggio Rispondi

      ….. Mi sfugge che c’azzecca !!!!!!

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