Washington chiama gli alleati nel Golfo Persico ma questi si defilano e prendono le distanze

“Grazie ma non siamo disponibili”, dicono alcuni. “Interessante proposta ma non balliamo al ritmo dei tamburi di guerra di Trump e di John Bolton”, fanno capire altri.

di Jason Ditz

Finora niente da fare per la coalizione navale anti-iraniana degli Stati Uniti
Nessuno vuole mettersi sotto il controllo degli Stati Uniti che spingono all’escalation di un conflitto con l’Iran.

Mentre le tensioni hanno continuato ad aumentare tra gli Stati Uniti e l’Iran, i funzionari americani continuano a provare a corteggiare gli alleati per unirsi a una forza navale per salvaguardare le principali rotte marittime al largo delle coste dell’Iran. Finora, non hanno trovato ancora alcun aderente al progetto .

L’amministrazione Trump ha voluto che altre nazioni pagassero per la difesa dello Stretto di Hormuz, e Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti non avrebbero dovuto coprire l’intero costo. I funzionari statunitensi, tuttavia, sono chiari sul fatto che avranno il controllo totale di questa flotta di navi straniere che stanno cercando di reclutare.

Alcune nazioni sono d’accordo con l’invio di alcune navi per scortare le proprie navi cisterna, ma i diplomatici affermano che c’è molta resistenza ad essere visti come parte di una flotta formata dagli Stati Uniti che aumenterebbe ulteriormente le tensioni.

Nessuno vuole essere su quel percorso di confronto e parte di una spinta degli Stati Uniti contro l’Iran”, ha detto un funzionario alla Reuters. Funzionari del Pentagono sostengono che l’obiettivo non è quello di incoraggiare uno scontro, anche se tutti gli altri sembrano notare che questo è il risultato finale degli sforzi degli Stati Uniti nell’area, e non vogliono essere coinvolti.

Petroliera Britannica


Nota: Tutti gli osservatori notano che sia gli USA che la Gran Bretagna hanno ricevuto un avvertimento non da poco da parte dell’Iran con gli ultimi episodi del sequestro di una petroliera britannica, in reazione di rappresaglia contro il sequestro di una petroliera iraniana ( o che trasporta petrolio iraniano) avvenuto a Gibilterra da pare delle Royal Navy di Londra oltre che con l’abbattimento del sofisticato drone USA sul mare di Oman.
L’Iran non si piega alla offensiva di Washington e promette di rispondere colpo sul colpo, estendendo la sua rappresaglia, in caso di conflitto, alle basi USA nei paesi del Golfo, alle infrastrutture petrolifere dell’Arabia Saudita e scatenando le sue forze estene dal Libano alla Sira ed all’Iraq che colpirebbero Israele e le forze USA in quei paesi.
Questo è il vero fattore che preoccupa gli strateghi USA e che ha fermato l’attacco contro l’iran. La paura di immergersi in un altro conflitto ancora più esteso e disastroso di quelli già avviati da Washington in Medio Oriente e in Asia (Afghanistan) e non ancora conclusi. Un costo che diverrebbe insopportabile anche per gli USA e che comprometterebbe la rielezione di Trump alla Casa Bianca.

Fonte: Antiwar.com

Traduzione e note: Luciano Lago

1 commento

  • atlas
    23 Luglio 2019

    l Kinzhal è il nuovo sistema missilistico aviolanciato dal velivolo vettore MiG-31. Il Kinzhal garantisce l’attacco di bersagli statici e poco manovrabili a una distanza di anche 2000 km dall’aerodromo dei vettori del sistema. Vista la grande velocità dei vettori e la velocità ipersonica dei missili l’attacco a una portaerei sarà effettuato in pochi secondi dopo la ricezione dell’ordine. Respingere un attacco del Kinzhal sarà praticamente impossibile con gli attuali mezzi di difesa: infatti, il preciso missile stealth dalle piccole dimensioni e dall’elevata precisione è in grado di effettuare manovre preventive deviando la propria traiettoria per evitare gruppi navali antimissilistici. La precisione di questi missili permette di colpire i natanti anche in assenza di testate nucleari, il che significa che possono essere impiegati anche in conflitti di lieve intensità prima che questi si trasformino in scontri nucleari.

    https://it.sputniknews.com/opinioni/201907217902532-come-reagirebbe-la-russia-alle-minacce-dal-mare-i-metodi-piu-efficaci-per-distruggere-le-portaerei/?fbclid=IwAR2VG3U0gixC2F7RA14eyKLJHIk5duh4iGQRuzsLPnwQdAO0nAGbza0sW9I

Inserisci un Commento

*

code