War Zone. Ucraina/Russia: Putin e Biden accettano la proposta di Macron di incontrarsi a Parigi mentre i bombardamenti delle forze ucraine proseguono sul Donbass

PARIGI, 21 feb – RIA Novosti. Il presidente francese Emmanuel Macron si è offerto di tenere un vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo americano Joe Biden, entrambe le parti hanno accettato l’offerta, ha affermato l’ Eliseo in una nota .
Questo passo diplomatico si svolge mentre sul Donbass vengono segnalati pesanti bombardamenti da parte delle forze ucraine che sono in attacco su tutta la linea del fronte di Lugansk e di Donetsk. Le posizioni delle milizie secessioniste e le infrastrutture delle zona sono state oggetto di fuoco intenso con artiglieria pesante.
Nel frattempo migliaia di civili inermi, famiglie con bambini, anziani e invalidi, vengono fati evacuare a mezzo treni e autobus, verso la Russia, nella regione di Rostov, dove vengono accolti in apposite strutture per proteggerli dai bombardamenti e dalle violenze che si potranno verificare sulla regione contro la minoranza di etnia russa.

Non è chiaro ancora di cosa potranno discutere a Parigi Putin, Biden e Macron, visto che le posizioni appaiono inconciliabili, con Biden che seguita ad accusare la Russia di invasione e Putin che accusa gli USA e la NATO di istigare l’Ucraina all’attacco contro le repubbliche autoproclamate del Donbass.
In questo contesto la guerra nell’Est dell’Ucraina si sta intensificando. Secondo l’ultimo rapporto, “al momento la situazione sta solo peggiorando rispetto ai giorni scorsi. Abbiamo rilevato circa 700 munizioni sparate contro il territorio della repubblica [domenica]” , ha detto ai media russi un portavoce della milizia della DPR, Eduard Basurin.
Da giovedì, la DPR e la LPR hanno accusato Kiev di pesanti bombardamenti attraverso la linea di contatto stabilita dagli accordi di cessate il fuoco del 2014-15. Gli alti funzionari delle autoproclamate repubbliche hanno affermato che la situazione sembrava che le forze di Kiev stessero preparando un’offensiva a tutto campo, con il fuoco dell’artiglieria che precedeva un assalto delle forze di terra. Kiev ha negato di nutrire piani per conquistare con la forza le regioni separatiste, accusando i ribelli di aver violato essi stessi il cessate il fuoco.

Missili Javelin USA trasferiti in Ucraina da aerei cargo USA

La vicina LPR ha segnalato un’escalation simile, sostenendo che i bombardamenti di artiglieria sono stati registrati lungo l’intera linea di contatto con le forze ucraine. Si segnalano diverse vittime civili.

“La situazione sulla linea di contatto è aumentata in modo significativo nelle ultime ore” , ha detto un portavoce della milizia popolare di Lugansk, Ivan Filippenko, che ha anche affermato che unità delle forze speciali ucraine sono state dispiegate sulla linea di contatto.
Da un momento all’altro si aspetta qualche provocazione da parte delle forze speciali ucraine che stanno operando dietro le linee del fronte ed alcuni elementi di queste sono stati individuti e neutralizzati dalle squadre dei filo russi.
Si è ben compreso che qualcuno vuole la guerra ad ogni costo con l’inevitabile allargamentio del fronte alla Russia e non è difficile capire chi sia.

Fonte: Agenzie

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

7 Commenti
  • Valerio T.
    Inserito alle 08:25h, 21 Febbraio Rispondi

    Sicuramente l’alcol ha le sue responsabilità, ma nella logica dei filorussi c’è qualcosa che va oltre la confusione che ha nella testa un ubriaco. Ma chi ha scritto l’articolo si rende conto che scrivere che trasferire la MINORANZA russa del Donbass per proteggerla è l’ammissione che è una minoranza a voler determinare le sorti del Donbass? In pratica sta minoranza vuole tracciare i confini dell’Ucraina? Non c’è niente da fare, essere russi non è una questione geografica è uno stato mentale. Roba che viene curata all’associazione alcolisti anonimi.

    • Antonio C.
      Inserito alle 09:34h, 21 Febbraio Rispondi

      Non ho capito il tuo commento (di Valerio T. di sopra). Mi sembra invece di capire bene che ciò che si vuol fare nel Donbass è una “pulizia etnica” della popolazione di lingua russa, che nel Donbass mi pare sia la maggioranza… Nella normativa Onu attuale la “pulizia etnica” è equiparata al genocidio. Non vedo cosa ci sia di sbagliato nel mettere al sicuro la popolazione civile da una pulizia etnica, ossia da un genocidio.

  • Nicholas
    Inserito alle 11:59h, 21 Febbraio Rispondi

    Io non andrei di persona a questo meeting.
    Lo farei in maniera telematica.
    Non si sa mai….

    • Antonio C.
      Inserito alle 16:35h, 21 Febbraio Rispondi

      Solemaini, il generale iraniano, insegna…

  • natalino
    Inserito alle 14:44h, 21 Febbraio Rispondi

    Il pressidente “gancio”nonché tragi-comico dell’Ucraina assieme a the Bidon che come gancio non é da meno stanno facendo il gioco delle parti.
    Il comico pagliaccio attacca il fronte delle repubbliche separatiste e nasconde la mano dicendo che non é lui, ma dice che vuole la pace e tra una pagliacciata e l’altra si inserisce the Bidon che chiede vertici e incontri e allo stesso tempo fa minacce per tentare di disorientare i russi ed evitare che diano legnate sul muso agli ucraini.
    È un bel duo e sicuramente in uno spettaccolo commico alla Totó-De Filippo farebbero un buon successo.
    Peccato che Putin abbia detto che l’incontro che the Bidon vuole fare a Parigi non é al momento in agenda, lasciando costernato Micron che l’aveva strombazzato in pompa magna.. Peró risulta in corso una riunione del consiglio di sicurezza della federazione Russa per prendere decisioni se dare subito legnate sul muso agli ucraini o aspettare ancora un pó e vedere fino a quale punto arriva la sceneggiata e la pantomina inscenata dal bidone e gli anglo-usa-sionisti.
    Questa che gli occidentali credono che sia una furbata porterá dritto tutto l’occidente nell’occhio del ciclone. Le menti bacate della classe dirigente occidentale crede invece che la scontro rimarrá limitato alla Russia e all’Ucraina.
    I discorsi di Putin devono essere ascoltati bene. lui le cose le dice apertamente per esere recepite dagli interessati. Lui aveva chiaramente ammonito che una prossima guerra non si sarebbe combattuta in territorio russo e che le risposte russe non si sarebbero limitate gli obiettivi ravvicinati del conflitto ma anche e sopratutto ai centri decisionali che, in questo caso, sembra proprio che non siano in Ucraina.
    E se qualcuno crede che ai Russi mancheranno le risorse per farlo (questo pensa ilmerdoso Lttwak), deve chiedersi come mai l’Europa sta cominciando a razionare mentre la Russia riesce ad aumentare le riserve monetarie meno il dollaro ed aurifere.

  • natalino
    Inserito alle 21:40h, 21 Febbraio Rispondi

    Putin ha rotto gli indugi. Ha deciso d’entrare a gamba tesa nel bailame che hanno creato il tragi-comico Zelensky e the Bidon.
    Ha deciso di riconoscere le repubbliche separatiste e dare loro assistenza anche miitare in modo da potersi avvicinare allo schieramento ucrofono e menare subito legnate sul muso. Intanto the Bidon reclama che non era nei patti e che le sanzioni in tandem con gli alleati ancora non le avevano decise bene mentre il comico vaneggia su armi nucleari e riconquista immediata manu militari delle repubbliche separatiste.
    Se non fosse che il tutto potrebbe trasformarsi in una immane tragedia con enormi cataste di morti, sembra proprio la sceneggiatura di un film alla “Totó – De Filippo”

  • eusebio
    Inserito alle 22:15h, 21 Febbraio Rispondi

    Shoigu ha affermato che ci sono più missili Javelin in Ucraina che in un medio paese NATO, grazie soprattutto alla solerzia dei paesi anglosassoni, segnatamente Regno Unito e Canada, mentre l’Australia in queste ore ha una querelle con la Cina per un raggio laser, utilizzato in funzione optometrica di puntamento delle armi, sparato da una nave da guerra cinese contro un’aereo spia australiano, che si era avvicinato troppo alla nave.
    Si nota una attività molto intensa dei paesi dell’ex Commonwealth britannico contro Russia e Cina, forse perfino più degli USA, che in questa fase storica sono piuttosto lacerati all’interno e quindi meno pronti a rispondere agli input delle oligarchie globaliste.
    Invece i paesi dell’ex impero britannico, dopo il brutale trattamento della gestione della pandemia, rispondono sollecitamente con aggressioni contro Russia e Cina anche sproporzionate per le loro modeste forze.
    Da ciò si deduce che forse gli USA sono ormai troppo indeboliti dalla serie di guerre combattute dai primi anni novanta, le quali sono costate migliaia di miliardi di dollari, e hanno forze armate dalle attrezzature usurate ed antiquate e problemi di reclutamento di personale specializzato.
    Non è che il Regno Unito possa sostituirli, qualche settimana fa nei commenti di un quotidiano online britannico un commentatore sperava che la guerra tra Regno Unito e Russia potesse essere evitata visto che l’esercito britannico aveva più cavalli che carri armati, per non parlare della portaerei Queen Elizabeth che appena varata è stata riportata in bacino perchè faceva acqua da tutte le parti.
    Le oligarchie globaliste si stanno affidando per le loro trame a paesi deindustrializzati, indebitati e molto instabili, e ciò da il segno della loro disperazione.

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