"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

War Zone. Siria: Volontari civili arrivano sul Golan per combattere i gruppi terroristi

L’Esercito siriano ha inviato un massiccio convoglio di rinforzi dalla provincia di Al Seida diretto alle Alture del Golan, dopo che i miliziani di Fatah al Sham (Fronte al Nusra) ed altri gruppi terroristi si erano mobilitati con più forze per lanciare nuove offensive nella zona di frontiera occupata da Israele.

Secondo una fonte dell’Esercito siriano, il convoglio che è arrivato sulle Alture del Golan era composto dai militanti della Forza di Difesa Nazionale e dal Partito Nazionalista e Sociale Siriano (PNSS), da combattenti drusi del gruppo Yaish al Muwahiddin e dai soldati della 5a Divisione Corazzata dell’Esercito siriano, come segnalato dal “Al Masdar News”.

La maggior parte dei rinforzi civili sono volontari residenti nella provincia di Al Sueida, che hanno viaggiato alle Alture del Golan per proteggere queste zone dall’assalto dei miliziani takfiri appoggiati da Israele e dall’Arabia Saudita.
I gruppi terroristi hanno subito un grosso numero di perdite sulle Alture del Golan dopo aver lanciato tre falliti assalti per conquistare le colline di Quneitra, controllate dall’Esercito.

Volontaria forze difesa popolare
Volontaria forze difesa popolare

“Le truppe dell’Esercito siriano e della Forza di Difesa Nazionale hanno respinto vari attacchi dei terroristi su Queneitra, sul sud est della Siria, negli ultimi giorni, infliggendo forti perdite ai terroristi takfiri”, ha riferito un portavoce dell’Esercito.
Secondo le ultime informazioni, più di 65 terroristi, inclusi gli alti comandanti, sono rimasti uccisi e varie decine sono risultati feriti dopo che le forze govenative hanno respinto gli attacchi.
I terroristi feriti, come ormai accade di frequente, sono stati trasferiti negli ospedali israeliani nella zona occupata delle Alture del Golan, dove vengono assistiti dal personale medico israeliano.

Sulla stessa zona le forze siriane hanno piazzato batterie di missili antiaerei per contrastare le frequenti incursioni dell’aviazione israeliana in appoggio ai gruppi terroristi. Le batterie sono ben mimetizzate ed ultimamente il portavoce militare siriano ha rivendicato l’abbattimento di un aereo F16 israeliano e di  un drone che avevano attaccato le postazioni dell’Esercito siriano. Israele nega che il suo aereo sia stato abbattuto.

Soldati Esercito siriano
Soldati Esercito siriano

Nel frattempo continuano le violazioni alla tregua concordata fra le parti (Russia, Siria, con gli USA ) in particolare nella zona di Aleppo, dove si sono verificati diversi attacchi dei gruppi terroristi contro obiettivi civili, in particolare sulla scuola di al-Farah, nella zona di al-Ramusa, contro l’urbanizzazione 1070 e sulla Fabbrica di cemento di Hreibel. Questi attacchi hanno causato 4 morti fra i civili e cinque feriti e sono opera di quei gruppi terroristi come il Frente Fatah al Sham ed altri, che non hanno aderito alla tregua, in base anche agli ordini ricevuti dal loro comando che si trova in Arabia Saudita.

L’Esercito Siriano al momento non ha reagito e rispetta la tregua con il mantenere le sue posizoni e vigilando per evitare l’avanzata dei gruppi terroristi. Esiste un forte sospetto che i terroristi stiano utilizzando la tregua per rafforzarsi e per ricevere rifornimenti e munizioni dalla Turchia, mascherati nei camions degli aiuti umanitari, come già accaduto più volte in passato e come rivelato anche da giornalisti ed osservatori turchi.

L’aviazione russa e siriana continuano peraltro le loro missioni contro le posizioni del Daesh (ISIS) e di Al Nusra che sono escluse dalla tregua e, proprio nei giorni scorsi, hanno effettuato una incursione e pesanti bombardamenti su un grosso convoglio dei terorristi che era diretto verso Palmira, con l’intenzione di attaccare la zona, già a suo tempo riconquistata dall’esercito siriano.

L’intervento a sorpresa dell’aviazione ha sventato l’attacco ed ha annientato le formazioni terroriste, lasciando oltre duecento miliziani morti sul terreno e sono stati distrutti e incendiati una dozzina di veicoli blindati e muniti di artiglierie.

Fonti: Al Manar

Al Mayadeen

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Walter 1 anno fa

    Non vorrei sembrare pignolo ma se gli attacchi sono stati condotti da gruppi che non hanno aderito alla tregua, allora non si tratta di violazioni alla tregua. E se questi gruppi non rientrano nella tregua, allora l’esercito siriano può rispondere agli attacchi. O no? Mi sfugge qualcosa?
    Un’altra cosa: non si potrebbe perquisire i camion per controllare il loro carico?

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    1. gio 1 anno fa

      Credo che i camion siano centinaia

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    2. Redazione 1 anno fa

      La situazione risulta abbastanza confusa per causa dell’ostinazione degli USA a voler includere nella tregua i così detti “ribelli moderati” che in realtà sono mescolati con i gruppi oltranzisti e non vogliono rispettare tale tregua, continuando ad attaccare obiettivi civili e militari. In effetti i gruppi terroristi come Jabhat Fatah Al-Sham (ex Fronte Al Nusra ),Jaish al-Fatah, il Daesh ed altri sono esclusi dalla tregua ma non è chiaro chi aderisce e chi no. L’Arabia Saudita ed Israele hanno tutto l’interesse alla prosecuzione del conflitto nel tentativo di influire sul destino della Siria. Gli USA perseguono il loro obiettivo di rovesciare il regime di Bashar al-Assad e smembrare i paese in più stati. Idem la Turchia che vorrebbe annettersi la parte settentrionale della Siria e fare di Aleppo una provincia turca, come apertamente dichiarato a suo tempo da Erdogan. La NATO e la UE appoggiano gli USA e le ambizioni di Turchia ed Arabia Saudita. Ne paga le conseguenze la popolazione siriana ma molti siriani (la parte migliore) non si arrende, non fugge e non sale sui barconi e piuttosto combatte (uomini e donne) sia nell’Eserrcito siriano che nelle Forze di Difesa Nazionale. Questa resistenza, aiutata dall’intervento dell’aviazione russa e da Hezbollah e reparti iraniani, sta dando del filo da torcere alle grandi potenze che vorrebbero spartirsi la Siria. Tale Resistenza è uno schiaffo morale all’Europa imbelle e codarda che ha decretato le sanzioni contro la popolazione siriana mentre invia tonnellate di armi ai gruppi terroristi tramite l’Arabia Saudita e la Turchia.
      L.Lago

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  2. Marco Mancioli 1 anno fa

    Quindi adesso ci sono i partigiani sulle montagne … che colpo al cuore per l’orgoglio Americano trovarsi dalla parte sbagliata della storia :
    I PARTIGIANI DI LIBERAZIONE CHE COMBATTONO CONTRO I RIBELLI DA LORO ARMATI !!!

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  3. Eugenio Orso 1 anno fa

    La tregua è un errore e i russi, per primi, dovrebbero rendersene conto.
    L’atteggiamento aggressivo Usa non è cambiato, neppure dopo le pesanti sconfitte sul campo subite dai “ribelli moderati”, a Aleppo e altrove.
    Inoltre, la micidiale triangolazione Turchia, Usa e “ribelli moderati” continua imperterrita e l’occupazione del suolo siriano da parte di queste forze ostili non cessa.
    Permanendo la minaccia rappresentata dallo stato islamico, intorno a Palmyra e intorno a Deir Ezzor assediata, i russi non avrebbero dovuto accettare neppure un minuto di tregua e, anzi, avrebbero dovuto intensificare le operazioni militari con l’esercito siriano.
    L’errore è ancora rimediabile, nel breve/brevissimo, altrimenti – dato che i canali di rifornimento dei terroristi sono ancora in parte attivi – ci sarà una ripresa degli attacchi terroristici dentro e intorno Aleppo, permarrà la minaccia rappresentata dall’idlib occupato, lo stato islamico tenterà altri blitz e i turchi, con i loro mercenari “moderati”, occuperanno altre porzioni di territorio siriano …

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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    1. Redazione 1 anno fa

      Sono perfettamente d’accordo. Ogni tregua viene utilizzata dai mercenari jihadisti per rinforzarsi ed essere riforniti di armi e munizioni, dietro appoggio dei soliti noti (USA, Turchia, Arabia Saudita). Sbagliato cedere alle pressioni internazionali anche se questa volta i russi hanno messo le telecamere su Aleppo per dimostrare al modo chi rompe la tregua. Cadere nelle trappole tese dagli USA e dalla Turchia sarebbe uno sbaglio e dobbiamo sperare che Putin sia pià furbo degli strateghi militari di Washington. La Siria ,che resiste all’aggressione dei mercenari inviati da USA e sauditi, ed una lezione ed un esempio per il mondo; per questo gli USA vogliono a tutti costi bloccare la resistenza e smembrare il paese.
      Ricambio i saluti
      L.Lago

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