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WAR ZONE. Le forze USA nel Nord della Siria sotto il fuoco dei reparti turchi

BEIRUT, LIBANO (11:45)
Le fonti ufficiali riportano che le truppe americane operanti nella zona della città siriana di Manbij vengono “regolarmente” attaccate dai reparti affiliati all’Esercito turco, e che “occasionalmente” rispondono al fuoco.

Il personale militare degli Stati Uniti, che opera nella provincia di Aleppo del nord vicino alla città di Manbij, è stato preso di mira con frequenza dai gruppi miliziani guidati dalla Turchia e, a volte, rispondono al fuoco, secondo i rapporti della CNN che cita fonti ufficiali americane.

La CNN ha informato, riferendosi a fonti ufficiali statunitensi, che le unità di combattimento americane che effettuano pattuglie lungo la linea di contatto tra gruppi ribelli sostenuti dalla Turchia e forze della Coalizione USA nelle campagne a nord della città di Manbij, vengono “regolarmente” colpite dai militanti filo Ankara e ‘occasionalmente’ rispondono al fuoco contro tali formazioni.

I rapporti della CNN si sono diffusi per ricordare che le truppe statunitensi continuano a condurre pattuglie “aperte” nell’area intorno a Manbij e che l’ultimo incontro armato con i ribelli guidati dalla Turchia è avvenuto nell’ultima settimana.

Oltre alla sua dichiarata minaccia, molto pubblicizzata, di invadere la regione curda di Afrin nel nord della Siria che si trova sotto il controllo dei curdi del YPG, il governo turco ha anche costantemente confermato di essere pronto ad intraprendere un’analoga incursione nell’area di Manbij al fine di rimuovere dalla città i terroristi legati al PKK.
L’Esercito turco ha iniziato già da due giorni a bombardare le posizioni delle milizie curdo-arabe appoggiate dagli USA con un intenso fuoco di artiglieria pesante.
Il bombardamento ha colpito anche l’area dove sono presenti campi profughi ed ha fatto alcune vittime e feriti fra la popolazione civile inclusi alcuni bambini, coome riferito dall’agenzia Sputnik News.

Forze turche in Siria

Il comando militare dell’Esercito turco ha giustificato le sue operazioni come “proprio diritto all’autodifesa” in risposta agli attacchi provenienti da questa regione da parte delle milizie curde.

Nel frattempo le autorità di Damasco hanno respinto le giustificazioni turche all’intervento ed hanno qualificato questo una aggressione contro il proprio territorio.
Il ministro della Difesa turco ha confermato che è in corso l’offensiva dell’esercito turco contro le posizioni dei miliziani curdi sulla zona di Afrin, iniziata con il bombardamento delle posizioni.

Non è chiaro se il Governo di Ankara abbia riservatamente chiesto al comando USA di ritirare le proprie forze dalla zona per evitare di farle coinvolgere nei combattimenti, come alcune voci informate sostengono.
La tensione fra la Turchia e gli USA risulta molto forte, visto che Washington ha provveduto ad armare ed a addestrare queste forze con il pretesto di combattere l’ISIS, salvo poi, una volta sgomberata la zona dall’ISIS, dichiarare che gli USA stavano preparando una forza di frontiera di un nuovo stato curdo (come dichairato dal segretario di Stato Rex Tillerson). Queste dichiarazioni hanno fatto infuriare il presidente turco Erdogan. Tillerson ha cercato di rettificare poco dopo.

Nota: Nessuno ormai nella regione presta fede alle dichiarazioni contradditorie dell’Amministrazione USA. Tutti hanno compreso che il vero obiettivo della presenza USA è ben diverso da quello dichiarato di combattere l’ISIS.

Fonti: Al Masdar News

——-Hispan Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

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  1. Eugenio Orso 9 mesi fa

    Speriamo che gli scontri diventino sempre più sanguinosi, con forti perdite da ambo le parti, e che i “consiglieri” usa siano coinvolti fino al collo, lasciando numerose carcasse sul campo.
    Lo scontro armato fra la soldataglia ottomana della bestia Erdgan e gli americani di merda non può che riempirmi di gioia!
    I turchi sono liquame, gli americani altrettanto! Morte ai turchi e agli Usa, che si scannino a vicenda!

    L’unica cosa che mi dispiace è che ciò sta accadendo in territorio siriano, non ancora liberato dall’esercito di Siria e dall’alleato russo.

    Cari saluti

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    1. Mardunolbo 9 mesi fa

      Eugenio orso, mi hai tolto le parole di bocca…sono arcifelice anche io ! Si sparino addosso a vicenda e parecchi consiglieri americani tornino in sacchi neri, a casa; stara’ benissimo per noi e forse anche per loro, per capire meglio !

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  2. The roman 9 mesi fa

    Erdogan , ago della bilancia dello scontro geopolitico tra ebrei e russi, gode di un incredibile franchigia che gli deriva dalla sua posizione. La forza del suo esercito e’ tale che il suo ondeggiare continuamente lo rende determinante negli equilibri mediorientali. Senza la Turchia la Nato e’poca cosa in quell’area e il duce ottomano lo sa bene, per questo si permette di azzardare . Anche un despota come lui , mi risulta preferibile a queste merde che governano l”Italia. Erdogan , con le buone o con le cattive, ha portato la Turchia da paese arretrato e marginale che mendicava l’accesso alla Ue, ad attore di primo piano della scena mondiale. ,

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  3. HERZOG 9 mesi fa

    Orso ogni tanto do un occhiata all’alceste: mi chiedo cosa mai STA passando !Che depressione! Ma un po tutti I CONTROinformatori dei veri becchini catastrofici ,nessuna SOLUZIONE niente di positivo che possa creare entusiasmo ,invece vedevo su forza Nuova Facebook che vi sono Giovani che scendono nelle stazioni vanno sui bus aiutano I POVERI con raccolte di cibo VOGLIONO bene alla patria non Sara’ molto ma almeno questi non STANNO solo alamentarsi davanti a un PC

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    1. animaligebbia 9 mesi fa

      Una forza nato che spara su un esercito nato,come godo.Per celebrare degnamente l’avvenimento,mi vado a sparare una bella se.a.Arrivedorci.

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