Vulin: “Chi non chiede la condanna dei crimini NATO in Serbia, non ha diritto di giudizio per l’Ucraina”

di Eliseo Bertolasi

Belgrado. Il ministro degli Affari interni della Serbia, Aleksandar Vulin, ha affermato che coloro che non ritengono che il patto NATO sia responsabile dei crimini di guerra in Serbia, non hanno il diritto di giudicare nessuno in Ucraina:
“Quando Wesley Clark, il capo degli assassini del 1999, e Jamie Shea, il creatore del termine “danno collaterale”, con il quale spiegava la morte di dozzine dei nostri bambini, iniziarono a spiegare che uccidere i serbi nell’aggressione della NATO era umano quanto necessario, allora sai che ogni loro invito al diritto internazionale è cinismo e menzogna”.

Commentando la giustificazione dell’ex comandante della NATO in Europa Wesley Clark su “Voce d’America” ​​sull’aggressione della NATO contro la Jugoslavia: “non ci sono paralleli tra l’intervento della NATO nella R.F. di Jugoslavia e l’invasione russa dell’Ucraina”, Vulin ha affermato che “chiunque condanni i combattimenti in Ucraina deve condannare l’aggressione della NATO alla R.F. di Jugoslavia”.

Chiunque tenti sul territorio della Serbia di creare il falso stato del Kosovo, non ha il diritto di parlare dell’integrità territoriale di qualsiasi altro stato”.
“Chiunque guida l’isteria anti-russa, non ha il diritto nei confronti della Serbia di determinare cosa farà e come penserà”, ha sottolineato Vulin.
Vulin ha inoltre valutato che “qualsiasi isteria anti-russa contiene sempre un’isteria anti-serba, così è sempre stato”.

Belgrado, 1999, era il 24 marzo quando alle 20.25 scattarono i primi raid aerei dell’Alleanza atlantica contro la Jugoslavia (Serbia-Montenegro). Durarono 78 giorni, per la prima volta senza l’approvazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Oltre a enormi distruzioni (35.450 cluster bombe lanciate, 995 target colpiti, 3.650 strutture pubbliche danneggiate) i bombardamenti, con i jet che partivano principalmente da portaerei in Adriatico e basi NATO in Italia, causarono in Serbia, a seconda delle fonti, fra 1.200 e 2.500 morti, oltre a 12 mila feriti.

Nell’anniversario dei 20 anni di questi raid aerei su Belgrado il presidente Aleksandar Vučić davanti a 30mila persone radunatesi a Nis, città meridionale serba, tra quelle più colpite dai bombardamenti della primavera 1999 non esitò a dichiarare: “La popolazione civile come bersaglio delle bombe, 2.500 morti, di cui 79 bambini, un Paese devastato, danni per 100 miliardi dollari: resterà per sempre un crimine”.

Anche l’Italia che partecipò ai bombardamenti, col passare del tempo iniziò a contare le sue vittime dovute a questa azione di guerra: se ne è discusso a Roma il 4 aprile 2019, nel convegno “Uranio: un anno dalla IV Commissione. Presente e futuro”, organizzato dall’Associazione italiana vittime dell’uranio impoverito e dall’Osservatorio militare del Ministero della Difesa italiano.

I relatori al convegno hanno parlato del terribile stato di salute dei soldati italiani che parteciparono alle missioni di “mantenimento della pace” in aree precedentemente attaccate dalla NATO con testate all’uranio impoverito.
Il maresciallo Domenico Leggiero dell’Osservatorio Militare ha riferito: “363 persone sono già morte e più di 7.500 si sono ammalate. Oltre 130 sentenze di condanne tra TAR, tribunali civili, Corte dei conti e ora anche Tribunali del lavoro e 2 sentenze di Cassazione che condannano l’amministrazione e ipotizzano il reato di omicidio colposo”.
Una pagina oscura della storia del nostro Paese con un conteggio delle vittime purtroppo ancora parziale. Da oltre 25 anni, ci sono da un lato ex militari ed associazioni di familiari che sostengono il nesso causa effetto tra decessi e malattie e l’uso improprio dell’uranio; dall’altro la Difesa che nega il nesso di causalità. Il tutto all’interno di una lunga vicenda giudiziaria che ha visto una serie di sentenze favorevoli ai militari contaminati e alle loro famiglie.

Belgrado sotto i bombardamenti della NATO

Inviato dalla Serbia, alla conferenza di Roma ha preso parte Darko Laketić, che guida la Commissione parlamentare d’inchiesta serba istituita per indagare sugli effetti dei bombardamenti della NATO sulla salute dei cittadini serbi.
Laketić ha presentato informazioni sui bombardamenti e sul numero di missili all’uranio impoverito utilizzati, oltre alle prove raccolte finora sugli effetti dannosi delle sostanze radioattive e tossiche dei proiettili dalla NATO:
Come saprete i bombardamenti sulla Repubblica di Jugoslavia durarono 78 giorni. In questo periodo furono colpiti non solo obiettivi militari ma anche infrastrutture, ospedali, chiese..”
“Dagli aerei della NATO sono stati scaricati 31mila proiettili secondo le informazioni di cui dispone la NATO, secondo le nostre ancora di più, contenenti uranio impoverito. Questi proiettili hanno colpito 112 siti sul territorio del Kosovo i Metohija e 7 siti sul territorio della Serbia Centrale”.
Laketić ha sottolineato che la Commissione serba sta raccogliendo documentazione sulla base della metodologia utilizzata dal rapporto della Commissione italiana.

Non va dimenticato che i raid aerei partirono, in gran parte, dalle basi italiane, con l’ok dell’allora governo D’Alema, ancor prima di discuterne con il Parlamento. Ma quelle erano bombe di “pace”, nessuno si stracciò le vesti per tale aggressione, perché se a sganciare bombe e lanciare missili sono USA e NATO, per l’opinione pubblica, i media occidentali, la cosiddetta “società civile” benpensante, si tratta sempre di bombe “di pace”, come pure i civili morti diventano semplicemente “effetti collaterali” da immolare sull’altare della “democrazia” dei “diritti umani” del “mondo libero e civile”.

Fonti:
https://www.glassrpske.com/cir/novosti/srbija/vulin-ko-ne-trazi-osudu-nato-zlocina-u-srbiji-nema-pravo-ni-da-sudi-za-ukrajinu/401851 (traduzione di Eliseo Bertolasi)
https://www.rainews.it/archivio-rainews/media/accadde-oggi-20-anni-fa-i-raid-nato-su-Belgrado-cb6b65ec-9124-408d-9c38-cd045029adfb.html#foto-1
https://www.radiondadurto.org/2019/03/25/1999-2019-ventanni-fa-i-raid-aerei-nato-contro-belgrado/
https://www.radioradicale.it/scheda/570400/uranio-un-anno-dalla-iv-commissione-presente-e-futuro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Quello che gli altri non dicono

© 2024 · controinformazione.info · site by madidus