Volevi il Nuovo Ordine Mondiale, eccolo: il trattato sulla pandemia dell’OMS in discussione

di Karine Bechet-Golovko.

La crisi del coronavirus ha permesso di accelerare il movimento di globalizzazione, che lo ha preceduto. Ma gli strumenti politico-giuridici non sono più adeguati alla nuova situazione: se gli Stati, che ancora hanno resistito, hanno fallito, la mancanza di una base giuridica è flagrante e l’instaurarsi nel tempo di una governance esternalizzata di popoli e paesi non può più andare bene nel quadro limitato della legislazione di emergenza e dei trattati esistenti.
A suon di ” Mai più “, come se fosse una guerra santa – che non è condotta contro di noi, l’ONU e l’OMS chiedono la rapida adozione di una pandemia, disarmando gli Stati del Trattato, rafforzando appunto i poteri e “l’indipendenza” ( di chi?) dell’OMS. Non si tratta più di diritti, ancor meno fondamentali, né di Stati sovrani, ma di una strana “sicurezza”, totale e totalitaria, che riduce gli Stati a strumenti repressivi privi di ogni potere reale e gli uomini a cellule in pericolo di contaminazione, che devono essere salvati da se stessi. Finché ci sarà una cellula contaminata, il mondo sarà in pericolo…

L’OMS in questo momento si riunisce urgentemente per tre giorni a Ginevra, c’è da dire che c’è davvero urgenza , va avanti da due anni, che il re virus varia ed evolve tranquillamente, che le popolazioni sono sempre di più sotto Stati impotenti e schiacciati che appaiono sempre più screditati. La gente si abitua al Covid, le resistenze si intensificano e si diffondono, parallelamente alla radicalizzazione delle misure adottate nei confronti delle persone, ovviamente “ per il loro bene ” e visto che da due anni non funziona (il sitema di prevenzipne sanitario), bisogna continuare.

Come dice il direttore dell’Oms : “ Se abbiamo capito qualcosa, è che non una sola regione, non un singolo stato, non una singola azienda e non un singolo individuo sarà al sicuro finché non garantiamo la sicurezza di tutti ”.

Come avrebbe potuto vivere l’umanità prima , quando c’erano pandemie che si diffondevano in diversi continenti, senza fermare la vita di tutti, purché sia ​​garantita la sicurezza di tutti? Inoltre, non sappiamo ancora cosa significhi questa “sicurezza”: ci viene offerta la vita eterna o l’ergastolo?

Ma che fortuna, è arrivato solo il super Omicron e il mondo non è pronto ad accoglierlo – ahi ahi ahi, qualcosa deve essere fatto. E, oh ​​miracolo, la risposta è già lì, il Trattato Pandemia dell’ONU sta arrivando nei vostri piatti.

Il parigino ci ripropone una brutta parodia del der des der con ” Mai più!” », ripetendo senza nemmeno sorridere le parole caricaturali e sconvenienti del direttore dell’Oms.
” Tutto questo accadrà di nuovo a meno che voi, nazioni del mondo, non vi riuniate per dire con una sola voce: Mai più!” Lo ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, all’apertura della riunione dell’Assemblea mondiale della sanità.

Quindi, questo organo decisionale si è riunito con urgenza per cosa? Adottare il Trattato Pandemia , che trovate qui , il cui interesse è far uscire la governance dai limiti posti dai testi in vigore , che però non sono così restrittivi, come dimostra l’esperienza.

Appaiono diversi elementi. “ Ciò comporta in particolare il rafforzamento del lavoro sui dati genetici, fornendo una base per la limitazione globale dei diritti umani, il trasferimento dei poteri statali all’OMS, ecc.”. L’interesse dell’adozione di un Trattato, e non di una modifica delle norme sanitarie, è politico e giuridico: il fatto della ratifica al più alto livello coinvolgerà i decisori politici nei paesi e giuridicamente, il trattato entrerà l’ordinamento giuridico nazionale. Questo trattato deve anche essere completo, perché non deve solo interagire con altri strumenti giuridici internazionali già esistenti, ma deve semplificarne i meccanismi e ampliarne il campo di azione. Soprattutto, consente di riappropriarsi della definizione di pandemia, che consentirà di avviare questi meccanismi di governance.

Nella negoziazione di questo trattato, le ONG e le aziende, in particolare le aziende farmaceutiche, sono considerate, oltre ai “partner” qualificati come scienziati, che fanno la comunicazione covidiana, come soggetti di prima scelta. Il tema dei conflitti di interesse si rivolge per essere immediatamente escluso, poiché detengono importanti “informazioni”…

Anche se ci vorrà tempo per ratificare questo trattato, si prevede che provocherà un effetto di mobilitazione politica nei paesi e quindi, di fatto , effetti anche prima della sua formale entrata in vigore. Questi meccanismi si basano ovviamente sul principio della lealtà internazionale, che in effetti funziona molto bene a livello delle élite al potere, qualunque sia il paese.

Se la forma e la questione del finanziamento sono molto sviluppate nel progetto pubblicato, la questione del contenuto viene toccata in modo piuttosto vago, perché è proprio la più delicata. Possiamo leggere:

“Le misure proposte finora in diverse forme e sedi mirano a colmare sia le lacune che le debolezze nell’attuale quadro normativo internazionale per il PPR. Le proposte coprono un’ampia gamma di questioni, dalla notifica, alla condivisione di informazioni e alle misure relative ai viaggi e al commercio internazionali – aree già trattate (ma ampiamente considerate inadeguate) nell’RSI (2005), alla riduzione del rischio di diffusione pandemica delle zoonosi e alla revisione delle finanziamento PPR globale – aree in cui esistono alcune forme di cooperazione internazionale, ma non esistono ancora regole vincolanti.

La questione della condivisione rapida ed equa dei patogeni e dei dati di sequenziamento genetico – non contemplata dall’IHR (2005) ma strettamente collegata al Protocollo di Nagoya – ha ricevuto notevole attenzione. Sono stati inoltre lanciati appelli per stabilire un’interfaccia tra scienza e politica per la PPR, per analogia con l’IPCC. Revisioni indipendenti hanno raccomandato di adottare una formulazione più pratica delle misure di viaggio attualmente in IHR (2005) e di rivedere il coordinamento internazionale delle restrizioni di viaggio e alle frontiere in vista delle prossime pandemie.

Bill Gates assieme al presidente dell’OMS. Gates è il principale finanziatore privato di tale organismo

La necessità di regole di conformità e responsabilità è stata menzionata nella maggior parte delle revisioni. I pareri includevano anche la necessità che il trattato definisse il termine “pandemia” , attualmente assente da RSI (2005).

Per quanto riguarda le questioni trasversali, sono state sollevate questioni relative ai diritti umani, alle dimensioni intersettoriali e di sviluppo di un futuro trattato. I legami con le politiche ambientali e One Health sono stati costantemente sottolineati. Le proposte per la fornitura e l’accesso equo ai vaccini e ad altri prodotti e tecnologie essenziali hanno sottolineato i legami con il commercio internazionale e le norme sulla proprietà intellettuale. Le proposte facevano anche riferimento a una strategia globale per rafforzare la capacità dell’OMS in materia di PPR.

Le questioni sollevate meno spesso, ma nondimeno attirano l’attenzione, includono la preparazione di sistemi sanitari al di là delle capacità di sanità pubblica coperte dall’IHR (2005) e questioni relative alla risposta sociale ed economica per sostenere l’azione e gli esiti sanitari. (…) È stata inoltre avanzata la proposta di ripensare il paradigma della sicurezza sanitaria globale per puntare sulla “sicurezza delle persone e non delle frontiere” ”.

Se le formulazioni sono vaghe, l’ONU dà il tono: dobbiamo rafforzare i poteri dell’OMS sulle politiche nazionali e sugli uomini. Senza dimenticare, ovviamente, un aumento dei finanziamenti. In questa nuova visione della governance globale, l’OMS deve essere, cito, “più indipendente”, la questione è sapere da chi…

Ma ci sono voci per affermare che un trattato è troppo lungo, bisogna ancora andare più veloci nella rinuncia al governo nazionale e nel trasferimento dei poteri. Ovviamente, questo è il caso degli Stati Uniti, poiché alla fine sono i beneficiari politici diretti di questo movimento. Che in effetti sembra una specie di ricatto: o rinunci definitivamente a ciò che ti resta di sovranità e adotti un trattato in questa direzione, o, comunque, ci assumiamo queste competenze. E non c’è motivo di aspettarsi alcuna resistenza da parte delle élite al potere.

PS: il ministero degli Esteri russo ha annunciato che i preparativi per un prossimo incontro live-action tra Biden e Putin sono a buon punto.

Karine Bechet-Golovko.

fonte: http://russiepolitics.blogspot.com

5 Commenti
  • Farouq
    Inserito alle 18:32h, 01 Dicembre Rispondi

    Ecco spiegato il motivo dello strano ritiro degli americani dall’Afghanistan:
    I talebani attaccano l’Iran, ovviamente addestrati e fiancheggiati dai mercenari americani e forse anche israeliani, il finanziamento arriva direttamente dagli americani

  • atlas
    Inserito alle 09:10h, 02 Dicembre Rispondi

    35 cartelle cliniche inviate all’AADI: Il vaccino non funziona.

    Sono pervenute all’Associazione Avvocatura Degli Infermieri, da mittente anonimo e in busta chiusa, ben 35 schede cliniche dell’ASST Spedali Civili di Brescia, tutti degenti ricoverati nel reparto COVID-A-B Pneumologia per Covid-19 e tutti doppiamente e completamente vaccinati nel 2021 (si riporta la data dell’ultima dose).

    Tutti in fleboterapia con massiccia somministrazione antibiotica e corticosteroidea oltre che antitrombotici e antinfiammatori. Alle polmoniti è seguita l’emocoltura che ha rilevato superinfezioni batteriche.

    La busta è stata aperta ed esaminata prima di porla a disposizione della Procura della Repubblica.

    Mentre leggete quanto segue chiedetevi:

    Il vaccino funziona ? Il vaccino protegge da sintomi gravi ? Il vaccino non era maggiormente consigliato agli anziani fragili, ai diabetici ed altri con comorbilità ?

    Dall’esame delle cartelle cliniche, non oscurate e sottoscritte da oltre 20 medici (non dallo stesso medico, magari “no vax”, ma da tanti) è emerso quanto segue:

    A.V. 89 anni diabetica, ultima vaccinazione Pfizer a marzo 2021. Si ricovera il 14 agosto per polmonite interstiziale da Covid-19.
    A.G 79 anni con diabete, vaccinato Moderna ad aprile si ricovera ad agosto per febbre e dispnea grave in desaturazione (SO2 88); anche la moglie è positiva.
    A.S.A. 51 anni, si ricovera per febbre e tosse persistenti con ageusia e anosmia, diarrea ed episodio sincopale. Vaccinato con Moderna il 29 luglio. Il figlio convivente è positivo.
    B.O. 70 anni, si ricovera a luglio per stato confusionale e febbre con Covid-19 “nonostante doppia dose di vaccino Pfizer” scrive il medico. Aree disventilative toraciche con sovrainfezione batterica polmonare di NDD. Necessaria ossigenoterapia BIPAP. Ripetizione EGA se peggioramento clinico degli scambi gassosi.
    B.R. 57 anni, positiva al SARS-CoV-2 si ricovera ad agosto per tosse, febbricola, astenia e scadimento condizioni generali e neurologiche. Si vaccina a luglio.
    B.K 71 anni, vaccinata con Astrazeneca si ricovera a luglio per vomito e calo ponderale.
    B.T. 75 anni, vaccinata a giugno con Johnson si ricovera due mesi dopo per polmonite Covid-19 e insufficienza respiratoria.
    B.A. 70 anni, vaccinato con Astrazeneca a luglio, si ricovera a luglio per febbre, astenia e tosse. Saturazione 93,5%.
    B.A. 76 anni diabetico e iperteso, vaccinato con Pfizer a maggio, si ricovera a luglio per polmonite interstiziale da Covid-19 con infiltrati alveolo-bilaterali e sottoposto ad O2terapia.
    B.A. 61 anni diabetico, vaccinato con Pfizer a settembre, si ricovera 9 giorni dopo la vaccinazione per febbre, artralgie diffuse e astenia. Rx evidenzia polmonite interstiziale da Covid-19.
    C.M. 89 anni, vaccinata Pfizer a marzo si ricovera ad agosto.
    C.S. 83 anni, vaccinato con Astrazeneca a febbraio, si ricovera 5 mesi dopo per parestesia periorale e ipertensione arteriosa in BPCO.
    D.R.G. 60 anni, vaccinato con J&J ad agosto si ricovera 8 giorni dopo per febbre persistente, cefalea, astenia e diarrea. Diagnosi per polmonite interstiziale bilaterale iniziale. Saturazione 93%. Dimesso accede nuovamente per peggioramento.
    F.U. 63 anni, Astrazeneca a luglio si ricovera due giorni dopo per febbre e “artralgie comparse dopo il vaccino”. Saturazione 92%, dimesso per febbre post-vaccinale con tachipirina, si reca nuovamente la stessa sera al PS per febbre persistente e diarrea. Si ricovera il 3 agosto per polmonite interstiziale Covid-19 con insufficienza respiratoria.
    F.A. 81 anni, completa la vaccinazione Pfizer il 17 aprile. Viene a contatto con il figlio positivo e si ricovera a luglio per polmonite interstiziale Covid-19 con supporto ventilatorio Bipap e posizione prona.
    G.R.D.A. 44 anni, vaccinata a luglio si ricovera il giorno dopo per febbre, tosse, dispnea, anosmia, ageusia, mialgia, cefalea. Infiltrati interstiziali diffusi score 9 in positiva. O2terapia.
    G.E. 73 anni, vaccino Astrazeneca a luglio si ricovera ad agosto per febbre e progressivo peggioramento degli scambi respiratori trattati con O2terapia VM, poi HFNC e trasferito in NIV. Si ricovera in terapia subintensiva se peggiora da trasferire in terapia intensiva.
    G.V. 42 anni, vaccino J&J ad agosto, si ricovera il 5 settembre per peggioramento scambi respiratori. TAC torace in peggioramento e saturazione al 90%. Posizione prona e CPAP. Ricovero in UTI se peggiora.
    G.B. 76 anni diabetico e iperteso, vaccinazione a luglio, si ricovera il 3 settembre per episodio lipotimico nell’alzarsi dal letto. All’ingresso è asintomatico ma successivamente presenta febbre, tosse e algie toraciche.
    G.G. 78 anni, vaccinata a maggio con Pfizer, si ricovera a settembre per polmonite Covid con tampone positivo su paziente mastectomizzata e diabetica.
    K.Y. 43 anni, vaccinato il 3 settembre si ricovera il 10 per febbre in polmonite Covid-19.
    L.I. 79 anni, vaccinata l’8 luglio con Astrazeneca si ricovera per febbre, tosse e diarrea. Infiltrati interstiziali alveolari base destra.
    L.M. 74 anni, vaccinata J&J un mese prima, si ricovera per febbre, tosse e faringodinia. A causa di risultati altalenanti dei tamponi, si esegue test su lavaggio bronco-alveolare che risulta positivo.
    M.N. 49 anni, si vaccina in reparto con Pfizer il 21 aprile, ricoverata per dispnea e massa mediastinica. Risulta positiva il 5 maggio e il 7 viene trattata con terapia monoclonale. Presenta edema del miocardio e extrasistolie ventricolari. Si ricovera nuovamente ad agosto per febbre, cefalea e astenia con persistente positività per SARS-CoV-2.
    M.T. 80 anni diabetica e ipertesa, vaccinata con Astrazeneca si ricovera ad agosto per dispnea. Tac polmonare evidenzia embolia sub massiva bilaterale con alterazioni interstiziali.
    M.H. 72 anni, vaccinata si ricovera a settembre per astenia. Presenta polmonite interstiziale Covid-19 parimenti al marito affetto da polmonite Covid-19.
    P.M. 76 anni, vaccinata con Astrazeneca il 5 luglio, si ricovera ad agosto per diarrea, astenia e inappetenza. Polmonite da Covid-19.
    R.C. 47 anni, vaccinato con Moderna il 28 giugno, salta il richiamo per sostituzione valvola mitralica effettuata il 4 agosto. Si ricovera l’11 agosto per versamento pleurico bilaterale in paziente Covid-19.
    R.M. 56 anni, vaccinato il 2 giugno con Astrazeneca, il 17 luglio positivo al SARS-CoV-2 contagiato dalla figlia, si ricovera il 24 luglio per febbre, anosmia e inappetenza. TC torace per polmonite interstiziale Covid-19. O2terapia, duplici antibiotici ed eparina.
    S.A. 82 anni, vaccinata a marzo con Pfizer si ricovera il 5 settembre per astenia e iporessia con malessere. Tamponi positivi. Polmonite da Covid-19.
    S.F.F. 28 anni, NON VACCINATA, si ricovera per polmonite Covid-19 senza febbre. saturazione 97%. In terapia ma non in flebo.
    T.C. 64 anni, vaccinato a maggio con Pfizer si ricovera il 9 agosto per febbre, anosmia e disgeusia. Contagiato dal figlio. Tamponi positivi il 4 e l’8 agosto. Polmonite interstiziale Covid-19 con insufficienza respiratoria. O2terapia flusso 50%.
    Z.A. 88 anni diabetico, vaccinato con Pfizer a marzo, il 9 luglio viene trovato svenuto in cucina. Si ricovera avendo avuto ad aprile la polmonite Covid con insufficienza respiratoria. ECG urgente a letto.
    Z.G. 33 anni, vaccinata Pfizer il 15-17 giugno si ricovera il 13 luglio per petecchie diffuse agli arti inferiori in piastrinopenia.

    R.N. 75 anni, vaccinato Pfizer si ricovera a fine luglio per stato soporoso, sudorazione e vomito. Deceduto.

    • Giorgio
      Inserito alle 16:47h, 02 Dicembre Rispondi

      Crimini contro l’umanità da punire con la morte ……..
      E chi deve giustiziare i responsabili se non noi ? ……..
      il popolo e chi ha preso coscienza ne ha il diritto e il dovere …….

  • callo
    Inserito alle 11:28h, 02 Dicembre Rispondi

    anche se dovessero rendere l’obbligo di vaccinazione una legge , sarebbe chiaramente una legge sbagliata e liberticida, nessuno può decidere della nostra salute. esistono i diritti inalienabili dell’essere umano. sembra che questi porci si dimenticano sempre. questi sono gli stessi che si battono alla morte per i diritti dei finocchii e dei travestiti, ma se ne fotono dei veri diritti della maggioranza delle persone…

  • Carla
    Inserito alle 08:41h, 03 Dicembre Rispondi

    Come paese l’Italia già conosce bene cosa significa perdita totale di sovranità, burattini ventriloqui nelle poltrone e entità sovranazionale che decide impunemente della vita di tutti.

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