Vittime tra i palestinesi durante lo scontro con le forze di occupazione a Gerusalemme

Scontri con le forze di occupazione israeliane nelle vicinanze della Città Vecchia di Gerusalemme. La Mezzaluna Rossa palestinese riporta 6 feriti tra i giovani palestinesi.

La Mezzaluna Rossa ha aggiunto che i feriti sono state trasferiti all’ospedale.

Per il terzo giorno consecutivo, le forze di occupazione israeliane continuano a reprimere i palestinesi ed a inseguirli per le strade di Gerusalemme, per impedirne la presenza.

Gli ufficiali di occupazione, accompagnati da poliziotti, hanno preso d’assalto la moschea di Al-Aqsa dopo le preghiere e hanno portato i fedeli fuori dai suoi cortili.

La repressione delle forze di occupazione ha coinciso con l’uscita dei fedeli dai cancelli della vecchia Gerusalemme dopo aver completato le preghiere di Tarawih nella moschea di Al-Aqsa, mentre dozzine di donne, i loro bambini e gli anziani erano presenti nel luogo.

Martedì scorso, il primo giorno del mese di Ramadan, le forze di occupazione hanno tagliato i cavi elettrici nel minareto della Porta dei Leoni nella Moschea di Al-Aqsa.

Da parte sua, il Gran Mufti di Gerusalemme e delle terre palestinesi, il predicatore della beata Moschea di Al-Aqsa, lo sceicco Muhammad Hussein, ha affermato che gli attacchi delle autorità di occupazione alla Moschea di Al-Aqsa e al popolo del digiuno e le minacce di assaltarla alla fine del mese di Ramadan è l’inizio di una guerra di religione che il mondo intero sopporterà.


Nota: Lo Stato di Israele ha proclamato Gerusalemme come sua capitale e l’annessione di Gerusalemme Est, nello stesso tempo ha proceduto a demolire e sfrattare con la forza le famiglie palestinesi che da generazioni risiedevano nella città. L’annessione di Gerusalemme ha rappresentato una palese violazione allo status di Gerusalemme stabilito dalle Nazioni Unite, quale città sacra alle tre grandi religioni.
Con il medesimo proclama unilaterale, Israele ha decretato l’annessione delle alture del Golan e della Cisgiordania, zone occupate dalla guerra del 1967. Nella Cisgiordania Israele ha realizzato colonie ebraiche illegali permettendo a circa 700.000 coloni di stabilirsi nella zona, abbattendo le case dei palestinesi , cacciando e confiscando i campi e le proprietà delle famiglie palestinesi che vivevano nella zona. Una forma di pulizia etnica contro i palestinesi che ha suscitato le proteste internazionali.
La grande maggioranza della comunità internazionale non ha mai riconosciuto queste azioni ma Israele, forte della protezione degli Stati Uniti, ha proseguito con il suo programma di annessioni territoriali e repressione dei palestinesi.

Fonte: Al Mayadeen

Traduzione e nota: Fadi Haddad

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