"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Viaggio riservato del genero di Trump in Arabia Saudita: prepara la guerra all’Iran?

Jared Kushner, consigliere e genero del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha realizzato un viaggio segreto in Arabia Saudita, lo scorso fine settimana.
La seconda consigliera per la Sicurezza Nazionale degli USA, Dina Powell, e l’inviato dellì’Amministrazione Trump per il Medio Oriente, Jason Greenblatt, hanno accompagnato Kushner in un volo commerciale diretto in Arabia Saudita il mercoledì e sono rientrati il Sabato, secondo le informazioni trasmesse dal media statunitense Politico, citando un funzionario della Casa Bianca.
“L’assessore principale è stato anche di frequente in contatto con funzionari del regime di Israele, con l’Autorità per la Palestina, con i governi dell’Egitto, degli Emirati Arabi, della Giordania e dell’Arabia Saudita”, ha aggiunto il funzionario citato dalla rivista Politico.

Il genero presidenziale, ha avuto il ruolo di negoziare fra il regime di Israele ed i palestinesi per ottenere una pace che attualmente, vista la politica degli insediamenti illegali di Israele, sembra sempre più lontana.
L’assessore principale ha svolto anche lui lo stesso ruolo aiutando Kushner, persona giovane e di scarsa esperienza, nello svolgimento del suo compito nei colloqui avuti con Israele ed i governi dei paesi arabi, come confermato dal funzionario della Casa Bianca.

Trump ha ha suggerito già da tempo di non continuare la decennale politica statunitense che si è spesa a favore della denominata soluzione dei due stati.
Inoltre Trump aveva promesso di trasferire l’ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Al-Queds (Gerusalemme) , una misura che indica il fatto che Washington riconosce la città come la capitale di Israele, come ha affermato previamente il multimilionario da New York.

Trump viene considerato “un vero amico di Israele”, che ha rinforzato i legami con Israele, che si erano allentati sotto l’Amministrazione di Barack Obama, in gran parte per causa della sua determinazione nel partecipare ai dialoghi necleari con l’Iran, che ha ricevuto un trattamento non positivo dagli alleati regionali di Washington, in particolare Israele e l’Arabia Saudita.

Tuttavia vari analisti si chiedono se il vero scopo del viaggio di Kushner sia effettivamente quello dichiarato o se per caso il genero di Trump abbia avuto colloqui con i monarchi dell’Arabia Saudita e con il Governo di Israele per trattare la questione strettamente attuale: i preparativi di guerra contro l’Iran.
Si è visto che, dopo le vittorie ottenute dalla Siria sui gruppi terroristi, con l’appoggio di Russia e Iran, gli USA si trovano in una situazione difficile in Medio Oriente dove la politica ambigua attuata da Washington ha fatto allontanare quelli che erano gli alleati tradizionali degli USA, dalla Turchia all’Egitto, mentre si è saldata una alleanza con la Russia che include non soltanto la Siria e l’Iran ma anche l’Iraq, il Libano e lo stesso Egitto di Al-Sisi.

Missili Iraniani

La situazione è peggiorata dopo il fallimento del progetto del Kurdistan indipendente (appoggiato da USA e Israele) che è stato in pochi giorni messo fuori gioco dall’avanzata dell’Esercito iracheno e delle milizie sciite che hanno occupato la provincia di Kirkuuk.

Alcuni analisti ritengono che, per uscire dal “cul de sac” in cui si trova la politica USA in Medio Oriente, l’unica operazione che Washington sta meditando di attuare è quella di una azione di forza in due tempi, prima contro Hezbollah e successivamente contro l’Iran. Per questo Kushner, in accordo con Israele, sarebbe stato incaricato da Trump di sondare i governi dei paesi arabi sunniti ostili all’Iran per verificare un loro eventuale sostegno.
Tuttavia questa possibiltà di un nuovo conflitto apre degli scenari estremamente pericolosi sullo scacchiere Medio Orientale e non solo su quello, vista l’alleanza strategica fra la Russia e l’Iran e la contiguità di Hezbollah con la Siria e l’Iraq sciita.

La Russia di Putin non sembra affatto disposta ad assistere passivamente ad un conflitto contro i suoi alleati che rischierebbe di rimettere in questione le posizioni di forza acquisite da Mosca nella regione e questo lascia pensare che un eventuale conflitto con l’Iran incendierebbe tutta la regione con conseguenze incalcolabili.

Forze speciali USA nel nord Siria

Non è chiaro quanto Trump possa resistere alle pressioni che su di lui vengono fatte dal premier israeliano Netanyahu, dai neocons di Washington (che premono per la guerra all’Iran) e dalla potente lobby del Military/Industrial complex che vede grandi possibilità di affari con un nuovo conflitto in Medio Oriente.

Tutte le possibilità sono aperte anche quelle che potrebbero portare nello scenario più catastrofico.

Fonti: Al Manar     Politico.com

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Manente 3 settimane fa

    Se il giovane Kushner e Netanyahu pensano che Usa ed Israello rimarrebbero indenni nella folle idea di un attacco contro l’Iran, sono da ricoverare in un manicomio criminale.

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