Vertice tra RUSSIA e CINA: Putin e Xi concordano di approfondire i legami strategici russo-cinesi

Con la visita di Putina a Pechino, i presidenti di Russia, Vladimir Putin, e Cina, Xi Jinping, firmano una dichiarazione per approfondire i legami e promuovere l’interazione strategica tra i due paesi.

Putin ha effettuato questo giovedì una visita ufficiale in Cina, il primo viaggio all’estero del presidente russo dopo il suo insediamento. I due presidenti hanno firmato una dichiarazione in cui entrambe le nazioni ribadiscono la loro volontà di promuovere e approfondire il partenariato globale e la cooperazione strategica.

La Cina sfida l’Occidente: si impegna a rafforzare la cooperazione con la Russia

Il documento, come spiegato dettagliatamente dall’assistente presidenziale russo, Yuri Ushakov, sottolinea il “carattere speciale” delle relazioni bilaterali, delinea i percorsi per lo sviluppo futuro e sottolinea il ruolo guida di Mosca e Pechino nel plasmare un ordine mondiale giusto ed equo e democratico .

l presidente russo ha detto ai giornalisti che nell’incontro con Xi “è stato formato un importante portafoglio di 80 grandi progetti di investimento congiunto in aree molto diverse”.

Putin: le relazioni sino-russe non sono dirette contro terzi
Per quanto riguarda le relazioni bilaterali, il capo del Cremlino ha assicurato che “non sono opportunistiche né dirette contro nessuno”. “La nostra cooperazione negli affari internazionali è uno dei fattori di stabilità sulla scena internazionale”, ha sottolineato Putin.

Russia e Cina sostengono la creazione del Grande Partenariato Eurasiatico

La Cina riafferma la sua stretta relazione con la Russia nonostante il ricatto statunitense
Pechino riafferma la stretta relazione tra Russia e Cina e garantisce che il ricatto nucleare statunitense non possa scoraggiare la Cina o impedire il suo sviluppo difensivo.

Xi, da parte sua, ha descritto Putin come un “vecchio amico” e ha sottolineato che il rapporto tra Pechino e Mosca “non è solo di fondamentale interesse per i due paesi e i due popoli, ma è anche favorevole alla pace”. .

La dedollarizzazione tra Russia e Cina raggiunge già il 90%

Il capo di Stato russo ha colto l’occasione per applaudire la decisione dei due paesi di aggirare il dollaro americano e commerciare in valute nazionali e ha sottolineato che il 90% degli accordi commerciali tra Mosca e Pechino sono stipulati in rubli e yuan. “Oggi il 90% dei pagamenti avviene in rubli e yuan “, afferma.

Putin ha sottolineato che l’uso delle valute nazionali ha dato impulso all’espansione dei flussi commerciali tra i due paesi e ha sottolineato che nonostante “alcune azioni volte a rallentare” lo sviluppo della Russia “da parte di paesi terzi”, la circolazione delle merci tra i due paesi due Stati “sta crescendo a un buon ritmo”.

Va ricordato che nel marzo 2023 la Russia è stato il primo Paese visitato da Xi dopo essere stato rieletto per la seconda volta presidente della Cina e segretario generale del Partito Comunista.

Russia e Cina si stanno sempre più allineando, nel contesto dell’escalation delle tensioni in vari settori tra il colosso asiatico e gli Stati Uniti, nonché del deterioramento dei rapporti Mosca-Washington, soprattutto dopo l’inizio del conflitto in Ucraina.

Nota: Grande preoccupazione a Washington per il sempre maggiore consolidamento della partnership Russia Cina a tutti i livelli, da quello economico, al tecnologico, al militare, come si denota dai commenti delle principali testate negli USA.
La realizzazione di un blocco Euroasiatico tra Russia e Cina rappresenta il maggiore incubo per Washington che ha sperato fino all’ultimo per seminare divisioni e rivalità tra i due paesi. Tutto è stato inutile e il processo per un mondo multipolare è una realtà in atto.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Luciano Lago

5 commenti su “Vertice tra RUSSIA e CINA: Putin e Xi concordano di approfondire i legami strategici russo-cinesi

  1. Mi chiedo come mai gli scambi commerciali tra i due paesi non sono 100% de- dollarizzati???
    Secondo me, sarebbe il caso di raggiungere la massima quota.

  2. La Russia e la Cina hanno una grande esperienza storica, con vere élite raffinate, sagge e sane di mente ………. mentre gli americani si fanno comandare da rozzi idioti, teste di casio, insani di mente. L’Oriente va forte ! L’occidente perde i colpi, e tramonta in picchiata. E’ molto comico.

  3. Putin e Xi sono i nuovi dominatori mondiali economici. Presto anche militari. Finché saranno loro a governare le due potenze e formeranno il binomio fondante dei Brics, i quali nel 2025 supereranno il PIL totale dei paesi g8, nessuno li potrà fermare. Il destino del mondo è nelle loro mani.

  4. Putin e Xi sono troppo intelligenti in confronto alla media dei leader occidentali. Sanno benissimo che gli atlantisti sperano anche in un piccolo dissidio tra i due paesi, allo scopo di dividerli e attaccarli uno alla volta ! E se non esistono potenziali dissidi tra Russia e Cina, l’occidente è sempre pronto a tentare di destabilizzarli dall’interno, come insegnano il movimento degli ombrelli ad Hong Kong e la vicenda Navalny, tutte iniziative poi fallite miseramente !

  5. Nel primo trimestre dell’anno gli scambi commerciali tra le due potenze si sono attestati attorno ai 57 miliardi di dollari, un pò in frenata rispetto ai trimestri precedenti, del resto il PIL russo è cresciuto del 5,3% quindi anche la produzione interna russa è cresciuta.
    Le relazioni tra Russia e Cina sono assolutamente complementari, ma sono comunque due potenze con interessi geostrategici abbastanza divergenti, la Cina guarda all’Indo-Pacifico da cui riceve via mare carburante e materie prime ed esporta enormi volumi di merci mentre la Russia dal lato europeo è molto vulnerabile sul piano militare e quindi deve portare le sue frontiere naturali fino al Baltico e ai Carpazi.
    Dopo la perdita di Taiwan nel 1949 da parte cinese e dell’Ucraina da parte russa nel 1991 per colpa dell’ubriacone Eltsin le due potenze sono molto vulnerabili, i loro ombrelli nucleari danno loro una certa protezione ma possono rischiare lo strangolamento. La Russia attraverso attacchi in profondità sul suo territorio da parte NATO nominalmente per mano ucraina e attraverso un nuovo incendio del Caucaso in Georgia, dove in queste ore ci sono i ministri degli esteri di Lituania ed Estonia a sostegno della presidenta ex ambasciatrice francese, oppure in Armenia dove il primo ministro imposto dalla Nudelman sta cercando di cedere il suo paese agli azeri un pezzetto alla volta.
    La Cina rischia una guerra con le Filippine imposta dai neocons e magari pure un attacco dal territorio birmano dove i ribelli al governo centrale vengono addestrati da militari britannici ed australiani.
    Negli USA i neocons sono in pieno fervore guerrafondaio, il marito della Nudelman è arrivato a chiedere l’eliminazione fisica di Trump, nonostante che questi abbia pare accettato di avere nel suo gabinetto presidenziale l’antirusso ed anti-iraniano Mike Pompeo e il sinofobo fanatico Tom Cotton.
    Questi personaggi sono legati a triplo filo all’entità sionista e ne rispecchiano le pesanti necessità sia geostrategiche che economiche, nel senso che necessita di continue guerre contro i suoi tanti nemici regionali e di enormi risorse economiche per la sua difesa e per il suo mantenimento, visto che non produce nè esporta niente.
    Un mondo multipolare dove Cina, Russia ed Iran sono liberi da vincoli e sfruttamento in pro della demoniaca entità sionista non è contemplato dai neocons, e quindi ci aspettano sempre nuove guerre e sempre nuove stragi.
    Pare che in Ucraina ci siano diversi “volontari” cinesi, che stanno combattendo contro la NATO, quindi forse Pechino sta mandando i suoi militari a fare esperienza di guerra per eventuali conflitti in cui se la dovrà vedere più con le Filippine che con Taiwan, nessuna persona con un pò di cultura militare può pensare che l’isola possa resistere più di un paio di giorni ad una occupazione militare cinese, la quale però sarebbe seguita probabilmente da un blocco navale ed un conflitto diretto della Cina perlomeno con le Filippine.
    La Cina avrebbe tutto l’interesse a vedere una vittoria netta dei russi ad ovest, magari ottenuta attraverso l’eliminazione fisica di Zelensky, a cui seguirebbe il collasso ucraino dove ormai la carenza di truppe è cronica e il terrore degli uomini di essere rapiti per strada per essere mandati a combattere li fa scappare all’estero, in Ungheria non si contano più i cadaveri ripescati nel Tibisco annegati mentre cercavano di attraversarlo a nuoto, oppure gli fa disertare il posto di lavoro, tanto che l’economia ucraina ormai è completamente ferma.
    Se i russi si riprendono tutta l’Ucraina possono arrivare fino all’Adriatico, dove possono contare sul controllo che hanno sulla repubblica serba di Bosnia e sull’amicizia del presidente croato, come pure pare della nuova presidenta della Macedonia Gordana Siljanovska Davkova.
    L’eliminazione fisica del primo ministro slovacco Fico, di chiara marca Nudelman-Kagan, non influirà sul nuovo presidente filorusso Pellegrini e sull’eventuale sostituto di Fico, l’attuale ministro della difesa Kalinak ancora più filorusso.

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