Valori? L’arrogante ipocrisia dell’Occidente

di Paolo Becchi

Dopo il sostegno a oltranza dato all’Ucraina, l’Occidente non ha potuto che schierarsi con Israele, vittima dei massacri e degli attacchi terroristici compiuti da Hamas. E si è già cominciato a parlare, in questi giorni, di un “attacco all’Occidente” stesso, di una guerra dichiarata a tutti i Paesi occidentali da parte di quello che non è ormai neppure più considerato come un “nemico”, ma come una banda di “animali umani”, come li ha definiti il Ministro della difesa israeliano: un gruppo di lupi feroci, ma anche di topi di fogna, che vanno uccisi senza alcuno scrupolo, in quanto la loro vita – non più nemmeno umana – non ha alcun diritto ad essere vissuta. Quando nel nemico non riconosci più l’uomo, qualsiasi atrocità diventa possibile.

A questo punto, però, la domanda sorge spontanea: per quale Occidente stiamo combattendo, che “valori” occidentali stiamo difendendo? Non quello che difende a ogni costo i “diritti umani” e la limitazione della guerra, se ora i nostri “nemici”, civili compresi, sono diventati delle semplici pulci da sterminare. Non quello dei “valori democratici”, se di democrazie, in Occidente, se ne vedono sempre meno, e se, soprattutto, certo Israele, una democrazia lo è per modo di dire. Strano che nessuno oggi ricordi come, non più di tre mesi fa, i giornali italiani ospitavano interventi che parlavano di Israele come di una “dittatura”, dopo che Netanyahu aveva messo fine alla Corte Suprema e reso ormai di fatto impossibile limitare il potere del suo governo.

Non quello che difende i “valori” delle cosiddette “radici giudaico-cr istiane” dell’Occidente, le quali, oggi, vengono difese più dalla Russia ortodossa di Putin che da repubbliche laiche fondate sull’ideologia gender, il collasso della famiglia eterosessuale e la fine, ormai secolare, del matrimonio come istituto anche religioso. Di che cosa, dunque, stiamo parlando? Che cos’è questo Occidente che vogliamo difendere?
La verità è che non si sa. O meglio, si sa che si combatte per un Occidente che si auto-legittima come “democratico”, come il “migliore dei mondi possibili”, come il garante del rispetto dei diritti umani, senza esserlo, ormai, da tempo. Combattiamo pretendendo di essere una “civiltà superiore” alle altre: ma questa pretesa l’abbiamo soltanto noi stessi, e non viene (più) riconosciuta da nessuno.

Non è un caso che Israele sia, oggi come in passato, l’avamposto di questa “arroganza” occidentale nella zo na mediorientale, e il più stretto alleato degli americani: perché gli Stati Uniti in realtà non sono che la versione secolarizzata del “popolo eletto”, non sono che i veri eredi di Israele, coloro che hanno raggiunto la “terra promessa” nel mondo nuovo. “Noi americani”, aveva scritto un giovane Melville, “siamo il peculiare popolo eletto, l’Israele del nostro tempo; noi portiamo al mondo l’arca della libertà”. Questa idea di “elezione” ha attraversato – come un fiume carsico – la storia dell’Occidente, ha proceduto fianco a fianco con l’ideale “cattolico” dell’universalismo, della verità destinata in linea di principio a tutti, per compiersi infine nell’Impero americano.

L’Occidente di oggi, però, è il figlio non del cattolicesimo romano, ma dell’“Impero del bene” americano, quello che s i è imposto definitivamente in Europa dopo la Seconda guerra mondiale. Per questo Israele non può essere attaccato: perché esso non è altro dagli Stati Uniti, non è altro che la terra di cui gli americani sono gli eredi spirituali. Ma questo “destino manifesto”, che oggi continuiamo a difendere, che tipo di società promette, ormai? Esso non è più che lo sterile vessillo di un nichilismo sociale diffuso, dello svuotamento di ogni valore, di una finanza distruttiva, di una tecnica priva di ogni scopo che non l’incremento di sé stessa. Per cosa combattiamo, dunque?

Fonte: Paolo Becchi

8 commenti su “Valori? L’arrogante ipocrisia dell’Occidente

  1. Ripubblico il testo corretto del mio precendete commento:

    Le colonie combattono per gli interessi del centro dell’impero e sono soggette a sfruttamento, da che è mondo e mondo, solo che nel nostro caso storico l’impero è propriamente e integralmente del male, non certo del bene.

    Questa nuova forma di imperialismo con pretese globali, io la chiamo “imperialismo finanziario privato”, direttamente riconducibile all’élite dominante, finanz-globalista giudaica, per la fortissima presenza e influenza ebrea al suo interno, che ha negli usa in il suo “cuore nero”/ centro dell’impero militare e monetario, e nell’entità sionista in Palestina il suo braccio locale armato.

    Le colonie (come l’Italia ormai zombificata e privata di ogni sovranità) non esprimono veri valori, ma soltanto sottomissione, e i loro interessi sono calpestati (l’energia a basso costo, l'”austerità” europoide contro lo stato sociale, le armi ai nazisti in ukraina, eccetera) per garantire il perseguimento dell’interesse imperiale, a noi estraneo e contrario alle nostre esigenze vitali.

    Quindi, il cosiddetto ordine mondiale fondato sulle regole, che porta a usare la guerra per “difendere” i molto presunti valori occidentali, è soggetto esclusivamente all’arbitrio dell’élite imperiale cui competono le decisioni politiche e geopolitiche di rilevanza strategica, una ristretta élite priva di Etica di cui gli ebrei sono parte importante.

    Se proprio vogliamo identificare dei veri “valori occidentali”, nudi e crudi, così come appaiono nel mondo reale, scopriamo che in verità sono disvalori, come il merkato, la più sofisticata forma di crematistica anglo-giudaica, che trionfa sullo stato, la globalizzazione neoliberista che demolisce stati e nazioni, ponendoli sotto il controllo diretto o indiretto dell’élite imperiale, le minchiate come il “green” energetico e la digitalizzazione di tutto, che rappresentano altrettanti business elitisti e strumenti di controllo (digitalizzazione) delle popolazioni sottomesse.

    Finanza, controllo della moneta e delle risorse, nuove tecnologie e guerra, costituiscono la vera sostanza di questo impero del male … che persegue interessi privati e assolutamente minoritari.

    Cari saluti

  2. Non a caso Cristoforo Colombo (ebreo), finanziato dall’ebreo Santander, era alla ricerca della Terra Promessa per gli ebrei spagnoli cacciati dal governo cattolico spagnolo.

  3. per cosa combattiamo? per poter continuare a mangiare schifezze al McDonald, per poter andare ogni sabato a comprare stracci e cibo spazzatura all’Iper, per giocare alla roulette della finanza disprezzando il lavoro e i suoi frutti, per poter strisciare continuamente il dito indice sullo smart-telefono e, soprattutto, per evitare di pensare, per lasciare che altri decidano per noi, per regredire ad una perenne fanciullezza senza speranze.

  4. Credo che l’Occidente collettivo putrescente voglia un conflitto mondiale che ritiene di poter vincere così da poter imporre al mondo intero i suoi sedicenti valori.

  5. I valori dell’Occidente a trazione anglosassone-israeliana si sono ridotti a guerre, rapine, miseria e morte.
    Chiedere conferma Mario Draghi e a tanti come lui.

  6. Ma perchè l’autore usa il pluralis maestatis? Io non mi considero affatto occidentale, e che l’euro-occidente sia stato il paladino dei diritti umani e della democrazia è una grande menzogna, facile costruire la demokrazia con un mare di soldi rubati a mano armata in giro per il mondo, dopo aver violentato il mondo intero, persino il cattolicesimo si macchiò di atrocità mai eguagliate da altre civiltà, basti ricordare la distruzione dell’antico egitto e l’olocausto precolombiano, le conquiste dell’Islam a confronto furono azioni che portarono anche ricchezza e saggezza laddove conquistarono gli idolatri, difatti la civiltà Hindù ancora prospera, mentre i conquistadores nelle americhe distrussero tutto quanto!

  7. Il “destino manifesto” degli Stati Uniti a noi non ci ha mai appartenuto e riguarda solo loro, un popolo formato da coloni avidi di terre e di ricchezze altrui che in casa propria si erano sentiti dei falliti non realizzati. Il puritanesimo dei cosiddetti padri pellegrini ne ha contraddistinto fin dall’inizio l’identità etico religiosa, un protestantesimo tossico nella versione calvinista che vede i ricchi essere tali grazie ad un dono divino per la propria operosità, mentre invece i poveri dei lazzaroni condannati per questo alla miseria. Un rovesciamento di 180° dell’insegnamento del Cristo per il quale come noto era più semplice per il cammello passare per la cruna di un ago che non per il ricco entrare nel regno dei cieli. Da ciò le radici intrinsecamente classiste, liberiste ed egoisticamente individualiste che li contraddistinguono e che vedono ogni forma di socialismo o comunque di equa redistribuzione sociale come fumo negli occhi e come un attentato allo sviluppo senza limiti della cosiddetta “libertà individuale”.

    1. Perfetto commento ROBI, hai descritto benissimo i meccanismi delle attuali società occidentali, fondate sull’oltranzismo indivualista e liberista. Tutto ciò si potrebbe tradurre in una formula : più invidualismo senza limiti = più schiavitù collettiva ! E per invidualismo senza limiti intendo tutto ciò che si pone al di sopra e contro tutto ciò che è in armonia con la natura, per affermare qualsiasi forma di desiderio o capriccio del singolo individuo a spese dei propri simili e della natura stessa !

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