"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Usa: Pentagono smentisce Obama, i soldati americani combattono in Iraq e Siria

WASHINGTON (Pars Today Italian)Il Pentagono contraddice l’amministrazione Obama, che da sempre sostiene che i soldati americani non combattono direttamente contro i miliziani dell’Isis in Sira e Iraq.
Il segretario alla Difesa Ashton Carter ieri è stato messo sotto pressione dei membri della commissione Servizi armati del Senato, di fronte ai quali ha testimoniato in merito alla coalizione guidata dagli Usa nella lotta contro l’Isis e sulla caratterizzazione della attività come non da combattimento.

Dan Sullivan, senatore repubblicano dell’Alaska, è stato durissimo: “Quando alla Casa Bianca parlano dei nostri soldati nel Medio Oriente, lo fanno andando per le lunghe e dicendo che non coinvolgeranno truppe da combattimento americane per lottare sul campo straniero”.

Secondo lui però sia l’amministrazione Obama sia i funzionari della Difesa fanno retoricamente “le capriole” nell’insistere che “i nostri soldati non stanno combattendo quando tutto il Paese sa che in realtà lo stanno facendo”. A quel punto Carter ha risposto spiegando che i 3.500-5.000 soldati e forze speciali in Iraq e Siria come parte della “Operation Inherent Resolve” sono “in combattimento e credo che dobbiamo dirlo chiaramente”.
Il numero uno del Pentagono ha cercato comunque di limitare la portata delle sue dichiarazioni aggiungendo che anche se i soldati Usa sono coinvolti nei combattimenti, l’onere di sconfiggere l’Isis sta alle forze locali e non a quelle americane. L’intento “non è sostituire le forze locali ma cercare di renderle potenti a sufficienza affinché possano cacciare l’Isis con il nostro sostegno”, ha aggiunto Carter. “E quando noi offriamo sostegno, mettiamo la nostra gente nelle loro mani”.

Ashon Carter
Ashon Carter

Obama ha fatto di tutto per mettere fine alle guerre in cui l’America era coinvolta. Nel 2011 ha portato a casa i soldati Usa in Iraq e nel 2014 ha ufficialmente messo fine alle operazioni di combattimento in Afghanistan. Da allora la Casa Bianca ha tentato di descrivere il suo nuovo coinvolgimento in Iraq e in Siria come una missione in cui la gran parte delle operazioni statunistensi sta nel “fare training, fornire consulenza e assistere”. Eppure qualche soldato Usa è morto. Lo ha confermato il generale e Chiefs of Staff Joseph Dunford, anche lui ieri chiamato a testimoniare proprio mentre il Pentagono ha deciso di inviare altre 250 uomini delle forze speciali in Siria per coordinare gli sforzi volti a riconquistare Raqqa, quella che l’Isis considera la sua capitale.

La Russia e la Siria denunciano lo schieramento di soldati USA in Siria come illegale

Nel frattempo dopo l’annuncio del Pentagono di inviare altri 250 uomini di reparti speciali USA in Siria, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha segnalato che, l’invio di soldati USA in Siria è un atto illegale, senza il consenso di Damasco e che l’intervento di reparti militari USA risulta diretto a voler rovesciare il Governo di Damasco.

“Abbiamo detto ai nostro soci nord americani che l’intervento di militari USA in Siria senza l’accordo con il Governo di Damasco è un grave errore. Nello stesso modo in cui gli USA hanno avuto l’approvazione del Governo dell’Iraq, avrebbero dovuto avere l’approvazione del Governo di Damasco e rivolgersi al Consiglio di Sicurezza dell’ONU”, ha dichiarato Lavrov.
Il fatto che gli USA stiano inviando illegalmente i loro militari in Siria, dimostra l’atteggiamento arrogante del Governo di Washington che non vuole rispettare il legittimo Governo di Damasco. In secondo luogo, è mia opinione che gli USA vogliono utilizzare le forze della  coalizione non per combattere l’ISIS (come dicono) ma per attaccare in seguito le forze governative e con il fine di rovesciare il Governo di Damasco, come accaduto già in Libia.

La Russia è l’unico paese che conduce in Siria attività antiterroristica in forma legale, ha dichiarato Lavrov.
Da parte sua il vice ministro degli Esteri russo, Serguei Riabkov, ha dichiarato che l’invio di forze speciali ì USA in Siria costituisce una flagrante violazione della sovranità della Siria.

Lo scorso Giovedì il Governo di Damasco aveva denunciato l’arrivo di 150 militari USA ed aveva dichiarato questa un flagrante violazione della sovranità della Siria ed un atto di aggressione. Secondo il Minisero degli Esteri siriano , le truppe USA sono arrivate nella città di Rumeilan, nella provincia curda di Hasakah, nella parte nord del paese.

Lo schieramento dei soldati USA costituisce un atto illegittimo e viene realizzato sensa il consenso del Governo siriano.

Fonte: Al Manar

Traduzione:  Manuel De Silva

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  1. Brasile domenico 2 anni fa

    Non vedo il problema,se li vedete essendo
    Abusivi gli sparate come fossero terroristi.
    Visto che non hanno regole ,non si e costretti ad osservarle con dei fantasmi.se li fate
    Sparire non se ne accorgera nessuno.tanto
    I scarponi non li hanno messi,usano le ciabatte dei terroristi loro compari.

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