Usa e Riyadh usano Al-Qaeda per aprire nuovi fronti in Yemen

di Christine Deviers-Joncour.

Le forze della coalizione di aggressori USA-Saudita hanno consegnato armi e ingenti somme di denaro al partito Al-Islah che occupa Marib, rivelano fonti yemenite.

Il portale della televisione di stato yemenita Al Masirah ha riferito questo giovedì che fonti tribali nella provincia di Marib, situata nel nord-est del Paese arabo, affermano che il leader del partito, Abu Abdullah al-Mashdali, che è uno dei legami tra le forze della coalizione e il gruppo terroristico Al-Qaeda, ha ricevuto tale aiuto.

Fonti indicano che la coalizione attaccante ha chiesto ad Al-Mashadli di coordinarsi con Al-Qaeda per generare nuovi fronti contro le forze dell’esercito yemenita e i comitati popolari in vari distretti della provincia di Al-Bayda, nello Yemen centrale.

Aggiungono che l’accordo tra la coalizione di Marib e il leader della suddetta fazione salafita si aggiunge ai tentativi compiuti dalla coalizione per preparare i terroristi di Al-Qaeda nel distretto di Lawder della provincia di Abyan (sud-ovest).
I terroristi sono pronti a lanciare attacchi armati contro postazioni dell’esercito e comitati popolari nella regione di Mukayris, situata ad Al-Bayda, nei prossimi giorni per rallentare la loro avanzata verso la città di Marib.
Il 30 marzo, Al-Qaeda ha aperto un nuovo fronte nel distretto di Al-Sawmah ad Al-Bayda, con supporto aereo e significativi rifornimenti logistici dalle forze della coalizione, ma le forze dell’esercito yemenita sono riuscite a porre fine agli attacchi della coalizione.

Al-Qaeda aveva chiamato i suoi sostenitori all’inizio di marzo per combattere a fianco dei combattenti della coalizione Saaudita per impedire alle forze armate yemenite di entrare a Marib.
In precedenza, il Governo di Salvezza Nazionale dello Yemen aveva avvertito della presenza dei gruppi Takfiri Al-Qaeda, Daesh e dei salafiti a Marib, dove, ha detto, stanno combattendo, insieme a mercenari sauditi, emiratini e americani, contro l’Esercito yemenita . .

Special forces USA nello Yemen

Marib è diventata negli ultimi mesi teatro di aspri scontri tra l’esercito yemenita e mercenari al servizio della cosiddetta coalizione a guida saudita che, dal marzo 2015, porta avanti un’incessante campagna di aggressioni contro il Paese più povero del il mondo arabo. La coalizione saudita conta sull’appoggio logistico degli anglo USA e nel paese sono stai visti reparti speciali di forze USA che addestrano e supportano i reparti della coalizione saudita.

Nota: Inoltre le forze aeronavali statunitensi e britanniche concorrono al blocco aeronavale che impedisce i rifornimenti, anche quelli umanitari, alla popolazione yemenita stremata da oltre cinque anni di guerra e sull’orlo di una spaventosa carestia. Quella dello Yemen è stata definita dall’ONU la più grande emergenza umanitaria in questo momento.

Notare che, a mantenere aggressione e blocco sullo Yemen, sono gli stessi statunitensi e britannici che in ogni occasione sproloquiano di “diritti umani”.

Fonte: Hispan TV

Traduzione e nota: Luciano Lago

8 Commenti
  • mario
    Inserito alle 21:17h, 17 Giugno Rispondi

    mi auguro che questi ebrei anglo americani vengono ammazzati tutti
    wrussia cina yemen……………………….

  • ARMIN
    Inserito alle 21:46h, 17 Giugno Rispondi

    I mercenari scemi filoanglosassoni sono stati ANNIENTATI in Siria.
    Nello Yemen la più grossa formazione superstite di Al Qaeda è stata fatta fuori.
    Non ci sono più takfiri, salafiti, wahabiti, (salvo casi sporadici e di poche unità attoniti e demoralizzati),
    SI SONO ESTINTI IN SIRIA!
    La prova è che se ce n’erano ancora, “padroni del vapore”, i gringos, li avrebbero mandati in Libia e Yemen.
    Ma non ci sono più. SONO MORTI, FATTI A PEZZI.
    Auguri.

  • atlas
    Inserito alle 21:49h, 17 Giugno Rispondi

    Laura Boldrini
    @lauraboldrini

    a Salvini dico: sulla libertà di un ragazzo ingiustamente detenuto dal regime di Al-Sisi non si fa propaganda. Dobbiamo lavorare tutti per la sua liberazione. Non si usi questa vicenda per affermare ruoli che non si hanno.

    La mia risposta su twitter: Patrick Zaki è un’apologeta del terrore. Rispetto per tutte quelle Famiglie dei poliziotti e militari e per quei bambini egiziani che hanno perso il papà nella lotta alla fratellanza salafita giudeizzata, che non ha nulla di Islam e che perseguita i cristiani

    • atlas
      Inserito alle 21:53h, 17 Giugno Rispondi
    • Eugenio Orso
      Inserito alle 22:24h, 17 Giugno Rispondi

      Certo che ci vuole sangue freddo per rispondere civilmente a un escremento radical chic globalista travestito da donna come boldrini!
      Io sarei passato direttamente agli insulti …

      Per quanto riguarda la sorte del “regeni egiziano”, pompato mediaticamente perché “verità per giulio” ormai si stava infiacchendo, ti dirò che non me ne importa nulla.
      Però, quell’elemento è al sicuro nelle carceri egiziane di Al-Sisi, che rispetta il diritto … se fosse in libertà, come “giulio” a suo tempo, comandato (e finanziato) a distanza dal mi6 britannico, a questo punto l’avrebbero già squartato, per creare il martire contro Al-Sisi.

      Caro saluti

      • atlas
        Inserito alle 07:44h, 18 Giugno Rispondi

        oh buongiorno Don Eugenio, è sempre un piacere leggerti. Sì, credo fermamente che la maggior parte delle donne serva solo a una cosa e, nel caso in questione quindi, proprio a nulla, nemmeno a cucinare. Muhammad vide molte donne all’inferno, una più, una meno … si attende l’esito. E nel frattempo in democrazia il parassitismo impera

        • Giorgio
          Inserito alle 12:04h, 18 Giugno Rispondi

          Eugenio e Atlas …… condivido pienamente …….

  • ARMIN
    Inserito alle 22:18h, 17 Giugno Rispondi

    Atlas, hai fatto bene.
    Essa ha tanto propagandato il suo nuovo stile di vita, ma mi pare FALLIMENTARE IN TUTTI I SENSI.
    Le cosiddette élite occidentali sono NEGATIVE e PERDENTI.
    Grazie al Fato!

Inserisci un Commento