USA e Cina marciano spediti verso un inevitabile conflitto

di Luciano Lago
Al vertice della Sicurezza tenutosi a Monaco, è stato interessante ascoltare la relazione del segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, il quale ha accusato Pechino di condurre politiche militari ed economiche aggressive a spese di altre nazioni e di “sfidare l’ordine internazionale”.
Sembra quasi incredibile o piuttosto ironico che siano gli USA, la superpotenza che, negli ultimi decenni, ha condotto il numero massimo di aggressioni contro paesi sovrani, trovando pretesti per operazioni militari di invasione, bombardamenti, occupazione e sobillazione di attività insurrezionali per imporre cambi di regime, ad accusare gli altri di quello in cui loro, l’elite di potere di Washington, si sono specializzati al massimo livello.
Gli Stati Uniti sono perpetuamente alla ricerca di un nemico da abbattere, se non bastava la Russia, l’Iran, la Corea del Nord, Cuba o il Venezuela, oggi si stanno accanendo contro la Cina, avendo individuato in questo paese il massimo competitor degli USA sul piano economico e per essere la Cina un paese che manifesta l’intenzione di rompere l’ordine globale stabilito dagli USA.
La risposta allo sconclusionato ed ipocrita discorso del segretario alla difesa di Washington, non ha tardato ad arrivare ed il presidente cinese ha stigmatizzato il ruolo di distruttori e destabilizzatori che gli USA hanno svolto nel mondo ed in particolare in Medio Oriente ed in Asia occidentale.
Se le accuse di Washington fatte da Esper, ma in precedenza fatte in modo analogo da Mike Pompeo, non fossero così minacciose se ne potrebbe anche ridere se non fosse che la situazione dei rapporti sino-USA sta diventando drammatica.
L'”ordine internazionale di cui parla Esper ” in realtà si configura nel militarismo americano aggressivo e nella ricerca ossessiva dell’egemonia globale”. Un ordine internazionale in cui gli USA hanno violato tutte le regole e stracciato tutti i trattati, incluso le risoluzioni dell’ONU, da quelli sugli armamenti nucleari a quelli sul clima o sul commercio internazionale, dichiarandosi paese eccezionale che non è più tenuto a rispettare null’altro se non il proprio interesse egemonico.

Forze di mare della RPC

Nella prassi risulta che di certo sono stati gli Stati Uniti, non la Cina, quelli che hanno minacciato di modificare l’ordine mondiale attraverso le loro aggressive politiche militari, economiche e commerciali.
Basterebbe chiedersi quale è il paese che dispone di centinaia di basi militari sparse in tutto il mondo e centinaia di migliaia di truppe dispiegate nei quattro continenti? Certamente non è la Cina. Chi ha inviato le sue flotte di guerra a migliaia di Km. all’estero per sfidare le nazioni nel loro stesso cortile? Certamente non è stata la Cina. Chi gestisce politiche economiche aggressive a spese di altre nazioni sotto forma di sanzioni coercitive, embarghi e politiche commerciali? Certamente non la Cina .

“Gli Stati Uniti hanno ancora la convinzione di poter imporre un ordine unipolare e credono di poter intimidire il mondo fino alla sottomissione, con l’elite di potere di Washington, intrisa di fanatismo millenarista e messianico, che segue questa politica rimanendo indifferente alla realtà di un mondo che non accetta più questo dominio basato sulla prepotenza e sulla forza.
Questo spiega perché gli Stati Uniti sono stati coinvolti in un’avventura militare dopo l’altra, rovesciando governi di vari paesi, invadendo e occupando una nazione dopo l’altra, utilizzando gruppi terroristi per destabilizzare altre nazioni, con il paradosso che oggi gli USA accusano gli altri dei crimini che commettono a ripetizione.
Tutto questo ha prodotto una perdita di credibilità e di fiducia verso la superpotenza USA ed è il motivo che spinge grandi paesi emergenti e piccoli paesi del terzo mondo a cercare rapporti di cooperazione e tutela con la Cina e con la Russia.
Tuttavia c’è un altro fattore che spinge Washington a contrastare la crescita della Cina, e questo si può individuare nel pericolo che Cina e Russia si siano integrate in un unico blocco antagonista rispetto agli USA ed a questo blocco stanno aggregando quei paesi che vogliono resistere alle minacce ed alle intimidazioni, come la Siria, l’Iran, l’Iraq, il Venezuela e Cuba.
La creazione di questo blocco, con l’integrazione delle risorse militari, industriali, energetiche e tecnologiche, impedisce definitivamente l’ordine unipolare americano e rischia di mettere in crisi anche il signoraggio del dollaro, la vera arma economica e finanziaria che ha consentito agli USA di vivere alle spalle di tutto il mondo e depredare le risorse degli altri paesi. Il fatto diventa intollerabile per coloro che ritengono prioritaria la supremazia degli Stati Uniti sul mondo.

Marines imbarcati sulla flotta USA


Tutto questo rende la situazione internazionale estremamente pericolosa con la possibilità che l’elite di potere statunitense, lo Stato profondo e le lobby dell’apparato industriale /militare, stiano spingendo la Casa Bianca a percorrere la via della guerra preventiva, nell’illusione di neutralizzare il pericolo. Iniziando dalla Cina per poi vedersela con la Russia.
“Nel frattempo la propaganda incessante dei media atlantisti non tralascia occasione per demonizzare Cina, Russia e Iran, le principali potenze antagoniste della egemonia USA. Una continua ed incessante opera di sobillazione interna di attacchi informatici e di sanzioni economiche sono il mezzo tattico di logoramento a cui ricorre l’Impero USA nel tentativo di piegare gli avversari.
Tuttavia questa tattica si sta rivelando inutile e in alcuni casi anche controproducente. La Russia, la Cina l’Iran non si sono fatti intimidire e perseguono la loro strada di sviluppo autonomo e ricorrono ad integrare le forze e le risorse di cui dispongono.
L’Asse della Resistenza si fortifica sempre di più e indica il nemico che ha gettato la maschera, che ricorre alle minacce, all’omicidio mirato per intimidire e che arma la mano dei terroristi per sobillare. L’Impero USA si muove ormai in modo scomposto e tradisce la paura di non reggere la sfida, di apparire sempre di più come una “tigre di carta”.
Il re è nudo e il momento della verità si avvicina.

4 Commenti

  • eusebio
    18 Febbraio 2020

    Le legnate prese in Siria non solo dai terroristi armati ed addestrati dalla NATO ma anche dai turchi, che hanno perso uomini, tanks e blindati, dagli stessi americani presi a calci persino dai civili curdi, nonchè dai sauditi che nello Yemen le prendono dagli Houthi indicano che le attrezzature militari USA sono ormai antiquate e usurate enon hanno più nè le risorse finanziarie nè industriali per rimpiazzarle.
    Nello Yemen gli Houthi un paio di giorni fa hanno abbattuto un Tornado saudita, questo vuol dire che persino gli yemeniti hanno i mezzi per abbattere aerei moderni, e che i sauditi non si fidano ad usare i recenti aerei USA ma preferiscono vetusti aerei europei.
    L’impero americano è morto e non lo sa.

  • Max Dewa
    18 Febbraio 2020

    A Sentire Giulietto Chiesa e gli altri controinformatori dispensatori di sciagure dovremmo essere gia’ sotto Terra da almeno 10 anni , E’ dai tempi di Toto ‘ che si parla del pericolo cinese tutto per tenervi nella paura ,Un buon Gregge di pecoroni fa piacere e’ una comodita’ mica da poco non c’e’ nemmeno bisogno del cane poliziotto , ormai lo spirito fraterno esiste solo per denunciare il vicino o il prof o chi fa su di un muro un Segno contro la giudaglia , quando c’e’ da fare le spiate I delatori non mancano mai invece di cacciare via I buffoni Massoni al Governo li andate a votare ,invece di cacciare impunemente quella malagenia quella Schiatta maledetta errabonda gli Ebrei che sovverte tutto e mente su tutto ve LA tenete come Guida ,persone dalle quali si deve imparare !?!?! diceva Salvini , andiamo Bene ! Coloro che Hanno crocifisso Gesu’ e che sputano sui preti in Palestina sono persone da cui dobbiamo imparare, mai visto un bamba peggio Di Salvini fa a gara con Renzi e LA boldrini

  • Pippo
    18 Febbraio 2020

    Prospettiva terrificante per l’umanità, qualunque sia l’esito di una guerra fra i due. Se prevalgono gli USA imporranno la loro tirannia, la tortura per tutti gli uomini, trasformati in docili robottini, instaureranno il regno delle tenebre per l’eternità, Se vince la Cina, non sarà migliore la situazione.L’etica e la moralità cesseranno di esistere, dominerà il materialismo puro, il vuoto completo, più o meno come adesso, ma con l’aggiunta di una terrificante crudeltà contro qualsiasi forma di vita che non sia umana.Il trionfo della barbarie insomma. (Notizia di questi giorni in Cina, il massacro di centinaia di cani,presi a bastonate per le strade,colpevoli secondo loro di diffondere il coronavirus) .L’ideale è che in una eventuale battaglia finale, si elidessero reciprocamente per sempre, queste due entità malvagie.

  • Kaius
    18 Febbraio 2020

    Preferisco stare sotto chi bastona i cani, piuttosto che stare sotto a chi se li scopa.
    Usa/Canada docet.

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