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Obiettivo Libano

USA, Arabia Saudita e Israele puntano sul Libano per rifarsi della sconfitta subita dai loro mercenari in Siria

di Luciano Lago

Tutti gli analisti e gli osservatori indipendenti hanno dovuto prendere atto che, la vittoria ottenuta in Siria dalle forze dell’asse della resistenza, costituito da Siria e dai suoi alleati (Hezbollah e forze iraniane), ha rappresentato un evento di grande impatto per tutta la regione del Medio Oriente, una avvenimento finalmente positivo ed un balsamo per le popolazioni della Siria, dell’ Iraq e dell’intera regione, una speranza anche per le popolazioni della Palestina e dello Yemen.

La sconfitta dei gruppi mercenari takfiri armati da USA ed Arabia Saudita è indubbiamente un grande progresso ma anche un segnale di allerta per quei paesi che hanno patrocinato il terrorismo nella regione ed in particolare per gli USA, per l’ Arabia Saudita ed i loro alleati che hanno visto fallire i loro piani. Questa vittoria costituisce un avvertimento, nel senso che le forze della resistenza non faranno passare senza reagire le possibili nuove operazioni di sovversione e di destabilzzazione che già si preparano e stiamo parlando di una regione, il Medio Oriente, che è stata destabilizzata in funzione degli interessi strategici, egemonici, economici da parte degli USA, di Israele e dei loro alleati nella zona, sulla base di un preciso piano elaborato dagli strateghi di Washington e di Tel Aviv (il piano di balcanizzazione del Medio Oriente).

Con l’ultima vittoria ottenuta in Siria su Abu Kamal, con l’annientamente dell’ultima sacca dei terroristi dell’ISIS, grazie anche all’appoggio decisivo delle forze aeree russe, senza alcun dubbio si è realizzato un fortissimo successo ed una grande avanzata non soltanto nell’eliminazione del gruppo terrorista ma anche nel consolidamento dell’asse della resistenza (a cui si sono aggiunte le forze sciite irachene) che ha svolto un ruolo trascendentale nella difesa della Siria e che si è imposto come un elemento politico e militare che deve essere tenuto in conto.

Qualunque scenario futuro in Medio Oriente non potrà non considerare questa stretta alleanza costituitasi tra la Siria di Bashar al Assad, il movimento Hezbollah, l’Iran ed i combattenti delle milizie sciite irachene di “Hashd al-Shaabi” che hanno affiancato l’esercito di Baghdad e di Damasco nella guerra al Califfato.
La sconfitta del Daesh (ISIS) segnerà la storia della regione e nonostante questo, le potenze che hanno visto sconfitti i loro mercenari stanno già cercando di screditare l’asse della Resistenza con accuse false di terrorismo, di minaccia alla stabilità ed alla sicurezza di Israele e dei paesi vicini.

Le accuse di terorrismo non debbono meravigliare visto che Washington ed i suoi alleati (G.B., Francia, Arabia Saudita, Israele) si affannano rabbiosamente ad attribuire i peggiori epiteti contro coloro che hanno combattuto e sconfitto i loro mercenari e vanificato i miliardi di dollari spesi in armi ed addestramento per le loro finalità geopolitiche. Washington e Rijad non possono perdonare coloro che si sono impegnati a combattere quei gruppi terroristi che sono stati armati e lautamente finanziati ed organizzati dall’occidente e suoi alleati nella zona, mandando in pezzi il sogno di dominazione e di rovesciamento di governi ritenuti ostili ai loro interessi.

Combattenti di Hezbollah in Iraq

Le forze dell’Asse della resistenza rappresentano oggi una muraglia solida, un argine che non è possibile scalzare facilmente ed è quindi normale che si cerca di screditarle accusando di terrorismo, quando effettivamente coloro che hanno organizzato e finanziato il terrorismo sono precisamente questi paesi, questi governi di Washington di Londra e di Rijad e di Tel Aviv con la loro aggressione contro la Siria, contro lo Yemen (vedi i rapporti dell’ONU) e queste accuse sono parte dell’ipocrisia e del doppio standard di questi paesi che cercano di sviare l’attenzione dalle loro responsabilità. Vedi: UN Report: Saudi Coalition Responsible For Mass Child Deaths In Yemen(Trapelato rapporto ONU: coalizione saudita e omicidi di massa )

In questo contesto si puo considerare la recente mossa saudita di far dimettere il premier Harirri a Rijad per fare pressioni su Beirut e screditare Hezbollah, accusare l’Iran, e da questa mossa, non a caso decisa dopo l’incontro svoltosi tra il principe saudita e il genero ultrasionista di Trump, Jared Kushner, si è intuito che esiste una organizzazione ed un complotto da parte dell’imperialismo, sionismo e wahabismo, la stessa triade che ha destabilizzato lil Medio Oriente e il Nord Africa (Libia).

Senza dubbio qualificare gli altri di terrorismo è come se i governi di Washington, Rijad e Londra si guardassero allo specchio perchè i veri responsabili del terrorismo sono precisamente loro e le armi trovate nei magazzini dell’ISIS, tutte di fabbricazione USA e NATO, sono lì a dimostrarlo.
Queste potenze non si rassegnano alla sconfitta, piuttosto elaborano piani per mandare avanti le loro cospirazioni che cercano ancora di destabilizzare e che puntano adesso sul Libano, considerato l’anello debole della resistenza, quello più facile da aggredire. Non a caso da ultimo, le autorità di Tel Aviv hanno minacciato di far tornare il Libano all’età della pietra come punizione per aver dato appoggio ad Hezbollah ed alla lotta della Siria.

Facile immaginare che queste potenze, USA, Arabia Saudita ed Israele, utilizzeranno altre risorse per riprendersi il controllo della regione, come hanno cercato di fare nel Kurdistan per dividere e indebolire l’Iraq, allineato con la Siria ed Hezbollah, così cercheranno di farlo in altre zone dove hanno il placet di governi fantoccio, come ad esempio in Giordania.

Sayyed Nasrallah ( sullo schermo) parla alle formazioni Hezbollah

Come ha recentemente dichiarato il leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, “la sconfitta del Daesh e dei gruppi terroristi takfiri in M.O. non può lasciare tranquillo l’asse della resistenza, le forze della resistenza devono mantenersi allerta e devono seguire combattendo e devono appoggiare il popolo del Libano, il popolo palestinese, quello dello Yemen, della Siria e certo non possono rimanere con le braccia conserte nè possono aspettare che il nemico si riorganizzi, al contrario bisogna seguitare a combattere perchè il nemico è poderoso e dispone di armi e di grandi risorse finanziarie, di appoggio politico e diplomatico, bisogna ancora combattere perchè la causa è giusta e perchè gli interessi sono giusti e queste società appoggiate dall’asse della resistenza non devono essere abbandonate”.

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  1. Eugenio Orso 10 mesi fa

    Il Libano sembra l’anello debole della catena, perché mosaico religioso e terra di minoranze, storicamente, con un esercito debole e aviazione/difesa aerea praticamente inesistenti (lo testimoniano le continue violazioni israeliane dello spazio aereo libanese).
    Tuttavia, c’è Hezbollah che ha una forza militare – riconosciuta come forza armata libanese – notevole, anche se con pochi effettivi, dotata di carri armati e artiglierie.
    Personalmente credo che nonostante i punti di debolezza, il Libano abbia anche punti di forza. Non solo Hezbollah o la presidenza maronita di Aoun, ma la volontà della maggiornaza della popolazione di mantenere l’indipendenza e l’equilibrio fra le varie comunità, nonché di riacquisire la prosperità perduta dopo la lunga guerra civile ’75-’90 (anche in quel caso fomentata almeno parzialmente dall’esterno), che è servita di lezione.
    Inoltre, Iran e Siria non permetteranno che il Libano cada in preda al caos e alla destabilizzazione armata, essendo la piccola sponda libanese importantissima per loro.
    Non lo permetteranno, perché dopo la sconfitta isis in Iraq e Siria, sono state riaperte comunicazioni terrestri vitali, come quella che va da Teheran alla costa alawita siriana (Latakia/Tartus) e a sud da Teheran a Beirut, passando per Damasco.

    Cari saluti

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  2. GRAF 10 mesi fa

    Ma come si fa a dire che gli USA E ISRAELE SONO STATI SCONFITTI ,MANCO UN MORTO manco un aereo ,cosa centrano I mercenari vengono considerate Bestie ,e i commentatori obnubilati di coglioneria si si gli Americani han perso ,ma DOVE ? ALTRO CHE SCIE STATE DIVENTANDO COME LAPO ,DEI LOBOTOMIZZATI

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    1. Eugenio Orso 10 mesi fa

      Lobotomizzato sarai tu, con lo stampatello da manicomio sparando cazzate ogni due per quattro …
      Cerca di usare la testa – ogni tanto – come cerca di fare la gran maggioranza dei commentatori di questo blog: si intende affermare che americani e israeliani hanno perso una battaglia importante, quella per la Siria e anche quella per l’Iraq. Infatti, non è riuscito il piano israeliano di indebolire i due paesi arabi frantumandoli, né il “caos controllato” Usa.

      Adesso hai proprio rotto i coglioni: non abbiamo bisogno di fanatici messianici, ma di teste pensanti!
      (le scie chimiche se le prenderà in culo tua madre …)

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  3. Eugenio Orso 10 mesi fa

    Invece di scrivere cazzate, concediti un congruo periodo di Otium e prova a riflettere …
    Scrivere di getto, in preda a delirii, spesso non aiuta …

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  4. max tuanton 10 mesi fa

    Ah beh su questo sbaglia vista LA temperatura e’meglio che sia lei a prendersi una vacanza e venir Qui da me a rilassarsi leggevo anche alceste sta passando un periodo di profondo nihilismo anche per lui e’ bene una vacanza LA th……dia fa miracoli ,sawadee kap

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