Unità americana schierata in Colombia per destabilizzare il Venezuela: “Il traffico di droga è un falso pretesto”

di Rachel Marsden.

Una mano invisibile sta facendo la sua parte nelle recenti conflagrazioni tra Colombia e Venezuela? Analisi di Maurice Lemoine, ex redattore capo di Le Monde diplomatique e giornalista specializzato in America Latina, per Le Désordre mondial.

Le FARC sono tornate sulla scena colombiana, nonostante un accordo di pace concluso nel 2016 con il governo.

È l’esercito venezuelano, al confine tra i due paesi , che gli insorti dovrebbero affrontare. Maurice Lemoine, ex redattore capo di” Le Monde diplomatique” e giornalista specializzato in America Latina, spiega chi stanno mobilitando questi dissidenti contro il Venezuela oggi:
“C’è stato un accordo di pace nel 2016 in Colombia tra il governo e le FARC. Questo accordo non è stato rispettato dal governo colombiano: oggi, 276 ex guerriglieri che hanno deposto le armi sono stati assassinati dai sicari governativi. Siamo quindi in relativa pace in Colombia. Al momento della smobilitazione, la maggior parte delle FARC (12.000) si era smobilitata, ma una parte dei dissidenti – che non ha mai creduto in questo accordo di pace – è rimasta nella boscaglia. Alcuni sono rimasti anche nascosti poiché coinvolti nel traffico di droga. La fazione, controllata dai leader storici delle FARC, è tornata alla lotta armata perché gli accordi di pace non sono stati rispettati. L’attuale gruppo, che sta combattendo contro il governo venezuelano, è quello dei delinquenti,

Circa 3.000 soldati sono stati dispiegati nell’operazione venezuelana “Bolivarian Shield”, lanciata il 21 marzo contro i gruppi armati nello stato di Apure.

Reparti delle FANB in Venezuela

Il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino ha detto di rispondere all’aggressione straniera, sottolineando che “i suddetti gruppi sono sponsorizzati dal governo colombiano e dalla Central Intelligence Agency (CIA)”. La Colombia, da parte sua, afferma che si tratta piuttosto di una lotta tra le FARC e il Venezuela per il controllo delle rotte del traffico di droga. Maurice Lemoine qualifica quest’ultima affermazione come uno “scherzo”.

“Se prendi il problema del traffico di droga, il principale produttore di cocaina nel mondo è la Colombia. Il principale consumatore di cocaina nel mondo sono gli Stati Uniti. Il Venezuela è nel mezzo. Il discorso prevalente è che il Venezuela funge da piattaforma per il traffico di droga. Questo è falso: se ci basiamo sui dati dell’amministrazione americana, l’84% delle droghe colombiane lascia la Colombia attraverso la costa del Pacifico, il 7% attraverso i Caraibi e solo il 4% passa attraverso il Venezuela ”.

Mercenari colombiani

I guerriglieri colombiani sono suscettibili di manipolazione? Chi trarrebbe vantaggio da farlo? L’ex redattore capo di Le Monde diplomatique spiega che il Venezuela ha sempre praticato la politica di avere il proprio territorio “pulito”:

“Il Venezuela ha 3.200 km di confine con la Colombia. È sempre stato accusato di ospitare gruppi guerriglieri colombiani, quindi ha sempre ripulito il suo territorio. È un’arma fantastica per coloro che cercano di destabilizzare il governo di Nicolas Maduro

. Ci sono 45 soldati statunitensi della Brigata di assistenza delle forze di sicurezza vicino al Venezuela. Questa unità d’élite è stata attiva principalmente in Iraq e in Afghanistan. Il governo colombiano sostiene che è per la cooperazione bilaterale tra Stati Uniti e Colombia nella lotta al traffico di droga. Questa unità non ha esperienza nella lotta contro il traffico di droga, d’altra parte, ha una grande esperienza nella lotta insurrezionale. La Colombia è lo strumento degli Stati Uniti nella guerra che Washington ha dichiarato per destabilizzare il Venezuela ”.

fonte: https://fr.sputniknews.com

Traduzione: Luciano Lago

9 Commenti
  • Eugenio Orso
    Inserito alle 17:23h, 15 Maggio Rispondi

    E’ evidente a chiunque che i “trafficanti di droga” sono mercenari pagati per infiltrare e destabilizzare il Venezuela, come è altrettanto evidente che 45 yankee (e non 45.000) non potranno impensierire più di tanto le Forze Bolivariane che vigilano il confine.

    Cari saluti

  • Giorgio
    Inserito alle 19:32h, 15 Maggio Rispondi

    I 276 ex guerriglieri delle FARC che hanno deposto le armi e poi sono stati assassinati dai sicari governativi al soldo della Cia …… sono stati degli emeriti stronzi …….
    Illusi e raggirati dalla propaganda su diritti umani, pace, democrazia, parlamentarismo, non violenza ……
    E hanno abboccato all’amo dell’imperialismo consegnando le armi al nemico ……
    Un ennesimo insegnamento della storia ……. quanti ce ne vorranno per capire che l’unico rapporto possibile con gli anglo americani e i loro lacchè è l’annientamento …..
    Altro insegnamento della storia …… meglio morire combattendo infliggendo al nemico perdite più alte possibili …. che morire assassinati dopo aver consegnato le armi …..
    Si spera che la fazione delle Farc che non si è arresa e qualunque altro movimento guerrigliero o di resistenza impari da queste lezioni ……

    • atlas
      Inserito alle 06:49h, 16 Maggio Rispondi

      destra, sinistra, centro, meglio sarebbe dimenticare questi termini, frutto di stagioni passate; spetta a chi crede agire perché ci siano pane e giustizia, ossia dignità, presupposti di un mondo fondato su Dio, Patria, famiglia, comunità, identità, morale e legge naturale. Il fronte di chi non sarà mai domestico. Roberto Pecchioli

  • Giorgio
    Inserito alle 19:38h, 15 Maggio Rispondi

    Segnalo alla REDAZIONE che nella Home page non compare il corretto numero dei commenti effettivamente presenti negli articoli.
    In alcuni articoli è segnalata la presente di 2 commenti o di nessun commento mentre invece in realtà ve ne sono in numero superiore a quanto segnalato.
    Saluti

    • atlas
      Inserito alle 06:52h, 16 Maggio Rispondi

      eh beh, finchè continuano a cancellare i miei commenti fanno male i conti. Anche perchè un Luciano Lago qualsiasi quando mi esce dallo stomaco non ci rientra più

  • antonio
    Inserito alle 20:19h, 15 Maggio Rispondi

    i pozzi della coca e dell’ oppio sono di proprietà di GB ed USA – la City e Wallstreet sono i padroni del mercato
    i militari sono lì per reprimere avvicinamenti tra Venezuela e il popolo colombiano che vuoleliberarsi dai cagnacci che lo opprimono e lo sfruttano
    è lo stile attuato in Cile edArgentina e in Europa

  • Teoclimeno
    Inserito alle 06:04h, 16 Maggio Rispondi

    La storiella della lotta al traffico di droga, così come quella del terrorismo dell’ISIS, e altro ancora, mi ricordano Fedro e la favoletta sempre attuale di Lupus et agnus: «Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, erano venuti allo stesso ruscello.
    Il lupo stava più in alto e, un po’ più lontano, in basso, l’agnello.
    Allora il malvagio, incitato dalla gola insaziabile, cercò una causa di litigio.
    “Perché – disse – mi hai fatto diventare torbida l’acqua che sto bevendo?
    E l’agnello, tremando:
    “Come posso – chiedo – fare quello di cui ti sei lamentato, o lupo? L’acqua scorre da te alle mie sorsate!”
    Quello, respinto dalla forza della verità:
    “Sei mesi fa – aggiunse – hai parlato male di me!”
    Rispose l’agnello:
    “Ma veramente… non ero ancora nato!”
    “Per Ercole! Tuo padre – disse il lupo – ha parlato male di me!”
    E così, afferratolo, lo uccide dandogli una morte ingiusta.
    Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti.»

    • Giorgio
      Inserito alle 08:56h, 16 Maggio Rispondi

      E’ quello che fanno tutti i giorni gli anglo sionisti ……

  • ANDREAROSSI DE OERGNA'
    Inserito alle 10:29h, 16 Maggio Rispondi

    hejEmanueleReho! la legge naturale riguarderebbe anche ‘dieta CrueltyFri’ per non ricevere (prima o poi, in questa vita o dopo la morte) la stessa sofferenza inflitta agli animali! / hejTeoclimeno! probabilmente, per non fare la fine dell’agnello come nella tua favola, un primo passo sarebbe non mangiare l’agnello. ad esempio, ValentinaRubini canta QUELLO CHE HAI NEL PIATTO NON E’ AGNELLO DI DIO – LA META’ DI CIO’ CHE MANGI ERA AMICO MIO

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