Di Mohammad Khawajoui
Mentre gli occhi erano puntati su Teheran in attesa della sua posizione sulla risposta americana al piano “di sette giorni” proposto dall’Iran per porre fine alla guerra, il presidente statunitense Donald Trump, impantanato nella ricerca di una via d’uscita dall’impasse in cui la guerra lo ha precipitato, è tornato ad intensificare le sue minacce contro la Repubblica islamica, ripetendo per la millesima volta il suo discorso sull'”annientamento” dell’Iran.
Ciò avvenne contestualmente all’annuncio da parte degli Stati Uniti della partenza della portaerei Roosevelt e del suo gruppo d’attacco, nonché di un gruppo d’assalto anfibio, verso le vicinanze dell’Iran, e a quello che sembrò essere un tentativo americano-israeliano di trascinare la Gran Bretagna in guerra, come dimostrato dal accenno a potenziali minacce iraniane contro gli interessi americani nel Regno Unito.
Sebbene il contenuto della risposta americana alla proposta iraniana non sia stato ufficialmente reso pubblico, fonti a Teheran hanno indicato che Washington esige, prima di qualsiasi concessione – compreso l’allentamento della pressione o la revoca delle sanzioni – che l’Iran riapra lo Stretto di Hormuz e faccia delle concessioni sulla questione nucleare.
Il piano iraniano dei “sette giorni” prevede che le ostilità debbano cessare su tutti i fronti, il blocco marittimo revocato, le vendite di petrolio consentite e l’accesso ad alcuni beni finanziari congelati, con la riapertura dello stretto prevista al termine di questi sette giorni.
Secondo questo piano, i negoziati sul nucleare potranno iniziare solo dopo l’effettiva attuazione di questa serie di misure.
Accettare la proposta iraniana darebbe l’impressione che gli Stati Uniti, dopo aver sostenuto costi militari e imposto un blocco a Teheran, sarebbero costretti a fare concessioni economiche in cambio della semplice riapertura dello Stretto di Hormuz.
Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti ha bisogno di un accordo che possa presentare non come una nuova versione dell’accordo sul nucleare del 2015, bensì come un compromesso molto più rigoroso, in base al quale l’Iran accetterebbe prima restrizioni nucleari verificabili, prima di ottenere un allentamento delle sanzioni.

Pertanto, l’insieme delle prove indica che l’amministrazione Trump, dopo aver sperimentato per quasi un decennio una politica di “massima pressione” e aver sopportato due scontri militari diretti con Teheran, è tornata a “neutralizzare le capacità nucleari iraniane” in cambio di un allentamento delle pressioni finanziarie ed economiche come obiettivo principale di qualsiasi potenziale accordo.
Pertanto, le richieste americane previste in questa fase includono: la cessazione di qualsiasi nuova operazione di arricchimento – almeno fino al raggiungimento di un accordo definitivo –, la definizione del destino delle scorte di uranio arricchito (in particolare dei materiali ad alto arricchimento), la sottoposizione dei siti danneggiati e delle scorte nucleari al controllo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), l’ottenimento di garanzie relative all’attività delle centrifughe e la prevenzione di qualsiasi rinnovata tensione nello Stretto di Hormuz e in altre vie navigabili regionali.
In questo contesto, giovedì Trump ha ribadito il suo rifiuto dell’ultima proposta iraniana per porre fine alla guerra, dichiarando: “Ciò che ho rifiutato un anno fa, non lo accetterò nemmeno oggi”.
In dichiarazioni rilasciate alla rivista Time, il presidente degli Stati Uniti ha previsto un ritorno ai bombardamenti intensivi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre, affermando: “È possibile lanciare nuovi attacchi contro l’Iran. E potrei distruggere l’Iran”, appena un giorno dopo aver dichiarato che la guerra sarebbe finita presto “in un modo o nell’altro”.
Le dichiarazioni di Trump sono coincise con un annuncio fatto da un funzionario statunitense ad Al Jazeera, secondo il quale la portaerei Roosevelt aveva lasciato la base di San Diego con il suo gruppo d’attacco diretto in Medio Oriente.
Il funzionario ha dichiarato che “il gruppo d’assalto anfibio di Makin Island è partito da San Diego alla volta del Medio Oriente lunedì scorso”, aggiungendo che a bordo del gruppo anfibio ci sono “più di 2.000 Marines”.

Ha sottolineato che entro la fine di novembre, 3 portaerei e 2 gruppi d’assalto anfibi sarebbero stati schierati vicino all’Iran, aggiungendo che con un tale rafforzamento delle forze, i comandanti avrebbero avuto molte opzioni per affrontare l’Iran.
Tuttavia, l’Iran non sembra disposto a fare concessioni sul nucleare o a riaprire lo Stretto di Hormuz gratuitamente, rinunciando alla propria influenza in cambio di semplici promesse di allentamento delle sanzioni, soprattutto considerando che l’esperienza del ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare, unita al mancato rispetto degli impegni diplomatici nell’ultimo anno e mezzo, ha ridotto il livello di fiducia nelle loro promesse.
Sebbene sia impossibile affermare categoricamente che il nuovo ciclo di scambi di messaggi tra Teheran e Washington si concluderà con un fallimento, il suo successo rimane circondato da una notevole incertezza.
Pertanto, è importante osservare la reazione dell’Iran alla risposta americana al suo piano, nonché la disponibilità di entrambe le parti ad adeguare le proprie richieste.
In ogni caso, alcuni ambienti politici e di sicurezza in Iran avvertono che una nuova iniziativa da parte di Stati Uniti e Israele verso un’azione militare su larga scala rimane molto probabile.
In questo contesto, Mehdi Mohammadi, consigliere strategico del presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, ha scritto giovedì in un articolo pubblicato sul sito web di Alef che “recenti valutazioni” indicano che gli Stati Uniti, nonostante le loro “esitazioni e timori”, si stanno muovendo rapidamente verso un’azione contro l’Iran.
Mohammadi ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di complicità con gli sforzi del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu per far ripartire la guerra il prima possibile, sottolineando che quest’ultimo sta diffondendo “false informazioni” su nuove installazioni nucleari iraniane agli Stati Uniti e ad alcuni paesi della regione, anche durante la sua recente visita ad Abu Dhabi.
Ha aggiunto che la sua richiesta agli Emirati di incoraggiare Trump a riprendere le operazioni militari “ha ricevuto la loro approvazione”.
Allo stesso tempo, Israele e gli Stati Uniti sembravano intenzionati a coinvolgere la Gran Bretagna nella guerra contro l’Iran.
Netanyahu ha effettivamente dichiarato a Fox News che Tel Aviv aveva fornito a Londra “informazioni che indicavano l’imminente arrivo di un attacco in Gran Bretagna e il suo sostegno da parte dell’Iran”, mentre il Segretario alla Sicurezza Interna degli Stati Uniti, Markwayne Mullin, ha affermato che “gli Stati Uniti hanno discusso con la Gran Bretagna di potenziali minacce iraniane contro gli interessi americani sul suo territorio”.
Fonte: Media
Traduzione: Luciano Lago

5 commenti su “Una portaerei e un gruppo d’assalto anfibio nella regione: gli Stati Uniti respingono la proposta iraniana”
Il punto DEBOLE delle mania americana degli sbarchi, è appunto l’ENORME MASSACRO DEI PROPRI MARINES, che muoiono a caterve. Il nemico, ben posizionato nella difesa, nel territorio, e soprattutto se ci sono alture, colline, scogliere ………………………………….. è in una grande condizione di vantaggio e superiorità, e ne consegue che il rapporto delle perdite dei morti ammazzati è molto a suo favore e a sfavore degli invasori, dato che le truppe degli invasori sono allo scoperto e vengono colpite come locuste………………………………… Gli americani e gli inglesi hanno avuto tante di quelle perdite colossali negli sbarchi della Seconda Guerra Mondiale perché gli ordini dei padroni potevano pretenderle, dato che avevano la grande ANSIA e FRETTA di conquistare il Mondo AD OGNI COSTO !!!! Oggigiorno gli anglosassoni NON hanno più milioni di militari da mandare nelle fornaci ………………………… quindi pochi militari, poco denaro, l’imperialismo anglosassone è TROMBATO.
Allo stato qualsiasi dichiarazione di Platinette di Mar-a-lago… ha stessa valenza di una predizione di mago Otelma!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Mamma, che paura ! Sulla Roosvelt, che arriverà in medio oriente a fine novembre, ci sono “ben” 2.000 marines ! Ricordo che nel 1983 per piegare l’isoletta caraibica di Grenada, dopo che nel 1979 una rivoluzione incruenta portò al potere un governo dichiaratamente socialista e filo castrista, con il pretesto di combattere l’influenza sovietica, adducendo il motivo che tecnici cubani stavano costruendo un aeroporto, ci vollero decine di migliaia di marines, tenuti a lungo in scacco da poche centinaia di eroici combattenti cubani ! Ricordo pure che “l’operazione” fu chiamata “Urgent Fury”, notare la somiglianza patetica con l’attuale attacco all’Iran, denominato “Epic Fury” ! L’invasione voleva essere una sorta di mini rivincita della sconfitta in Vietnam ! Facendo le debite proporzioni per piegare militarmente l’IRAN ci vorrebbero milioni di marines, e pure cosi l’esito non sarebbe affatto scontato ! Consideriamo pure che dal 1983 ne è passata di acqua sotto i ponti, nel senso che il declino USA, in tutti i settori (militare, economico, politico, industriale ecc.), ha preso una piega irreversibile sempre più veloce, come dimostrano abbondantamente i fatti degli ultimi anni e ancora di più quelli in corso sotto i nostri occhi, mentre i suoi rivali geopolitici, Russia, Cina, Iran, Corea del Nord, hanno fatto passi da gigante diventando ormai impossibili da sottomettere militarmente !
A voler essere “complottisti”, si direbbe che “qualcuno” abbia organizzato il presunto attentato alla base aerea inglese di Fairford – per il quale è stato arrestato un 27-enne con cittadinanza britannica e iraniana – e l’incidente occorso sul volo FlyDubai – relativamente al quale Netanyahu sta facendo un chiasso indiavolato cercando di insinuare… “ha stato Iran” – in maniera tale da creare il clima di contorno più favorevole possibile a Sion per convincere Trump che… bisogna proprio annientare l’Iran…
Uffa ! L” Impero USA assieme ad Israele vuole la guerra ad ogni costo contro l” Iran per poter invadere ed occupare l” Iran e RUBARGLI E RAPINARGLI TUTTO IL SUO PETROLIO ed INSTAURARE UNA DITTATURA FANTOCCIO DEGLI USA come in VENEZUELA -UCRAINA-ITALIA-LIBIA- SERBIA-POLONIA -EUROPA -SUDAMERICA-ASIA -AFRICA -ECCETERA -ECCETERA ! Non avete ancora capito che le nazioni USA-NATO-ISRAELE vogliono la guerra ad ogni costo in tutto il mondo per poter conquistare una nazione alla volta tutto il mondo ????? Volete che sia la IA Filo-USA Filo-NATO Filo-ISRAELE a confermarvi ciò che scrivo ????