"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Una guerra con la Corea del Nord consoliderebbe la vacillante presidenza di D. Trump

Il presidente degli USA, Donald Trump, potrebbe avere una sola strada obbligata per salvare la sua Presidenza: scatenare una guerra con la Corea del Nord.
Il portale di informazione “Russia Insider” ha analizzato lo scorso mercoledì le sfide che il magnate statunitense sta affrontando con riferimento alle inchieste giudiziarie che sta dirigendo il giudice dell’alta Corte di Giustizia, Robert Mueller, circa la presunta ingerenza russa nelle elezioni presidenziali che Trump aveva vinto lo scorso Novembre 2016.

Ricordando le critiche che Trump aveva fatto alla politica estera dei suoi predecessori alla Casa Bianca nel corso della sua campagna presidenziale, il media russo indica che l’inquilino della White House ha già compreso che, quando un presidente degli Stati Uniti ordina di bombardare un presunto nemico, la sua posizione nella Presidenza tende a fortificarsi.

Trump ha imparato questo principio, argomenta Russia Insider, dopo aver fatto bombardare la Siria con il pretesto di un presunto attacco chimico dell’Esercito siriano ed aveva constatato come questa azione gli aveva procurato il favore di alcuni dei suoi più ostinati detrattori, come il giornalista Farid Zakaria, il quale, dopo l’attacco, aveva dichiarato: ” Donald Trump si è trasformato nel nostro presidente ieri sera”. Vedi: Youtube.com/Watch
L’operazione era stata realizzata nonostante che il presidente della Siria, Bashar al-Assad, non aveva fatto alcuna minaccia nè contro il popolo nè contro il Governo degli Stati Uniti.

Trump sul piede di guerra

Quanto alla questione della Corea del Nord, l’analisi segnala che, per quanto questo paese non abbia attaccato gli USA ed abbia soltanto minacciato un possibile attacco come misura difensiva di fronte alle minacce di Washington, sembra certo che Donald Trump stia pensando ad un attacco preventivo contro Pyongyang.

Si possono immaginare le lodi che ricevrà Trump dalla stampa dominante e dal sistema mediatico se realmente scatenerà “un fuoco ed una furia mai vista nel mondo” contro una nazione che è stata rinchiusa in una Guerra fredda con gli USA dal decennio del 1950? “Qualcuno può credere che ci sarà un qualche esponente democratico o repubblicano che si senta realmente preoccupato contro un presidente che avrà salvato la Costa Occidentale degli States da un possibile missile nucleare nordcoreano? Credono forse che il popolo statunitense si indignerà per l’enorme numero di morti o per le ramificazioni geopolitiche della guerra nella penisola di Corea per le relazioni con la Cina e la Russia?”, questiona l’articolo di Russia Insider.

Missile balistico della nord Corea

Alla fine, l’analista esprime la sua speranza che non si vada a sacrificare la vita di milioni di persone per il bene dei numeri delle inchieste su Trump e per il suo posto nella Storia.

Fonti: Hispan Tv

Russia Insider

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

*

code

  1. alessandro farolfi 4 mesi fa

    O ragazzi,mi rivolgo a quelli di voi che pensate sia imminente un attacco USA alla RDPdK,leggetevi quello che scrive Gianandrea Gaiani,forse con Andrea Nativi i migliori esperti militari, Italiani,Gaiani è fondatore e titolare del sito Analisi Difesa e su questo”bruciante argomento”,ha scritto un articolo sul suo sito,qui,x approfondire:
    http://www.analisidifesa.it
    leggetevi l’articolo intitolato,
    Si fa presto a dire”attacco preventivo”(alla Corea del nord)
    ps
    c’è anche il seguito dal titolo:
    Kim ha le testate nucleari x i suoi missili balistici?
    un saluto,spero ottimista!
    Alexfaro

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. annibale55 4 mesi fa

    Io credo che stavolta gli USA ci lasceranno le penne. 1) La Corea del Nord confina con Cina e Russia!?; 2) Gli USA non sono benvoluti in Giappone e Corea del Sud; 3) La corea del Nord si sta preparando a questa evenienza da 60 anni in quanto conosce mooolto bene il valore in senso spregiativo dei soldati americani. Auguri!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. mardunolbo 4 mesi fa

    La superficialita´demenziale degli americojons, e´conosciuta, ma supera ogni soglia quando e´in gioco un potere stabilito negli Usa.
    In questi tempi concorrono vari fattori a rendere ancora piu´instabile la zucca americojons.
    A l’economia non in buona situazione: cio´ha sempre spinto all’opzione militare per risolvere il problema.
    B La debacle in Siria dopo anni di spese e di istigazioni di mercenari, alimenta rabbia e desiderio di rivincita negli Usa.
    C Il terrore di perdere il dominio mondiale sia militare sia economico, fa andare in panico la zucca degli incapaci.
    D Un presidente sempre in bilico di essere estromesso, lo rende piu’ nervoso e piu’ sensibile alle argomentazioni che lo spingono a mostrare la sua forza.
    E la sua “lungimiranza” si e’ vista nell’approccio in Arabia Saudita quando ha nominato l’Iran come fautore di crisi e di destabilizzazione terrorista.
    Questi fattori insieme sono altamente esplosivi e basta poco per fare detonare la demenzialita´ americana che gia´in passato e’ ricorsa a migliaia di morti suoi solo per attivare la “coscienza popolare” che non e’ altro che l’orgoglio presuntuoso, di stampo protestante, di essere “benedetti da Dio” in tutto cio´che possono fare di “forte”.
    Il piccolo grande problema e´che la Corea del Nord non e’ ne’ la Siria, ne’ la Libia e tutta la popolazione e´preparata da anni, militarmente, ad una guerra, e non la temono per nulla.
    Il grande problema e’ che I Serpenti Uniti non sanno cio’ e non lo possono capire, come non hanno mai capito perche’ i vietnamiti combattevano con vecchi fucili e ciabatte ma combattevano per la loro causa nazionale (su cui non sono d’accordo essendo stata ideologia comunista, ma la vittoria di un popolo piccolo ma tenace ha messo fuori uso la macchina bellica Usa, come ora in Siria)

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Walter 4 mesi fa

    Sembra che a questa storia dell’attacco preventivo alla Corea del Nord non ci creda nessuno. Come riportato nell’articolo di analisidifesa.it, citato da Alessandro, una guerra preventiva alla Corea del Nord avrebbe conseguenze devastanti sulla popolazione della Corea del Sud e non solo. Cosa ci guadagnerebbero gli USA? In Corea del Nord non c’è il petrolio, non ci sono risorse da saccheggiare e, in caso (probabile) di sconfitta di Pyongyang, il cambio di regime con ogni probabilità verrebbe gestito dalla Cina. Rafforzare la figura del Presidente non mi sembra un motivo sufficente per scatenare un’inferno, senza peraltro avere la prospettiva di un rientro economico. A quanto dicono gli esperti, il vero nodo della contesa non è la Corea del Nord ma il Venezuela.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. alessandro farolfi 4 mesi fa

      Esatto,caro Walter hai presente il gioco delle tre carte>dov’è l’asso,dovè l’asso!>(ma l’asso non c’è!)la RDPdK raffigura l’asso che in realtà non c’è,o meglio è trasmigrato in Venezuela!
      E’ qui che si gioca il tutto e x tutto di Trump,il quale vuole riportare all’ovile il cd”giardino di casa”cioè il centro ed il sud America!
      La crisi nordCoreana è solo fumo negli occhi di chi guarda,mentre Trump,rapido come il lampo(forse!) gli sfila il portafogli dalle tasche!
      un saluto
      Alexfaro

      Rispondi Mi piace Non mi piace