Una folla di un milione di persone a Baghdad per chiedere la fine dell’occupazione USA nel paese

A Baghdad questa mattina milioni di persone marciano nelle strade per richiedere la fine dell’occupazione americana nel paese.

Grandi folle si sono radunate nella capitale irachena Baghdad per denunciare la presenza militare degli Stati Uniti nel paese dopo l’assassinio del Tenente Generale Qassem Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis, che era il secondo comando delle PMU irachene, avvenuto presso l’aeroporto di Baghdad in precedenza il 3 di Gennaio.

La rete di notizie irachena al-Ahd ha riferito venerdì che gli iracheni di “tutte le province del paese” si sono radunati in città.

I manifestanti sono stati visti portare striscioni e cantare slogan che chiedevano l’espulsione delle forze statunitensi.
Si prevede che i manifestanti si riuniranno all’incrocio dell’Università di Baghdad nel quartiere di Jadriyah.

Secondo Reuters, prima della fine di giovedì pomeriggio, erano stati installati nuovi posti di blocco in tutta la capitale in previsione del grande raduno.

Anche gli iracheni nella città di Karbala, a sud di Baghdad, sono stati visti salire sugli autobus diretti verso la capitale.

La manifestazione arriva dopo che l’influente religioso sciita iracheno Muqtada al-Sadr ha invitato gli iracheni a mettere in scena “una manifestazione unilaterale, pacifica e unificata per condannare la presenza americana e le sue violazioni” la scorsa settimana.

Il 5 gennaio, il parlamento iracheno ha votato in modo schiacciante a favore di una risoluzione che chiedeva l’espulsione di tutte le forze a guida statunitense nel paese due giorni dopo che Washington aveva assassinato Soleimani e Muhandis.
Parlando giovedì in vista dei raduni previsti, Sadr ha invitato gli iracheni a mobilitarsi e difendere l’indipendenza e la sovranità del paese.

Enorme folla manifesta a Baghdad contro gli USA

“Oh donne, uomini e giovani del paese, è giunto il momento di difendere il paese, la sua sovranità e dipendenza”, ha detto Sadr in un tweet.”Spargi la voce di un futuro Iraq indipendente che sarà governato dai giusti; un Iraq che non conoscerà la corruzione o l’aggressione”, ha aggiunto, invitando gli iracheni ad espellere i “tiranni”.

Vari gruppi di resistenza irachena affiliati alle “”Popular Mobilization Unit (PMU) del paese hanno anche sostenuto la manifestazione anti-americana.

Le forze statunitensi subiranno pesanti sconfitte se si rifiutano di lasciare l’Iraq: ha dichiarato il portavoce del gruppo delle Hashd Sha’abi (forze sciite).

Un gruppo iracheno delle PMU afferma che è pronto a causare gravi perdite alle forze militari statunitensi se queste si rifiutano di ritirarsi dal paese.
Parlando con il canale televisivo libanese al-Mayadeen, Jaafar al-Husseini, portavoce del gruppo di resistenza Kata’ib Hezbollah, affiliato alla PMU, ha affermato che “altri mezzi” saranno usati contro gli americani se non lasceranno l’Iraq.

Il portavoce ha aggiunto che la presenza americana ha portato alla corruzione e all’instabilità nel paese.

In un’intervista con l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, Firas al-Yasser, membro dell’ufficio politico del movimento Harakat Hezbollah al-Nujaba, ha anche affermato che le manifestazioni di oggi hanno segnato “un nuovo capitolo” nelle relazioni del paese con gli Stati Uniti.

Questi ha aggiunto che i gruppi di resistenza irachena sostengono la posizione della leadership religiosa del paese, che non tollera la “teoria della dipendenza e dell’umiliazione” di Washington contro l’Iraq.

“Crediamo di aver raggiunto l’ora zero affrontando gli Stati Uniti”, ha detto.

Muqtada al-Sadr il massimo leader religioso iracheno

Yasser ha aggiunto che l’attacco missilistico dell’Iran alla base di Ain al-Assad nella provincia irachena occidentale di Anbar all’inizio di questo mese è stato un “preludio” all’espulsione delle forze statunitensi dal paese.
Qais al-Khazali, leader di Asa’ib Ahl al-Haq, che fa parte del PMU, ha descritto i raduni di venerdì come una “seconda rivoluzione” un secolo dopo la Grande rivoluzione irachena del 1920.

Gli iracheni avevano organizzato allora manifestazioni di massa contro le forze britanniche che all’epoca avevano occupato l’Iraq.

Nota: La massiccia mobilitazione di oggi a Baghdad è destinata a fornire a Washington il segnale che la popolazione irachena non tollererà più a lungo la presenza delle truppe occupanti statunitensi. Questo significa che , se ci sarà un rifiuto da parte di Washington ad abbandonare il paese, allora inizierà una attività di resistenza e di guerriglia che obbligherà gli USA a prendere una decisione in merito. Il piano americano di dividere l’Iraq in più entità, appoggiandosi ai secessionisti curdi o alle attività terroristiche dell’ISIS per giustificare la propria presenza, è già fallito e non è più sostenibile. Se Washington dovesse decidere di restare comunque, allora dovrebbe inviare centinaia di migliaia dei suoi militari per controllare il paese e rassegnarsi ad un lungo e logorante conflitto. Non sembra che questa sia però una soluzione praticabile nell’anno delle elezioni presidenziali americane.

Fonte: Press TV

Traduzione e nota: Luciano Lago

Inserisci un Commento

*

code