Una crisi perfetta di disumanità

di Olivier Field

Più di 200 giorni dopo l’inizio delle operazioni israeliane su Gaza, una carneficina, accuse di genocidio, e nulla sembra cambiare. Una parte del mondo sta trattenendo il fiato di fronte a quella che può essere paragonata solo a una gigantesca ratonade punitiva, crudelmente pianificata e perfettamente disordinata. L’altra parte lotta per soffocare ogni riflessione, ogni emozione su questo atto di barbarie, ne sostiene attivamente la continuazione delle stragi e criminalizza o minaccia coloro che ne sono indignati.

Nessuno può credere che si tratti di combattere un’organizzazione terroristica, anzi. Per avere il terrorismo servono uomini, armi, odio e una posizione di debolezza politica e materiale. Massacrando indiscriminatamente qualsiasi occupante di questa enclave martoriata, Israele sta forgiando un esercito pieno di rabbia, sedimentando una serie di sostenitori, certamente nascosti ma determinati ad armare future ribellioni e bruciando strategicamente tutti i vantaggi della sua forza sproporzionata.

Hamas, i palestinesi nei loro sogni più sfrenati, non avrebbero mai immaginato un simile regalo da parte dei loro avversari.

La dissolutezza della furia, della violenza e della cieca rabbia vendicativa non ucciderà la causa palestinese, ma le assicurerà un futuro luminoso. Che ironia nell’orrore quando sappiamo che sono decine di migliaia di morti, feriti, amputati, traumatizzati a costituire il terreno di coltura involontario.

Un’intelligence superiore avrebbe fermato il pogrom pochi giorni dopo il 7 ottobre e avrebbe approfittato dello stato di shock di tutti per forzare una soluzione. Il momento è passato. La popolazione israeliana viene risucchiata, d’accordo o meno, in una guerra totale alla quale può solo acconsentire. La storia ne ha dato una bella dimostrazione in Germania… dimostrando anche che possiamo riprenderci; la popolazione attuale, discendente dei tedeschi degli anni ’30 e ’40, rifiutava l’ideologia che devastava il loro paese.

Bambini a Gaza

Anche il sionismo scomparirà e senza che lo Stato di Israele condivida il suo inevitabile destino.

Allora perché accecarsi e perseguire quello che sembra un suicidio collettivo? Ahimè, la sensazione di invulnerabilità che dà la forza onnipotente.

Israele beneficia delle armi nucleari, di una percezione di superiorità assoluta come suo destino manifesto, controlla attraverso la sua diaspora e l’attaccamento della sua comunità il discorso politico al potere in quasi tutti i paesi cosiddetti occidentali, gestisce i media, le leggi, i principali canali dei social network. Perché dovrebbe fermarsi?

Niente in 200 giorni in termini di pressione reale su di loro, nessuna sanzione concreta, una sottomissione quasi perfetta di tutti gli attori politici, mediatici, filosofici, artistici, accademici del mondo sotto l’egemonia americana… E a quanto pare, sempre il succo nell’accusa ostracizzante di antisemitismo solfatata come un diserbante contro le opinioni contrarie.

Alla fine, è forse la percezione di questo atteggiamento suprematista, di questo orgoglio folle che aprirà gli occhi dell’umanità intera, più che questa crisi di disumanità sanguinosa e rivoltante. Avere le leve del potere è una cosa, ubriacarsi fino alla follia, segno della fine.

Fonte: Reseau International

Traduzione: Luciano Lago

6 commenti su “Una crisi perfetta di disumanità

  1. Un peccato capitale mortale. I sionisti sono il virus di una pandemia atlantica. Tutto l’ occidente né e’ malato. E come ogni malato, per quanto forte, arriva il momento di perire. L’ articolo condivide la mia stessa convinzione, non solo sarà rafforzata la resistenza anti israeliana; ma anche l’ isolamento della Nato a livello mondiale. Gl’ ultimi ingressi scandinavi europoidi non cambieranno il declino, né il prossimo decesso.

  2. Eggià…alla luce dei milioni di martiri palestinesi in 100 anni vittime di prepotenti psicopatici… 80 anni fa visse un tale che proponeva leggi razziali e “soluzione finale”. Premettendo che io per natura sono contrario a qualsiasi “soluzione finale” … non so se quel tale fosse pazzo o avesse ragione.

  3. L’entità sionista comincia a pagare il prezzo economico del genocidio di Gaza, oltre 100000 occupanti hanno dovuto lasciare le loro case solo nel nord, i prezzi dei generi alimentari sono saliti di oltre il 30%, il settore turistico ha visto un crollo del giro d’affari dell’80%, oltre 600000 ebrei hanno lasciato la Palestina dopo il 7 ottobre, anche a causa dell’enorme aumento del costo della vita.
    Gli investimenti esteri nell’entità sionista si sono azzerati, il traffico commerciale dei porti di Haifa, Ashdod e Eilat è ai minimi, anche se i suoi oppositori riuscissero a dimissionare il vecchio premier pazzo e ad imprigionarlo, per corruzione e non certo per genocidio, comunque ormai la capacità di sopravvivenza economica dell’entità sionista è forse compromessa per sempre.

  4. San Giovanni d’Acri o Acco per gli israeliani patrimonio dell’umanità è un prezioso angolo del medioevo crociato con i fondaci delle repubbliche marinare,. Cittadella murata assediata tutto intorno alle mura da orrendi condomini dell’edilizia popolare israeliana. Confesso di aver pensato che gente capace di deturpare la bellezza e negare la storia deve essere capace di tutto.

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