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Un membro del Congresso USA richiede il riconoscimento delle alture del Golan come parte di Israele

di Luciano Lago

Non contenti di aver proceduto alla annessione di fatto di Gerusalemme, gli israeliani muovono la loro lobby negli USA per far riconoscere anche l’annessione formale dei territori acquisiti con il conflitto del 1967. Questo è il caso delle alture del Golan siriano, occupate da Israele e mai restituite al legittimo Governo di Damasco.

Risulta infatti che un membro della Commissione Affari Esteri della Camera degli Stati Uniti, Ron DeSantis, ha chiesto a Washington di riconoscere la sovranità israeliana nelle alture del Golan occupate, secondo l’agenzia web di notizie Walla.
Secondo l’agenzia, lo stesso DeSantis aveva partecipato lo scorso lunedì, alla cerimonia per trasferire l’ambasciata degli Stati Uniti nella Gerusalemme occupata (Al-Quds in arabo).

Ron DeSantis ha dichiarato di aver presentato la proposta alla Commissione per gli affari Esteri del Congresso, di cui è membro, giovedì.
DeSantis ha affermato che il trasferimento dell’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme è stato importante per lui come presidente della sottocommissione per la sicurezza nazionale.
“Avrebbe dovuto essere fatto, trasferimento dell’ambasciata Usa”, ha detto. “Questo è un bene per gli Stati Uniti e per Israele”.
DeSantis ha anche dichiarato: “Mi sono interrogato sul prossimo passo da fare, in particolare alla luce della guerra civile in corso in Siria, e dei tentativi dell’Iran di trincerarsi al di là del confine con Israele, è arrivato il momento di appoggiare Israele nel riconoscere la sua sovranità sul Golan”.

Dalla guerra del giugno 1967, l’entità sionista ha occupato circa 1.200 chilometri quadrati delle alture del Golan siriano e ha annesso il territorio nel 1981, mentre circa 510 chilometri quadrati rimangono sotto la sovranità siriana. Nel Golan sono presenti importanti sorgenti d’acqua che riforniscono tutta la zona della pianura ed è stata accertata anche la presenza di gas sotterraneo.

Secondo la legge internazionale, l’altopiano è considerato territorio occupato ed è soggetto alla risoluzione 242 del 1967 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che prevede il ritiro dell’entità sionista dal territorio che occupa. La Siria ha richiesto più volte alle Nazioni Unite la restituzione dei propri territori da parte di Israele, senza mai ottenerla.

Netanyahu sulle Alture del Golan

Il Governo israeliano aveva già manifestato l’intenzione di annettersi la zona del Golan siriano ed aveva proceduto illegalmente ad istallare colonie nella zona, suscitando le proteste degli abitanti siriani da sempre residenti in quei territori. Si comprende che l’annessione dei territori rientra nel vecchio piano della “Grande Israele” che risulta essere un chiodo fisso della destra israeliana a cui appartiene l’attuale dirigenza di Tel Aviv.

Tutte le azioni di destabilizzazione dei paesi vicini (in cui è presente la mano di Israele), dal Libano alla Siria all’Iraq, rientrano in questo piano che consentirebbe ad Israele di appropriarsi di altri territori. Naturalmente le autorità israeliane avanzano sempre il pretesto della “sicurezza di Israele“, con cui giustificano le loro azioni di bombardamenti, invasioni ed annessioni di territori di altri paesi (Libano, Siria, Cisgiordania).

Non è escluso che il presidente Trump, sensibile come nessuno mai alle richieste di Bibi Netanyhau e di suo genero, l’ultra sionista Jared Kushner, voglia presto ottemperare anche questa nuova richiesta di Israele che suona come una ulteriore provocazione per i paesi arabi.

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  1. Fabio franceschini 5 mesi fa

    Beh ha una logica .

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  2. Anonimo 5 mesi fa

    Il cane bastonato si allontana e abbaia , la salva di missili siriani di qualche settimana fa sul Golan è un’avviso di sfratto .I banditi ebraici e i Banditi Uniti D’America hanno libertà di abbaiare a lungo ,e se meglio credono minacciare .

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  3. Horus 5 mesi fa

    Pensando di aver preso Gerusalemme e al aqsa (che non e’vero perche lo status rimane invariato) fantasticano di prendersi il Golan che e’della Siria e che ha uno status che rimane anche esso invariato.
    A forza di fantasticare rimarranno senza quel pezzo di Palestina rubato ma in cui qualche diritto lo hanno ancora non si sa per quanto.

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