Un gruppo di 50 generali e diplomatici in pensione sollecitano gli Stati Uniti a riprendere l’accordo con l’Iran


Nella petizione presentata alla Casa Bianca si afferma che il rientro degli USA nell’ accordo nucleare contribuirà a stabilire una più ampia
strategia nazionale degli Stati Uniti per il Medio Oriente.

Gli Stati Uniti dovrebbero rientrare nell’accordo nucleare iraniano. L’accordo nucleare del 2015, noto come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), poneva limitazioni al programma nucleare iraniano che garantiva che non sarebbe stato usato per sviluppare armi, migliorato l’intelligence americana sul potenziale sviluppo futuro e migliorato significativamente la sicurezza del Stati Uniti e nostri alleati.

In seguito al ritiro degli Stati Uniti dall’accordo, la continua conformità dell’Iran non è garantita e i benefici derivanti dall’accordo rischiano di essere persi. Rientrare nell’accordo sul nucleare iraniano fa avanzare gli interessi nazionali degli Stati Uniti garantendo che questi benefici persistano e ci consente di lavorare più strettamente con i nostri alleati europei per garantire che l’Iran non ottenga mai armi nucleari.

Motivi per il rientro:

L’Iran sta rispettando l’accordo. In un recente rapporto, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha confermato la conformità dell’Iran all’accordo nucleare del 2015, nonostante il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo e la reistituzione delle sanzioni economiche. La costante adesione di Teheran all’accordo dimostra l’impegno del governo iraniano nei confronti del suo impegno iniziale.
Secondo i regolamenti JCPOA, l’impresa iraniana non ha l’attività di sviluppo di armi nucleari necessaria per produrre un dispositivo nucleare ed è soggetta a un monitoraggio internazionale senza precedenti.
I nostri alleati europei sono fermamente impegnati nell’accordo. In una recente dichiarazione, il Consiglio dell’Unione europea ha espresso “un impegno risoluto e un sostegno continuo” per l’accordo con l’Iran, che considerano “un elemento chiave dell’architettura globale di non proliferazione nucleare e un risultato della diplomazia multilaterale”.
Il rientro nell’accordo nucleare contribuirà a stabilire una più ampia strategia nazionale degli Stati Uniti per il Medio Oriente. Condanniamo le continue attività missilistiche balistiche dell’Iran, le violazioni dei diritti umani e il sostegno al terrorismo (?), in quanto rappresentano minacce per gli Stati Uniti e la regione. Riaffermare la leadership in questo settore migliorerà la capacità degli Stati Uniti di sviluppare e condurre uno sforzo multilaterale per contenere la minaccia iraniana.

Missili iraniani in bunker sotterranei


Dobbiamo ricordare che l’accordo iniziale era uno sforzo strategico, a lungo termine e ad alto rischio incentrato su un unico obiettivo: prevenire un programma iraniano di armi nucleari. Il rientro dell’accordo e la revoca delle sanzioni miglioreranno notevolmente la capacità degli Stati Uniti di negoziare miglioramenti e ci consentiranno di affrontare le nostre preoccupazioni con l’accordo esistente.
Questa dichiarazione è stata organizzata dall’American College of National Security Leaders.

Contrammiraglio Sandy Adams, USN (ritirato)

Generale di brigata Clara Adams-Ender, USA (ritirato)

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Generale di brigata Ricardo Aponte, USAF (in pensione)

Vice Ammiraglio Don Arthur, USN (in pensione)

Contrammiraglio Jamie Barnett, USN (in pensione)

Generale di brigata Donald C. Bolduc, USA (ritirato)

Ambasciatore Susan Burk, in pensione

Generale di brigata Stephen A. Cheney, USMC (in pensione)

Contrammiraglio Christopher Cole, USN (in pensione)

Maggior Generale Peter S Cooke, USA (Ritirato)

Vice Ammiraglio Dirk Debbink, USN (Ritirato)

Generale di brigata James H. Doty Jr., USA (in pensione)

Major General Paul Eaton, USA (Ritirato)

Maggior Generale Mari K Eder, USA (Ritirato)

Generale di brigata Robert Felderman, USA (in pensione)

Vice ammiraglio Michael Franken, USN (in pensione)

Tenente generale Walter Gaskin, USMC (in pensione)

Contrammiraglio Stephen Glass, JAGC, USN (in pensione)

Ambasciatore Thomas Graham, in pensione

Vice Ammiraglio Kevin P. Green, USN (Ritirato)

Maggior generale Richard S. Haddad, USAF (in pensione)

Maggiore Generale Bob Harding, USA (Ritirato)

Ambasciatore William Harrop, in pensione

Generale di brigata Don Harvel, USAF (ritirato)

Major General Sanford E. Holman, USA (Ritirato)

Ambasciatore Richard Holwill, in pensione

L’ambasciatore Vicki Huddleston, in pensione

Generale di brigata David R. Irvine, USA (ritirato)

Tenente generale Arlen D. Jameson, USAF (ritirato)

Tenente generale Claudia Kennedy, USA (in pensione)

Ambasciatrice Laura Kennedy, in pensione

Ambasciatore Patrick Kennedy, in pensione

Ambasciatore Jimmy Kolker, in pensione

Ambasciatore Daniel Kurtzer, in pensione

Major General Dennis Laich, USA (Ritirato)

Maggiore generale Steven J. Lepper, USAF (ritirato)

Major General Randy Manner, USA (Ritirato)

Ambasciatore Edward Marks, in pensione

Generale di brigata Carlos E. Martinez, USAF (ritirato)

Generale di brigata J. Scott O’Meara, USMC (in pensione)

Contrammiraglio David Oliver, USN (in pensione)

Maggiore generale Gale S. Pollock, USA (ritirato)

Contrammiraglio Harold Robinson, USN (ritirato)

Generale di brigata John M. Schuster, USA (ritirato)

Contrammiraglio Michael E. Smith, USN (in pensione)

Brigadier General Paul Gregory Smith, USA (Ritirato)

Segue la lista dei firmatari….

Fonte: The National Interest

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