Un forte richiamo alla realtà per Washington arriva dalla Cina


di Luciano Lago

Mentre tutta l’attenzione è puntata sulla crisi ucraina e la pretesa “minaccia di invasione russa”, un segnale inaspettato arriva dalla Cina in grado di spostare tutta la concentrazione degli strateghi di Washington dallo scacchiere europeo a quello dell’Asia- Pacifico.
La Cina ha messo a punto una manovra imprevista, che ha finalmente chiarito agli Stati Uniti che il confronto con la RPC, e non un conflitto per l’Ucraina, deve essere la loro priorità.
Soltanto un paio di giorni fa l’aviazione cinese, con 39 caccia bombardieri, ha volato nello spazio aereo taiwanese più volte al giorno suscitando allarme nel sistema delle difese dell’isola. In effetti, a Washington iniziano a rendersi conto che il problema principale per gli americani in questo momento è l’espansione della Cina.

Questa superpotenza si trova nella regione dell’Asia-Pacifico che, in termini di priorità, è molto più importante per gli Stati Uniti rispetto all’Europa orientale. Questa priorità si rileva non solo rispetto all’Ucraina, ma all’Europa orientale nel suo insieme”.
Per il ruolo degli Stati Uniti e la loro pretesa di egemonia globale, il ​​confronto con la Cina non è solo una questione di prestigio e di lotta per tale leadership mondiale. In effetti, questo grande competitor con la potenza americana sta già diventando una questione di semplice sopravvivenza.

Spiegamento di forze cinesi in esercitazioni


La elite di potere USA inizia a essere consapevole che, nelle circostanze attuali, risulta di fondamentale importanza che gli Stati Uniti risolvano al più presto tutte le divergenze con la Russia in modo che questa non abbia il tempo di raggiungere accordi con la Cina che sono pregiudizievoli per la parte americana.
Anche per questo Washington deve farà di tutto per impedire la saldatura del blocco Russia-Cina. Questo blocco sarebbe esiziale non soltanto per gli equilibri militari favorevoli a Washington ma anche per gli interessi economici e finanziari della supepotenza americana.
Competere con questi due rivali assieme, potrebbe avere effetti negativi sul sistema del dollaro, con il rischio di far crollare tutto il sistema che gli americani hanno costruito sulla comunicazione e la cooperazione con i paesi creditori, senza il cui apporto non possono finanziare il loro enorme debito e svilupparsi economicamente, questo è di facile comprensione.

Per tale motivo nei circoli di Washington, dopo accese discussioni, iniziano a pensare che sia preferibile trovare una interazione con la Russia piuttosto che far spezzare la corda già tesa pericolosamente oltre ogni limite.
Da vari indizi possiamo capire che gli strateghi americani sono direttamente interessati nello sbarazzarsi dell’Ucraina il prima possibile, essendo questa un onere che lega loro le mani. Trovare un accordo con i russi prima che sia troppo tardi.
Una partecipazione diretta degli Stati Uniti ad un conflitto in questa zona sembra ormai esclusa, a parte i vuoti proclami e promesse fatte al patetico presidente ucraino Zelensky. Sarà quest’ultimo che rischia di rimanere con “il cerino in mano”, dopo aver fatto di tutto per incendiare la situazione.
Di fronte ai nuovi tentativi della Cina di dichiarare il proprio potere in termini politico-militari o economici, gli Stati Uniti sono sospinti a passare rapidamente dal tema ucraino alla soluzione di questioni relative allo scacchiere Asia-Pacifico e concentrare in quell’area le proprie forze.

Questo spiega il cambiamento nei commenti della propaganda dei media USA sull’Ucraina che stanno iniziando a criticare il governo di Kiev per le sue posizioni e rilevando la corruzione e la incapacità dei politici ucraini di risolvere i problemi gravissimi che affliggono quel paese (causati in buona parte dagli USA).
Di sicuro ogni azione conflittiva di Pechino nell’area di Taiwan o dell’Indo Pacifico ha l’effetto di alleggerire la tensione sull’Ucraina da parte di Washington, con beneficio della Russia che può meglio rispondere alle mosse della NATO in modo appropriato.

Puti e Xi Jimping alla riunione dello SCO nella pausa pranzo


Il vero problema per gli Stati Uniti è che sia Putin che Xi Jinping hanno individuato da tempo il loro punto debole e sembra che stiano agendo di concerto fra loro. Questo non mancherà di creare qualche forte mal di testa allo staff di Biden e della sua corte di personaggi, come Blinken, Sullivan e la Nuland, che sono poco capaci di muoversi con lungimiranza.
Tenere testa ai due rivali di notevole abilità stategica sarà molto dura per Washington e ci saranno sorprese su entrambi gli scenari ma i più diretti, possiamo indovinare, saranno sull’Ucraina dove le aspettative degli statunitensi di coinvolgere facilmente Mosca nella trappola ucraina sono andate al momento deluse. Putin è troppo astuto come giocatore di scacchi per farsi mettere con le spalle al muro dai guerrafondai di Washington.
Gli sviluppi saranno interessanti e, probabilmente, saranno anche sorprendenti quando l’astuzia supera la forza.

1 Commento
  • Nexus
    Inserito alle 14:44h, 31 Gennaio Rispondi

    Non ci sono molte possibilità per gli jankee… non hanno una visione strategica ne di breve ne di lungo periodo.
    Sono abituati,quando va bene, a giocare a dama (ma se si accorgono che stanno per perdere la partita sanno soltanto dare il giro al tavolo da gioco).
    I russi invece sono grandi maestri negli scacchi
    I cinesi lo sono nel “go”: un gioco strategicamente altrettanto complesso..
    Un proverbio coreano dice che nessuna partita di “go” è mai stata giocata due volte,
    Questo è verosimile in considerazione del fatto che vi sono 2,08 × 10 elevato alla 170ma diverse posizioni possibili.

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