Ucraina nella NATO? Quando Kiev diventerà una testa di ponte per un’invasione alla Russia

Di Nikolaj Protopopov
Fonte: Ria.ru/

La graduale rinuncia ai fucili d’assalto Kalashnikov, la partecipazione a esercitazioni congiunte, lo scambio d’informazioni d’intelligence – politici e generali ucraini sono molto rincuorati dallo status di “partner speciale” della NATO. Secondo loro, questo avvicina molto all’adesione all’Alleanza. Ecco, su Ria Novosti, quali sono le prospettive che effettivamente si stanno aprendo per Kiev:

Sogni d’aver un forte protettore
A gennaio l’Ucraina ha chiesto alla NATO lo concessione dello status di “partner speciale” con “possibilità allargate”. A giugno la richiesta è stata accolta. A Kiev esultano. Ma quali sono queste “possibilità allargate”? Innanzitutto, la partecipazione alle manovre dell’Alleanza Atlantica, alle quali in precedenza le forze armate ucraine non erano autorizzate. Inoltre, uno scambio più rapido e approfondito dei dati d’intelligence. La Verkhovna Rada si è già occupata dei dovuti aggiustamenti del quadro giuridico, compresa la legge “sull’intelligence”.


Il Ministero della Difesa ucraino ha inoltre richiamato l’attenzione sul fatto che il partenariato “fornirà l’accesso a esperienza avanzata e alla prioritaria omologazione di forze e mezzi”. Kiev potrà apportare il proprio contributo alla pianificazione delle operazioni della NATO e gli specialisti ucraini avranno il diritto di ricoprire mansioni nella sede centrale e in altre strutture dell’Alleanza.
Verrà estesa la cooperazione nel contrasto alle minacce informatiche, al terrorismo internazionale e alla criminalità organizzata.
La NATO attua il programma EOP (Enhanced Opportunities Partner) dal 2014. Svezia, Finlandia, Australia, Georgia e Giordania ottennero lo status di “partner” in quell’anno. L’obiettivo principale è migliorare l’interoperabilità delle truppe. Misure concrete sono stabilite per ciascun paese in base alle singole esigenze nazionali.

Una testa di ponte predisposta
Kiev ritiene che lo status di “partner” dia prova di “grande importanza del paese per l’intero blocco”. Suppone che ora sia garantita l’adesione a pieno titolo all’Alleanza.
Tuttavia, come notano gli esperti intervistati da RIA Novosti, ciò è molto lontano dalla realtà.
“Di un rapido ingresso dell’Ucraina nel blocco Atlantico, non è da un anno che se ne parla” – afferma Artem Kureev, esperto militare del club analitico Valdai – “La NATO, continuamente escogita per Kiev una sorta di mosse-PR. Lo status di “partner allargato” ne è un chiaro esempio. Nei fatti, l’Ucraina ancora per molto non sarà in grado di soddisfare i criteri dell’Alleanza. Sia Bruxelles che Washington ne sono ben consapevoli”.

Secondo i dati ufficiali ucraini, la spesa pubblica per la difesa è pienamente conforme al richiesto: 5,4 per cento del PIL (nel 2019). Tuttavia, secondo gli esperti, le Forze Armate Ucraine non verranno inserite nella NATO.
“D’altronde, questo non è il problema principale. Di gran lunga più importante è che la NATO non accetti paesi con problemi territoriali irrisolti e conflitti sotto le braci” – sottolinea Kureev – “L’Alleanza non ha bisogno di Kiev. Bruxelles ha già abbastanza dolori alla testa, ad esempio, quelli con i greci e i turchi. E i contrasti tra Berlino e Washington non migliorano la situazione”.

Un altro dato è evidente: all’Ucraina è stato assegnato lo status di “partner” esclusivamente per precisi interessi. Il Sc.D. in scienze militari Konstantin Sivkov è sicuro che ciò sottintende automaticamente allo spiegamento di un contingente militare dell’Alleanza nel paese.

Il presidente ucraino Zelensky con Stoltenberg, segretario NATO


“Saranno ora in grado di condurre azioni militari dal territorio ucraino” – ha spiegato l’esperto – “E nello stesso tempo senza alcun obbligo da parte della NATO. Vale a dire, in caso d’ipotetica aggressione, non interverranno a favore di Kiev. Quindi queste sono condizioni abbastanza d’asservimento. Alle Forze Armate Ucraine consentiranno la partecipazione ad esercitazioni congiunte, le faranno addestrare, forniranno loro assistenza. Come in Georgia che non è ancora stata ammessa all’Alleanza. Ricordiamo come andò a finire per Tbilisi durante l’attacco all’Ossezia del Sud: la NATO non alzò un dito”.

Senza perdere le speranze
Nonostante ciò, l’Ucraina post-Maidan sta lottando per unirsi all’Alleanza. Nel dicembre 2014, la Verkhovna Rada introdusse contemporaneamente due leggi: abbandonò lo status di “non allineato” del paese e promise di garantire la piena compatibilità delle proprie forze armate con quelle della NATO.
Al Ministero degli Esteri russo ritengono che Kiev sia diventato “partner” della NATO esclusivamente per ragioni politiche.
“Qualunque cosa la NATO abbia da dire su questa decisione, il sottofondo politico è ovvio nelle condizioni in cui Kiev sabota apertamente l’attuazione degli accordi di Minsk, di questo l’Alleanza stessa ne ha parlato più volte, e continua a condurre la guerra nel Donbass. Questo, semplicemente, non può essere valutato diversamente, se non come un incoraggiamento intenzionale su un simile percorso distruttivo delle autorità ucraine”, ha dichiarato la rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri russo Maria Zakharova.

Maria Zakarova portavoce della Russia


Ha aggiunto che il nuovo status dell’Ucraina nella NATO non influenzerà la risoluzione del conflitto armato nel sud-est del paese.
Allo stesso tempo, Mosca volge costantemente l’attenzione alla sistematico incremento degli aiuti militari degli Stati Uniti a Kiev. In particolare, il piano di bilancio della Difesa degli Stati Uniti, per il 2021, prevede decine di milioni di dollari per forniture di armi all’Ucraina.
“Si prevede addirittura di sviluppare un programma di assistenza completa per lo sviluppo delle Forze Armate Ucraine”, ha affermato il Ministero degli Esteri russo. “Evidentemente, gli Stati Uniti sono determinati ad utilizzare il conferimento all’Ucraina dello status di “partner” della NATO con “possibilità allargate” per consolidare la loro influenza sul settore della difesa del paese. Washington attivamente ha sempre spinto Kiev verso la riforma delle strutture di sicurezza e la transizione del complesso militare-industriale proprio verso gli standard NATO”.
Con tali azioni, Washington, in sostanza, sostiene il “partito della guerra” a Kiev e incoraggia il percorso delle autorità ucraine verso il sabotaggio degli accordi di Minsk e il proseguimento delle ostilità nel Donbass.

Fonte: https://ria.ru

Traduzione di Eliseo Bertolasi

2 Commenti

  • atlas
    6 Agosto 2020

    non vi entrerà mai. Avanti in questo senso non si va, parola di Putin non di Di Stefano

  • Paolo Deguddu
    6 Agosto 2020

    mica lo decide Putin o Atlas

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