Uccidi il giornalista regola il volume. Il petrolio ed il business prima di tutto…..

di  Luciano Lago

Dopo che anche la CIA ha dovuto confermare, viste le prove inoppugnabili, la responsabilità diretta del principe Bin Salman, quale mandante nell’assassinio del giornalista Khasoggi, lo stesso Trump si è dovuto arrampicare sugli specchi per coprire il suo amico e compare di famiglia con cui ha realizzato i sui affari, affari sporchi di famiglia. Le sue giustificazioni sono apparse infantili e per nulla credibili.

Gli ambienti vicini a Trump stanno cercando di costruire una relazione sui fatti che porti alla responsabilità di una “testa di legno” su cui addossare la responsabilità, scagionando il principe ereditario Bin Salman, nonostante il rapporto della CIA.

Allo stesso tempo la Turchia sta cercando di usare la morte di Jamal Khashoggj, ucciso nel consolato saudita di Istanbul, per rafforzare la sua posizione di leader del mondo sunnita, in contrasto con le ambizioni dei sauditi, mentre gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita cercano il modo di non lasciargli campo libero.

Al prossimo vertice del G20 in Argentina, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan potrebbe incontrare il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, sospettato di essere il mandante dell’omicidio del giornalista saudita Jamal Khasoggji che è stato assassinato nel suo consolato generale a Istanbul. Ankara insiste sulla sua versione dell’omicidio intenzionale del giornalista giornalista, afferma che Riyadh non collabora sufficientemente con la parte turca nelle indagini, e chiede che questo diventi un caso internazionale. Secondo gli esperti, questo caso entra a fare parte del gioco di ricatto della Turchia contro gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, e la Russia è coinvolta in questo gioco.

Nei media turchi, ci sono tutti i nuovi dettagli dell’omicidio, incluse le raccapricianti registrazioni delle modalità dell’omicidio con squartamento incluso ed a suon di musica pe coprire le urla del disgraziato giornalista.
Di sicuro il modo goffo e grossolano in cui Trump ha cercato di coprire l’amico principe saudita ha destato molte perplessità e forti critiche in tutto il mondo, incluso all’interno degli USA. Come effetto di questo caso, è precipitato in basso Il livello morale percepito di una amministrazione USA che si erge a parole a difendere “i diritti umani e la democrazia” mentre di fatto copre il peggiore stato canaglia della regione ed i suoi crimini, soltanto per salvaguardare gli interessi personali .

“Se vuoi che i prezzi del petrolio salgano a $ 150 al barile – con la Russia, a proposito, che ne sarebbe molto felice – l’unica cosa che devi fare è rompere i nostri rapporti con l’Arabia Saudita”, ha detto Trump. Inoltre, il presidente ha definito l’Arabia Saudita un alleato strategico degli Stati Uniti nella lotta contro l’Iran. Quest’ultimo paese, dall’attuale amministrazione degli Stati Uniti, viene considerato il suo principale nemico di politica estera. Al contrario il governi di Israele, che mantiene strtti vincoli di collaborazione con il governo saudita, non ha proferito parola sul caso.

Le azioni (o tweet) di tre persone – il presidente Donald Trump, il presidente Vladimir Putin e il principe ereditario Mohammed bin Salman – saranno quelle che determineranno il prezzo del petrolio nel 2019 e oltre. Tuttavia, ognuno di loro persegue i propri obiettivi “, questo il commento di alcuni analisti.

Trump con il principe Bin Salman

Si rileva che, Sebbene le relazioni formali tra l’Arabia Saudita e la Russia e con gli Stati Uniti siano relativamente buone, quelle tra la Russia e gli Stati Uniti sono francamente pessime, la combinazione degli interessi petroliferi di questi tre principali paesi produttori di petrolio del mondo è molto più complicata delle loro relazioni interstatali.

Se si deve definire questa situazione ed i contrasti di facciata che emergono fra i protagonisti , quella a cui stiamo assistendo è una guerra per bande di delinquenti che corrispondono alle frazioni della elite al potere negli USA e nei suoi alleati sauditi del M.O., analogamente negli EAU che sono associati ai sauditi e parte di questa elite di potere, questi ultimi specializzarti nelle repressioni sanguinose come quella nel Barhein e nello Yemen, anche gli EAU come il Qatar sono paesi che contano con enormi risorse finanziarie derivanti dal petrolio. Ci sono differenze fra di loro che non sono però opposizioni, visto che le relazioni di questi paesi con l’occidente vengono da lontano e risalgono all’epoca della dominazione dell’impero Britannico nel 1917. Le differenze sono soltanto nei metodi utilizzati e nelle aspettative.

L’Arabia Saudita è coinvolta non solo negli omicidi e nelle sparizioni di giornalisti e dissidenti ma anche nel sanguinoso conflitto nello Yemen dove l’aviazione saudita, assieme a quella degli EAU, provoca enormi massacri della popolazione civile con i suoi bombardamenti indiscriminati sulle abitazioni, scuole, mercati, ospedali e persino bus scolari.

L’Occidente era troppo impegnato nel business delle forniture di armi, in primis gli USA, poi la Francia ed il Regno Unito, per accorgersi del carattere sanguinario della monarchia saudita. Soltanto adesso alcuni paesi occidentali, fra i quali la Germania, la Norvegia e la Finlandia iniziano a mettere il veto sulle forniture di armi all’Arabia Saudita a seguito dell’indignazione internazionale per i crimini commessi dai sauditi. Al contrario Washington, Londra e Parigi (Trump, laTheresa May ed Emmanuel Macron ) continuano a coprire il principe sanguinario ed a salvaguardare il loro business miliardario.

2 Commenti

  • Sed Vaste
    24 Novembre 2018

    Si sa che trump e’ un pupazzo in mano agli ebrei ma venendo a casa nostra se guardate il populista sito di Salvini vedrete nella prima pagina premio Irene brin e chi e’? Cosa giustifica con tutti I cazzi di problemi Che avete mettere sta qui ? E’ ebrea e voi coglioni non li capite soon segnali che Salvini vuole dare segnali di sudditanza, servilita canine invisibili all’ incommensurable sua maesta Ebrea , ai piu non dice niente questa Donna giornalista Proprio perche’ non Capite niente ,Salvini e’ un furbone sa chi leccare ,gli Ebrei hanno LA grana solo Loro CE l’hanno chi vuole un prestito deve andare dalle loro banche col cappello in mano e I pantaloni abbassati

  • andrea z.
    24 Novembre 2018

    Dai documenti pubblicati sul web risulta che, secondo il Dipartimento di Stato e le agenzie di intelligence USA, l’avversario strategico più pericoloso dell’area per la potenza americana è la Turchia.
    Quindi il piano degli israeliani e degli Stati Uniti prevede l’isolamento e la distruzione economica dell’Iran e successivamente il recupero sotto la loro influenza della Turchia che, dopo la sconfitta dei militari ad opera di Erdogan, è uscita parzialmente dal loro controllo.
    Per realizzare questo duplice obiettivo l’appoggio degli Stati della penisola arabica è fondamentale, quindi Trump sta solo perseguendo da par suo, e cioè in modo goffo e infantile, gli interessi dell’impero americano.

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