Tutto si muove per un prossimo conflitto sullo scacchiere geopolitico tra USA, Cina, Russia e Iran. Sarà soltanto una guerra ibrida?


di Luciano Lago

Gli avvenimenti che si susseguono a ritmo incalzante sullo scenario internazionale dovrebbero farci capire che è iniziato un gande gioco che in pratica è già una guerra ibrida che gli USA stanno conducendo sulla scacchiera geopolitica contro la Russia e la Cina accusate entrambe di essere una “minaccia esistenziale” per l’America che stanno sottraendo a Washington il suo predominio sulla scena mondiale.
In questi giorni abbiamo visto i voli di prova di attacco missilistico condotti dai bombardieri USA B-52 Stratofortress sul Mar Nero e sul Mar Baltico e l’ingresso sempre più frequente di unità navali della NATO nel Mar Nero in prossimità delle coste russe-come evidente provocazione e segnale di forza contro la Russia.
La NATO ha apparentemente aumentato la sua presenza nel mare di Barents e nel Mar Baltico, con più addestramento di guerra, manovre di combattimento e test missilistici. Questa fase della loro organizzazione aveva lo scopo dichiarato di costruire un complesso sistema di difesa per l’Europa. Del resto, potrebbe facilmente essere inteso come lo sviluppo di un meccanismo per fare guerra alla Russia.

Dall’altra parte sono in corso le esercitazioni militari su larga scala nel sud della Russia, nella zona del Caucaso, ribattezzate ‘Caucaso 2020’, a cui partecipano 80.000 soldati, di cui una parte sono di provenienza della Repubblica Popolare Cinese (RPC) e che vedono anche la partecipazione di contingenti militari di Armenia, Bielorussia e Pakistan, come annunciato dal ministero della Difesa russo. A queste esercitazioni si unirà anche la Marina della Repubblica Islamica dell’Iran ed è pevisto che tali esercitazioni si svolgeranno fino al 26 settembre sia nel Mar Nero che nel Mar Caspio, secondo un comunicato diffuso oggi dall’ambasciata iraniana a Mosca.
Come si legge nella nota, nelle manovre verranno utilizzate le attrezzature militari più avanzate, tra cui munizioni da guerra, sistemi di difesa antimissile, missili ad alta precisione, aerei. da combattimento ed elicotteri, tra gli altri.
Il ministero della Difesa russo ha anche annunciato in una dichiarazione che le esercitazioni includeranno fino a 250 carri armati, 450 veicoli per il trasporto di personale militare e 200 sistemi di artiglieria, tra le altre attrezzature militari.

Foze cinesi e russe esercitazioni


In sostanza è una prova di spiegamento di una armata euroasiatica integrata fra Russia, Cina e Iran con gli alleati del Caucaso che suggella una alleanza e un blocco di fatto creatosi per contrastare le minacce e la politica aggressiva degli USA e della NATO.


Nel frattempo Mike Pompeo, instancabile nella sua ossessione anti iraniana, lancia minacce di blocco totale contro l’Iran, nonostante abbia subito una debacle diplomatica al Consiglio di Sicurezza dell’ONU dove gli USA si sono ritrovati isolati nella richiesta di restaurare tutte le sanzioni contro l’Iran, incluso l’embargo per la vendita delle armi e per l’export del suo petrolio.
La Russia ha già risposto che continuerà a cooperare con l’Iran e che non teme le sanzioni americane che sono ormai per la Russia una arma spuntata. La RPC ha stretto da poco un accordo di cooperazione con l’Iran per 25 anni con la prospettiva di investimenti per 450 miliardi nell’ambito del progetto della Belton Road dove l’Iran diventa il perno asiatico più importante.
Tutto questo è abbastanza per far infuriare il circolo dei neocon di Washington e far innervosire Netanyahu che è deciso a trainare gli USA in una guerra contro l’Iran fino all’ultimo marine.
Washington e Tel Aviv preparano nel frattempo le contromosse e fra queste abbiamo visto il caso Navalny, l’avvelenamento del dissidente, con gravi ripercussioni nei rapporti fra Mosca e Berlino, creato appositamente dai servizi occidentali per provocare una rottura tra Russia e Germania e Russia-UE ed una interruzione del gasdotto Nord Stream 2 che gli americani da molto tempo cercano di sabotare.
Le cose non sono andate come prevedevano gli strateghi americani in Bielorussia, una zona dell’Est Europa dove gli USA hanno subito un nuovo rovescio, visto che speravano di pilotare un cambio di regime (con “rivoluzione colorata” inclusa) per deporre Lukashenko e fare della Bielorussia un nuovo partner in funzione anti russa, in modo simile come avvenuto in Ucraina e in Georgia.
Putin ha “mangiato la foglia” e si è mosso tempestivamente riaffermando l’alleanza fra Russia e Bielorussia e inviando truppe nel paese confinante ufficialmente per esercitazioni ma di fatto per inviare un preciso segnale: non permetteremo una nuova “Maidan”. L’Ucraina da sola basta ed avanza ed è già una minaccia esistenziale per la Russia dato che, di fatto, è divenuta un partner della NATO e nel suo territorio sono presenti forze USA, britanniche e canadesi con armamenti speciali che includono artiglieria pesante, missili e sistemi radar avanzati.
L’Ucraina è il primo obiettivo in caso di guerra e, le autorità militari russe hanno avvertito la controparte ucraina, una mossa falsa e sarete cancellati dalla faccia della terra. Al momento è una guerra fredda fatta di minacce e comunicati ma rischia di diventare a tutti gli effetti una “guerra calda”.

Navi russe a Sebastopoli Crimea


L’interrogativo è quello di sapere non se ma quando inizierà l’offensiva delle forze USA e NATO e in quale parte dello scacchiere Washington preveda di colpire: potrebbe essere l’Iran il primo obiettivo o la Crimea, se gli strateghi neocon decideranno di colpire sul fronte russo o su quello dei suoi alleati Iran e Siria. Ci sono però analisti che prevedono i prossimi colpi di cannone e lanci di missili dal fronte asiatico, nel Mar della Cina Meridionale e nelle vicinanze di Taiwan.
In quel caso sarebbe una offensiva diretta contro la Cina, il primo competitor degli USA su base mondiale che rappresenta però la sfida a un gigante asiatico dotato di armi nucleari. Sarebbe una mossa molto azzardata.
In entrambi i casi, attacco all’Iran o attacco alla Cina, la Russia non rimarrebbe inerte e questa è l’incognita del gioco che lascia dubbiosi gli strateghi di Washington e si può immaginare il dilemma: una guerra contro il blocco Russia-Cina-Iran sarebbe una follia.

Più probabile quindi un aggiramento e una strategia di sobillazione interna da attuare con infiltrazioni di mercenari nelle repubbliche del Caucaso, nello stesso Iran e nelle zone occidentali della Cina, come nello Xinjiang, la regione autonoma uigura dove già i servizi di intelligence anglo USA stanno cercando di sobillare rivolte in nome dei “diritti umani”, naturalmente, un pretesto utile per far trasferire in quella zona i grupi jihadisti già adestrati dalla CIA in Medio Oriente. La solita immancabile strategia del caos prediletta dall’Impero USA.
Come si vede la scacchiera è molto complicata e lascia pochi margini di possibilità per una stabilizzazione, mentre al contrario ci sono tutti i presupposti per lo scatenamento di conflitti che, nella migliore delle ipotesi potrebbero essere di carattere regionale, nella peggiore sfocerebbero in una conflitto mondiale combatuto con armi nucleari.
Questo sarebbe folle, ne siamo convinti, sarebbe una distruzione assicurata per tutti ma folli sono anche le menti degli strateghi neocon che siedono alla Casa Bianca, imbevuti di fanatismo messianico neo evangelico.
Qualcuno sarebbe in grado di fermarli ? Questo il dilemma.

6 Commenti

  • Nicholas
    21 Settembre 2020

    Malgrado siamo in una era tecnologicamente avanzata; però, il metodo del reset economico – finanziario resta sempre uguale : guerra mondiale.
    Gli Usa, premono per una guerra mondiale per risolvere i loro problemi economici. Israele, preme per accaparrarsi il dominio del medio oriente. Ormai, la strada sembra condurre in un solo senso, il conflitto mondiale.

  • Antinia
    21 Settembre 2020

    Come potremmo capire che la guerra sta per scoppiare? Che sua ibrida o mondiale? bombardamenti improvvisi? Carenza di cibo, Paesi ridotti allo sfascio politico ed economico?

  • atlas
    22 Settembre 2020

    e probabilmente questa militarizzazione del civile in Europa potrà servire anche a questo, strumentalizzando una malattia inesistente: l’arruolamento di tanti europei falciati da disoccupazione e povertà destinati a combattere contro la Russia e non contro quei regimi massoni insediati che sono scollati dalla realtà popolare

    in italia e Due Sicilie, siamo pieni di democratici, lo dimostrano gli ultimi risultati, prevale il partito della disgrazia, nulla di buono sul fronte occidentale, solo miseria e … malattia

    • atlas
      22 Settembre 2020

      CHI HA PERSO LE LEZIONI DEMOCRATICHE ITALIANE ? HANNO PERSO TUTTI I DEMOCRATICI. W SOLO IL RE DELLE DUE SICILIE

  • giorgio
    22 Settembre 2020

    Il sistema capitalista liberista mercantile globalista non può che sfociare in guerra …… da qui uno slogan che non mi dispiaceva ……. “guerra alla guerra” ……

  • giulio
    25 Settembre 2020

    i gangster ammere-cani attaccheranno l’Iran perché così vogliono i fascisti sionisti d’israele.

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