Tutti i nodi arrivano al pettine: la Commissione Europea minaccia procedura d’infrazione per l’Italia.


di Luciano Lago

Come si poteva facilmente prevedere, finite le elezioni e le sceneggiate pre elettorali, arriva il “redde rationem” e puntualmente la Commissione Europea manda le letterine da “ultimatum” entro 48 ore, esattamente come si procede con un paese colonizzato. Non contenti, vista le risposta non soddisfacente del Governo italiano, gli stessi commissari comunicano la “ineluttabilità” di una procedura sanzionatoria, viste le violazione delle regole sul debito e sulla spesa pubblica .
Il governo dei “mezzi voltagabbana” quelli che dicevano in un primo tempo: ” usciamo dall’euro, emettiamo i mini bot, battiamo i pugni sul tavolo della UE”, ed altri propositi bellicosi, adesso viene messo alla prova dei fatti.
“Mutatis mutandis” si profila una situazione come avvenne per la Grecia ed i piani di austerità imposti dalla Troika europea nel 2010 e negli anni successivi. Anche allora ci furono rivolte di piazza e piani bellicosi del governo di Tsipras che aveva promesso di non cedere e che poi invece tradì vergognosamente,inchinandosi ai voleri di Bruxelles e subendo il saccheggio delle sue risorse, l’impoverimento dei suoi cittadini e la espropriazione dei beni pubblici.

Un dramma sociale che ha portato ad un numero abnorme di suicidi, di disoccupati, di mortalità infantile e altri drammi. Questo portò il prof. Monti a dire: “La Grecia è l’esempio del successo dell’Euro”. Un monito per tutti coloro che rifiuteranno di sottoporsi alle regole della UE e dei suoi oligarchi.

Autorevoli analisti l’avevano già detto nel caso della Grecia ed oggi lo ripetono nel caso dell’Italia: in Europa prima si contestano i trattati e le regole e poi ci si comporta di conseguenza. Non è possibile fare all’inverso. I vecchi saggi dei paesi di campagna dicevano: “il toro devi prenderlo per le corna e non puoi pretendere di correre davanti a lui, prima o poi finisci incornato”.

Il governo di Salvini e Di Maio, i veri leader della coalizione, sono ormai messi contro il muro: devono decidere quale strada prendere e non ci sono più scappatoie. Non hanno impugnato i trattati quando si poteva fare, ed adesso al governo viene richiesto il rispetto delle regole che sono previste dai trattati.
Se il governo italiano non avrà la volontà di sfidare coraggiosamente i mercati e sottrarsi al cappio dell’usura, le cose si metteranno molto male ; qualora i giallo/verdi del governo Conte calino le braghe davanti alla Commissione, saranno dolori.

La posta in gioco è grossa: l’Italia non è la Grecia ma è una delle più importanti economie della UE e la sua uscita determinerebbe il crollo della UE, per questo i potentati economici, che hanno enormi interessi nel mantenimento dello status quo, faranno di tutto pur di evitare lo “strappo” dell’Italia.

Governo Conte Salvini Di Maio Giorgetti

Arriva il momento in cui si deve capire che l’’Italia deve dotarsi in fretta di una moneta parallela, al fine di ritornare gradatamente alla situazione antecedente al 1981, moneta di Stato con Banca pubblica garante di ultima istanza. Fino a che l’euro lo si lascia gestire dalla Bce , questa avrà gioco facile ad imporre politiche restrittive con tagli alla spesa pubblica, aumento delle imposte e privatizzazioni. Troppo debole il governo Conte per non cedere al ricatto dei mercati e dello Spread.

Il massimo che potrebbe fare il governo è l’emettere titoli ma, se poi i principali acquirenti (che sono le banche) non possono averli a bilancio, per l’Italia non c’è via d’uscita : solo in questo caso i regolamenti europei prevedono che la Bce ci compri i titoli (BTP) direttamente, ma in cambio viene imposto il commissariamento totale del paese. Esattamente quello che si voleva fare per la Grecia.

Saranno abbastanza forti e determiati Salvini/Di Maio/Conte a puntare i piedi e opporsi ai diktat dei tecno burocrati della UE? Come diceva il “sommo poeta”: “qui si parrà la tua nobilitate”.

4 Commenti

  • redfifer
    5 Giugno 2019

    Io dico invece che, se invece di tirarci giù i calzoni da dietro Di Maio e Salvini rispondono a MoscoWC come suggerisce Micalizzi in questo video https://www.youtube.com/watch?v=LmJTaGlVFZQ MoscoWC & Company ce fanno una pippa e ce la pagano sabato che viene!

  • amadeus
    5 Giugno 2019

    Ci sono in Italia illustri economisti (Savona, Micalizzi, Galloni ecc.)capaci di sovvertire le cose e tirare fuori l’Italia dalla trappola u.e nella quale ci hanno infilato, basta ascoltarli e procedere di conseguenza, non é difficile, l’importante é non fare come chi vuole la fine dell’Italia, e poi ci vuole una bella ripulitina dei traditori che ci hanno venduto e portato a tutto questo. avanti senza riguardi per nessuno chi ha tradito deve pagare!

  • amadeus
    5 Giugno 2019

    Ci sono in Italia illustri economisti (Savona, Micalizzi, Galloni ecc.)capaci di sovvertire le cose e tirare fuori l’Italia dalla trappola u.e nella quale ci hanno infilato, basta ascoltarli e procedere di conseguenza, non é difficile, l’importante é non fare come chi vuole la fine dell’Italia, e poi bisogna esonerare da ogni carica i traditori che ci hanno venduto e portato a tutto questo. avanti senza riguardi per nessuno chi ha tradito deve pagare!

  • Mardunolbo
    7 Giugno 2019

    Se Salvini e Di maio, invece di trillare gioiosamente su Twitter, con le fidanzatine, trovassero il tempo di leggersi queste cose di Micalizzi, od ascoltassero di più Borghi ed ottimi annessi, non tra settimane, ma domani stesso metterebbero in cantiere la stampa di questi “minibot” da riallocare ! Tutto sta a vedere se ne sono veramente disposti o solo fumo da distribuire per illudere gli italiani.
    Se non faranno ciò quindi non ascolteranno nessun serio economista, meriteranno la forca come quelli che hanno tradito negli anni precedenti !

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