Turchia pronta a bombardamenti massicci delle forze curde nel nord della Siria

La fase terrestre dell’operazione militare turca nella città siriana di Afrin controllata dalle forze curde sarà preceduta da massicci bombardamenti contro 149 obiettivi delle milizie YPG, segnalano i media turchi.
La prima fase dell’operazione durerà non oltre 6 giorni e parallelamente ai caccia-bombardieri dell’aviazione turca sarà coinvolta l’artiglieria schierata al confine con la Siria, ipotizzano i media locali.

Con riferimento a fonti nell’esercito, il quotidiano turco “Haberturk” scrive che, se necessario, le forze speciali, incluse le unità d’élite, potranno essere inviate ad Afrin, segnalano le agenzie di stampa russe.

Il giornale osserva che le milizie curde hanno eretto fortificazioni e trincee in nove zone di Afrin che potrebbero essere sfruttate per costringere le forze turche ad una battaglia di posizione. Secondo il quotidiano “Milliyet”, lo Stato Maggiore turco propenderebbe per un attacco con mezzi corazzati preceduto da raid aerei.

Viene specificato che l’invazione di corazzati verrebbe accompagnata da dispositivi di guerra elettronica per oscurare la maggior parte dei segnali radio.

La Russia promette rappresaglie contro Usa per creazione di guardia di frontiera in Siria

Indignato per l’addestramento di 30.000 miliziani arabo-curdi sul confine turco-siriano da parte degli Stati Uniti, il capo del Comitato di difesa della Camera bassa (Duma) del parlamento russo, l’ammiraglio Vladimir Shamanov, promette misure di rappresaglia a questo proposito.
“[Tale comportamento della cosiddetta coalizione guidata dagli USA] è un affronto diretto [con gli interessi della Russia], e noi e i nostri colleghi di certo ci impegnamo per alcune misure che stabilizzino la situazione in Siria”.

Forze speciali russe in Siria

Lo ha dichiarato nella giornata di domenica il capo del Comitato di difesa della Camera bassa (Duma) del Parlamento russo, l’ammiraglio Vladimir Shamanov. Sempre ieri è emersa la notizia che la cosiddetta coalizione contro il gruppo terroristico ISIS (Daesh, in arabo), guidato da Washington, ha formato un nuovo esercito, composto da
30.000 curdo-arabi in Siria, le cosiddette ‘forze democratiche siriane’ (FDS) -, che dovrebbero essere utilizzate come “guardie di frontiera”.

Da parte sua, il Vice Presidente della Commissione Difesa della Duma russa, Yuri Shvitkin ha anche condannato, nello stesso giorno l’azione degli Stati Uniti in Siria, mostrandosi convinto che gli statunitensi hanno obiettivi sinistri in Medio Oriente. Secondo quest’ultimo la misura è un “ovvio tentativo” di far rivivere i”ribelli”, che, ha aggiunto, possono fluire dai paesi vicini della Siria, cioè l’Iraq. Egli ha sottolineato, inoltre, che con questo, Washington può “raggiungere i suoi obiettivi geopolitici, intensificare le tensioni e probabilmente cercando di rovesciare il presidente legittimamente eletto [della Siria] Bashar al-Assad”.

Fonte: Pars Today

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