"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Turchia e Iran cambiano lo scenario del M.O.

Analisi

di Luciano Lago

Una importante intesa è intervenuta di recente fra due paesi una volta rivali: l’Iran e la Turchia. Pochi fra i media occidentali hanno prestato attenzione ed hanno dato importanza agli sviluppi diplomatici ed alle nuove intese che si stanno realizzando fra i paesi che sono i principali protagonisti della geopolitica nell’area medio orientale.

Uno di questi sviluppi nuovi e forieri di importanti cambiamenti nello scenario internazionale è senza dubbio il recente patto di intesa e cooperazione fra Iran e Turchia, paesi che hanno ritrovato il comune interesse nell’ostacolare il piano di Washignton e di Tel Aviv di cambiare la mappa geografica del Medio Oriente come già avevano cercato di fare in Siria avvalendosi dei gruppi terroristi del Daesh e di Al Qaeda (al -Nusra in Siria), appositamente riforniti con massicci invii di armamenti dagli USA, attraverso ponti aerei con paesi dell’Est ed attraverso l’Arabia Saudita.

In questi giorni il presidente turco Recepit Erdogan si è recato a Teheran per sugellare importanti accordi di cooperazione economica e militare fra la Turchia e l’Iran ma, pochi giorni prima, il 2 di Ottobre, si erano riuniti, sempre a Teheran, il ministro della Difesa iraniano Amir Hatami con il capo si Stato Maggiore delle Forze armate turche, il generale Hulusi Akar, e proprio quest’ultimo, nel corso di una dichiarazione ufficiale, ha avvertito del piano del regime di Israele e di certi paesi occidentali (alludendo ad USA e Regno Unito) di voler balcanizzare la regione del Medio Oriente. Un piano ormai apertamete ammesso anche da esponenti dell’Amministrazione USA e da eminenti personaggi  politici di Israele.
In particolare il responsabile della Difesa di Ankara ha ricordato che gli USA e Israele hanno tentato con l’ISIS (Daesh in arabo) di dividere ed atomizzare la regione ma, essendo fallito il loro piano, adesso gli stessi noramericani  hanno adottato una nuova strategia servendosi dei curdi  per arrivare allo stesso risultato.

Tuttavia ministro  turco ha ribadito nettamente che, sia la Turchia che l’Iran, mai permetteranno che questa trama USA-Israeliana possa realizzarsi.

Manifestazioni curde pro Israele

Queste dichiarazioni arrivano subito dopo lo svolgimento del referendum tenutosi nel Kurdistan iracheno lo scorso 25 di settembre che sta producendo un braccio di ferro tra le autorità irachene e la dirigenza del Kurdistan in quanto il governo di Baghdad si è dichiarato nettamente contrario all’indipendenza di questa regione ed ha minacciato l’intervento militare e l’interruzione dell’oleodotto che porta il petrolio da Kurdistan alla Turchia.
Le dichiarazioni del plenipotenziario turco seguono quelle fatte anche dal presidente turco Erdogan e sono particolarmente significative in quanto segnano la frattura evidente fra la Turchia e gli USA sulla questione curda e non soltanto su quella. Da notare che gli USA ufficialmente non sostengono l’indipendenza del Kurdistan ma di fatto sono loro, assieme ad Israele, che riforniscono di armi le milizie curde nell’abituale doppio gioco che gli USA tengono ormai da anni in Medio Oriente.

Il generale iraniano Hatami inoltre ha avvisato  che, degli ultimi sviluppi  e del caos prodottosi nella regione, ha beneficiato il regime sionista e questi sviluppi hanno invece pregiudicato le comunità islamiche,  visto che hanno ottenuto di far oscurare la causa della Palestina che ha cessato di essere una priorità per il mondo islamico.
Il responsabile iraniano ha ribadito che una delle priorità dell’Iran è quella di difendere l’integrità territoriale dei paesi della regione, dell’Iran come dell’Iraq e della Turchia con un impegno reciproco che deve aiutare a rafforzare la stabilità e la sicurezza regionale e  contrastare i movimenti separatisti alimentati dall’esterno per gli interessi delle grandi potenze.
Altrettanto ha dichiarato il responsabile della Difesa turca ribadendo che la Turchia mai riconoscerà qualsiasi alterazione delle frontiere geografiche e che il governo di Ankara si impegnerà anche con Teheran e con Baghdad nel mantenimento delle integrità territoriali e nella coooperazione con i paesi vicini inclusa la Siria ed il Libano.

Non si possono minimizzare gli effetti di queste dichiarazioni congiunte dei responsabili della Turchia e dell’Iran e, se queste si mettono assieme con la volontà manifestata dal governo di Baghdad di contrastare qualsiasi tentativo di secessione del Kurdistan, si può dedurre che una nuova importante alleanza è intervenuta nella regione nel cambiare i precedenti equilibri con il più grande paese filo occidentale, la Turchia, membro della NATO, che si allontana dall’allenza occidentale e di schiera nettamente con Iran ed Iraq per contrastare il progetto USA di balcanizzazione della regione.  Tutto avviene con la Russia di Putin che sponsorizza la nuova intesa e da tempo ha iniziato una cooperazione militare, economica ed energetica con la Turchia, sottoscrivendo intese per forniture di sistemi antiaerei (SS-400), gasdotto Turkish Stream, cooperazione economica ed interscambio commerciale. Vedi: Russia e Turchia siglano accordi….

Questo scenario avrà sicuramente degli importanti sviluppi e non è difficile prevedere che tale  nuova situazione metterà in grande imbarazzo l’Amministrazione Trump che, cavalcando l’alleanza con l’Arabia Saudita, pensava erroneamente di isolare l’Iran e contrastare l’influenza iraniana che ha ottenuto una forte espansione nella regione, grazie al successo della campagna antiterroristica condotta da Teheran in accordo con la Russia e la Siria.

Guardie della Rivoluzione iraniana

La manovra tattica di Washington, una sorta di piano B, quella di utilizzare  le formazioni curde in sostituzione dei gruppi jihadisti, ormai bruciati e sconfitti sul terreno dalle forze Siriane-russe -iraniane, rischia di ritorcersi contro chi l’ha pensata e programmata. Una manovra escamotage che  potrebbe avere un costo enorme per l’alleaza atlantista per la perdita del principale paese alleato della regione, la Turchia, con la conseguenza di un cambiamento radicale dello scenario medioorientale che di fatto sta avvenendo sotto i nostri occhi.

La politica degli Stati Uniti, dopo la sconfitta subita in Siria,  è finita in un vicolo cieco, un “cul de sac” da cui rischia di non poter uscire senza ammettere la sconfitta. Una pesante eredità dell’Amministrazione Obama/Clinton da cui il Presidente Donald Trump farebbe ancora in tempo a prendere le distanze se non fosse ormai ostaggio dei suoi generali, del complesso militare/industriale e della follia dei neocons filo Israele, quelli  che adesso premono per una nuova guerra contro l’Iran.

Se prevarranno questi ultimi,  non è escluso che potrebbe aprirsi uno scenario ancora più catastrofico con il rischio reale di un conflitto allargato e con una guerra termo nucleare con la Russia. Il mondo è sull’orlo di un baratro mentre sul ponte si continua a ballare come sul Titanic.

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  1. leopardo 2 settimane fa

    Sembra che la politica idiota e smargiassona che si addice ad un popolo
    di palloni gonfiati come quello israeliano, abbia prodotto una situazione
    alquanto compromettente per il loro stesso futuro. Oggi gli autoeletti sono
    circondati da un gruppo compatto di nazioni che ha il dente avvelenato
    nei loro confronti. Egitto, Libano, Siria, Iraq, Turchia ed Iran sono in grado
    di far sentire ai giudei il fiato sul collo, dal momento che potrebbero
    asfaltarli ed invadere israele nel giro di poche ore, rendendo vano il suo
    possesso di armi nucleari . Il bello é che Israele non sará annichilita in quanto
    pianificato dai suoi nemici, bensí per via della loro risposta a qualche criminale
    iniziativa che solo un popolo di fanatici rimbecilliti potrá concepire. Amen.

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  2. mardunolbo 2 settimane fa

    In effetti questa e’ una notizia che dovrebbe far venire i brividi agli americojons !
    La loro politica imbecille e densa di arroganti imposizioni, in Medio Oriente, ha provocato proprio l’esatto contrario di quel che avrebbero desiderato !
    Come scrissi qualche giorno fa, si ritrovano ancor piu’ nemici di prima, ora ben piu’ delineati per salvaguardare le frontiere della propria nazione e facendo un comune blocco anti-sionista…
    Non male per chi tramava di dividere le nazioni islamiche, non male !
    Una riunione di capi di stato Maggiore, prelude ad una cooperazione e delinea meglio un quadro di risposta militare ad un nemico comune.
    Il comunicato congiunto, finale, in cui si dichiara il mantenimento delle frontiere, tra cui la cooperazione con i paesi vicini , Siria e Libano, e’ una martellata sonora sui genitali di chi credeva i ottenere il beneplacito turco, che, a questo punto, difficilmente potra’ tirarsi indietro e tornare alla vecchia politica filo-Isis.
    Gli americani sono serviti …!

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    1. animaligebbia 2 settimane fa

      I turchi hanno comprato anche i sistemi di difesa russi, memori di quello che e’ successo in Libia dove gli italiani,per mano di uno sghignazzante ministro la russa,hanno provveduto a conservare i codici per oscurare la contraerea libica,rendendola di fatto inservibile.Chi potra’ mai piu’ fidarsi degli occidentali lingua biforcuta e stracciatori di trattati appena firmati?.

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  3. Salvatore Penzone 2 settimane fa

    Si sta portando avanti un vero e proprio attacco all’identità biologica con lo scopo di demolire l’equilibrio psicologico della persona. Quella che viene spacciata per libertà si riduce, nella sostanza, alla scelta di avere una personalità interiormente “disadattata”. Si è spinti a credere che il non adattarsi alla propria identità biologica sia un bene, un valore da affermare.
    Le nuove generazioni sono già vittime della manipolazione del messaggio televisivo-consumistico, che ha banalizzato e mercificato i sentimenti, i valori della famiglia, quelli di una comunità solidale; che con la pornografia ha fatto della sessualità il luogo dell’affermazione di sé e dei propri istinti e non quello dell’intima condivisione e dell’unione profonda tra anime.
    Si vuole far sì che il sesso perda la sua bellezza e diventi puro consumo, qualcosa che può lasciare solo un grande senso di vuoto che produrrà nella vittima una coazione a ripetere nella speranza di un appagamento che non arriverà mai.
    Una tale insoddisfazione indotta, imposta e diffusa attraverso il sistema educativo può avere solo lo scopo di creare un clima dove coesione e solidarietà all’interno della comunità saranno sostituite dal caos procurato dall’insofferenza e dal senso di fallimento che l’uno scaricherà sull’altro, e dove sarà esclusa dalla prospettiva di vita di ognuno la creazione di un nucleo familiare al quale si sostituirà un surrogato.
    La famiglia è il motore che dà una continuità alla società.
    Progettare la costruzione di un nucleo familiare significa progettare la costruzione del futuro di una comunità. Ecco perché il suo ruolo, fondamentale nel trasmettere valori, educazione e nel creare coesione in quanto cellula costitutiva di una rete solidale, non va d’accordo con i piani di chi vuole una società sottomessa e manipolabile.
    Di questo processo di dissoluzione delle fondamenta del nostro esistere si è fatto promotrice la sinistra che ha fuso insieme il liberismo consumista e il libertarismo dell’antimorale alla Pannella, (il quale promosse in parlamento una legge per la depenalizzazione del reato di pedofilia) sostituendoli ai diritti sociali come quello al lavoro, all’istruzione, alla salute, ecc.
    Come già scrissi in un altro commento, quando viene a cadere la spinta propulsiva di una civiltà arriva il momento della sua fine, e questa sempre viene annunciata da una decadenza civile e morale. Ora però sembra che si voglia usare questo momento per costruire una sorte di civiltà globale del “pantano” dove alla morte non segue più la rinascita, magari con il passaggio del testimone a qualcun’altro. No, qui si vorrebbe ingabbiare, con il globalismo, l’umanità tutta dentro una visione disumana, dove sono assenti tutti gli aneliti che possono alimentare le prospettive di future evoluzioni. Il pericolo è grande, soprattutto per noi occidentali che a questo progetto non ci siamo ribellati come fanno in altre parti del mondo, e bisognerà fare affidamento su ciò che c’è di meglio nelle persone, penso ai nostri figli. Si tratta di andare oltre il conflitto e aiutare a portare alla luce le qualità migliori e i principi di un’etica nuova, dove dominano maturità e consapevolezza.

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    1. Salvatore Penzone 2 settimane fa

      Mi scuso, mi sto rincitrullendo… Il commento era riferito all’articolo di Fusaro.

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      1. Walter 2 settimane fa

        In effetti, leggendo il tuo commento mi stavo domandando quale fosse il nesso con Turchia e Iran. E’ comunque un commento interessante; non sapevo che Pannella avesse promosso in parlamento una legge per la depenalizzazione del reato di pedofilia. Se il Parlamento depenalizza la pedofilia, il popolo dovrebbe depenalizzare l’omicidio dei pedofili, così si ripristinerebbe un certo equilibrio.

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