Trump si prepara ad assestare un nuovo colpo in Medio Oriente alla causa araba e palestinese

di Luciano Lago

Il mondo arabo, come sappiamo, non è omogeneo ma segnato da profonde divisioni, politiche e confessionali. Questo favorisce le azioni di prepotenza da parte degli USA e di Israele che si riservano il diritto di supremazia dei propri interessi calpestando i diritti delle popolazioni residenti da molte generazioni.

Il 31 marzo, un incontro di leader arabi si è tenuto in Tunisia per raggiungere una posizione unitaria di condanna in relazione al riconoscimento da parte degli americani delle alture del Golan come parte di Israele. In precedenza, il segretario generale della Lega degli Stati arabi, Ahmed Aboul Gheit, aveva già affermato che la Lega araba “appoggia pienamente il diritto siriano al suo territorio occupato, abbiamo una posizione chiara basata su risoluzioni su questo tema”. Aveva aggiunto che “il Golan appartiene al territorio siriano in conformità con la legge internazionale, con le risoluzioni delle Nazioni Unite, del Consiglio di sicurezza”.

Ma queste sono solo parole che rimangono astratte e che non hanno una reazione concreta da parte delle nazioni arabe. Non a caso il ministro degli Affari esteri della Turchia, Mevlüt Aвavusoglu, ha rilevato la mancanza di unità nel mondo arabo per quanto riguarda il riconoscimento da parte di Washington della sovranità israeliana sulle alture del Golan. A questo proposito, ci sono state accuse contro Ankara da parte degli Stati Uniti che possono essere considerate come ispirate da uno stato arabo che, insieme alla coalizione USA, partecipa alle operazioni militari nel territorio della Siria araba.

Sulla base di queste rivalità fra i paesi arabi, non è un caso che la Lega Araba sospese l’appartenenza di Damasco nelle sue file e diede il suo posto ai rappresentanti dell’opposizione siriana. Inoltre, la Lega Araba, a differenza dell’altra struttura internazionale leader del mondo musulmano, l’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC), sostenne l’intervento militare in Siria, essendo la Lega dominata dall’Arabia Saudita e dagli Stati del Golfo, tutti paesi schierati dalla parte dell’Occidente. Questo è il primo paradosso.
Il secondo è che la maggior parte dei paesi arabi, pur essendo autoritari nella loro natura politica, si sono espressi a favore della “democratizzazione della Siria”, senza pensare al fatto che potrebbero trovarsi presto in una trappola geopolitica. L’Occidente è riuscito a costringere il mondo arabo a valutare non solo in Siria, ma anche tutti i problemi mediorientali esclusivamente attraverso il prisma del conflitto con l’Iran e in parte con la Turchia.

Successivamente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele, ha dato il primo colpo, subito dopo il secondo con il riconoscimento delle alture del Golan per conto degli israeliani. È previsto a breve un terzo colpo.

Gerusalemme- spianata delle moschee

Una fonte israeliana non esclude che, nel prossimo futuro, potrebbe seguire il riconoscimento della sovranità di Tel Aviv sul quinto territorio – la West Bank del Giordano, su cui Israele non ha smesso di esercitare l’occupazione ma non ha ancora proclamato l’annessione . Se Trump ha riconosciuto l’annessione del Golan e Gerusalemme Est, cosa gli impedisce di prendere la stessa decisione in Cisgiordania? Non certo il diritto internazionale che per Trump vale quanto la carta straccia.

A questo proposito, alcuni osservatori , analizzando l’attuale situazione nella regione, notano che la diplomazia americana usa abilmente la disunione del mondo arabo, non lasciandogli alcuna possibilità di rivolgersi a un opportunismo pratico nei confronti della politica americana, trasformando gli arabi “in un pollo prima di essere messo alla griglia”. La situazione è aggravata dal fatto che Washington apertamente e francamente denota un cambiamento di priorità in Medio Oriente, con una deriva che procede unilateralmente verso il cambiamento dei confini di alcuni stati.

Gli esperti statunitensi avvertono che molto diventerà evidente dopo che il genero di Trump e suo consigliere, Jared Kushner, assieme a Mike Pompeo, presenteranno il piano per risolvere la questione palestinese, che, secondo le fughe di notizie, è segnato dallo stesso disprezzo per i precedenti parametri di pace in Medio Oriente e questo sarà reso pubblico. Washington è assolutamente certo che il mondo arabo sia diviso come non mai, e quasi nessuno tra gli influenti paesi arabi deciderà di intraprendere la strada della resistenza attiva.

Si prefigura una nuova sessione della Lega Araba in Tunisia ma, ancora una volta, le posizioni filo USA di importanti paesi arabi, come Arabia Saudita e monarchie del Golfo, impediranno di formulare dichiarazioni nette di condanna nei confronti del proclama degli USA e di Israele, attestandosi su formule vaghe di solidarietà inter araba che eviteranno decisioni più marcate nei confronti di Washington e Tel Aviv.

Il tutto non avrà alcun impatto politico sulle situazioni reali della regione che si trova in una fase di polarizzazione, come conseguenza delle “primavere arabe”, dove si sono create due parti contrapposte fra i paesi sostanzialmente complici della sopraffazione degli USA e di Israele sui territori arabi e i paesi che hanno invece nettamente costituito un fronte unito di resistenza, come la Siria, il Libano, l’Iraq.
Saranno questi paesi che, con l’appoggio di Iran, Turchia e Russia, potranno mettere sotto accusa la politica annessionista dell’Amminstrazione USA e contrastarne gli effetti a tutti i livelli.



5 Commenti

  • amadeus
    2 Aprile 2019

    Come sempre i topi di fogna hanno bisogno di traditori e di dividi et impera come mai i popoli arabi ( dove é la loro intelligenza ) non hanno ancora capito che devono regolare le divergenze tra loro, ma essere uniti contro i loro comuni nemici, ci vuole tanto a capire?!

    • atlas
      3 Aprile 2019

      sì, ci vuole di essere con le spalle al muro. Tantissimi non capiscono in italia, non capiscono nelle Due Sicilie, è così anche nelle Nazioni Arabe

      riflettere su quanti credono che la democrazia sia l’unico sistema possibile. Quanti sono quelli che vanno a votare ? Quanti sono quelli del pd e di fi ?

      Ma che venga la guerra nucleare !

  • Mardunolbo
    3 Aprile 2019

    L’islam stesso concentra la divisione al suo interno dati i messaggi ambivalenti del Corano.
    Non è mai esistito un capo carismatico(escluso Mohammed il profeta inventore della accozzaglia di precetti giudeo-cristiani spacciata per religione) e le lotte e gli omicidi hanno caratterizzato l’islam fin dalla sua nascita. La conquista con le armi e la forza sono pure una caratteristica di questa religione ispirata dal demonio. Ovvio che si utilizzino queste divisioni per imporre la visione sionista del mondo, quindi ancora una volta gli islamici sono la massa fanatica per devastare le nazioni come devastano l’Europa, ora, con l’immigrazione massiccia.

    • Ale
      4 Aprile 2019

      Atlas e come i sumeri contro gli ittiti e gli etruschi e i greci contro Roma le divisioni non possono costituire un’unità e tanto meno di popolo se come tale non si sente : come il mondo arabo e come l’itala . Ah mi sa che l’umanità merita l’estinzione

      • atlas
        8 Aprile 2019

        concordo

        se serve ad estinguere i vari merdunolbo sparsi nell’emisfero …

        stai tranquillo mardunolbo. Che tua moglie, tua figlia e tua sorella non se le chiava nessuno, tanto meno i musulmani. Forse solo qualche barbuto wahhabita salafita, ma quelli sono giudei

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