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Trump, impopolare, cerca di distrarre l’attenzione dai problemi interni negli USA

Con la mossa su Gerusalemme, Trump, impopolare, cerca di distrarre l’attenzione dai problemi interni
di Mick Napier:

TEHRAN (FNA) – L’attivista per i diritti umani Mick Napier scrive che l’annuncio di Donald Trump sul riconoscimento degli Stati Uniti di Gerusalemme (al-Quds per gli arabi) come capitale del regime israeliano è destinato a distrarre l’attenzione del pubblico dai suoi fallimenti sul fronte interno.
Mick Napier, in un’intervista esclusiva con FNA, ha affermato che la mossa su al-Quds è destinata a distrarre l’attenzione dai molti problemi di Trump in patria, come il calo degli standard di vita, l’aumento della povertà, la mancanza di assistenza sanitaria, l’aumento dei senzatetto e l’ingiusta distribuzione della ricchezza.

Secondo l’attivista statunitense, l’annuncio sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale del regime israeliano da parte dell’impopolare presidente degli stati Uiti, Donald Trump, nasconde in realtà l’obiettivo di distogliere l’attenzione pubblica dai fallimenti in patria e anche per dare qualche soddisfazione agli elementi bianchi nazionalisti della sua base elettorale.

Mick Napier è un attivista che si è battuto anche per i diritti dei palestinesi. È membro fondatore della scozzese “Palestine Solidarity Campaign” ed è stato intervistato da agenzie di stampa internazionali come Press TV e Al Jazeera English per commentare le questioni relative alla Palestina.

L’FNA ha condotto un’intervista con Mick Napier circa l’annuncio di Trump sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale del regime israeliano e i possibili motivi sottostanti dietro questa mossa del presidente USA.

Di seguito troverai il testo completo dell’intervista.

D: Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riconosciuto Gerusalemme, al-Quds, come capitale del regime israeliano, sfidando tutti gli avvertimenti globali. Perché pensi che abbia deciso di andare avanti con tale mossa?

A: Non è sempre possibile discernere una motivazione razionale dietro le azioni di Trump – sono spesso lungi dall’essere trasparenti ma in questo caso nasce dal desiderio del Presidente sempre più impopolare di dare qualche soddisfazione alla componente primatista bianca (WASP) della sua base elettorale sia attaccando l’ ONU sia fornendo sostegno allo Stato coloniale d’Israele.

D: L’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha avvertito i membri delle Nazioni Unite che lei “prenderà i nomi” dei paesi che votano per rifiutare il riconoscimento di Donald Trump di Gerusalemme come capitale del regime israeliano. Come spiega questo avvertimento che molti considerano un atto di bullismo nei confronti di membri dell’Organizzazione internazionale?

A: Ancora una volta, questa azione è guidata dalle considerazioni politiche nazionali degli Stati Uniti. I leader impopolari a volte cercano di trarre beneficio da una guerra per distrarre l’attenzione del pubblico dai problemi interni; attaccare l’ONU è la categoria più debole di azioni per incanalare la rabbia all’estero e allontanarsi da una società in crisi per il calo degli standard di vita e per la mancanza di assistenza sanitaria a milioni di cittadini, l’aumento dei senzatetto e una classe politica che ha appena portato a 1,5 trilioni di dollari di ridistribuzione della ricchezza in favore degli strati più ricchi della società.

D: Molti credono che questa mossa di Trump abbia effettivamente azzerato le fantasie che Washington sia mai stata un parte neutrale nel conflitto israelo-palestinese. Come pensi che potrebbe giocare negli sviluppi futuri che circondano il problema?

A: Era chiaro da molto tempo e tutti vedevano che gli Stati Uniti e Israele agiscono come un duo unico contro i palestinesi e gli interessi più ampi della popolazione del Medio Oriente. Solo qualcuno volontariamente cieco poteva ignorare la intima collusione fra Washington ed il regime di Tel Aviv.. Soltanto un significativo spostamento regionale e internazionale negli equilibri di potere – politicamente militarmente, diplomaticamente, economicamente – distante da Israele, potrà aprire le prospettive di libertà e sicurezza per i palestinesi rispetto l’esclusione e l’espulsione dalle loro terre.

D: Israele ha sequestrato e occupato l’intera Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, durante la guerra del 1967. La Convenzione di Ginevra ritiene illegale per una potenza occupante trasferire la propria popolazione sul territorio che occupa ed è altresì vietata dalla convenzione di stabilire insediamenti e confiscare o annettere le terre occupate. L’espansione degli insediamenti e l’ebraizzazione di Gerusalemme sono state tendenze in corso nella politica israeliana. Sebbene sia troppo veloce per agire in alcuni casi, la comunità internazionale sembra essere molto paziente (se non indifferente) quando si tratta di Israele. Come spieghi l’inazione?

Mick Napier attivista USA

A: Nel 1986 la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia si espresse a favore della rivendicazione del Nicaragua di “terrorismo di stato” contro gli Stati Uniti – gli Stati Uniti ignorarono la decisione legale, sfidando la decisione della Corte di dover pagare il risarcimento al Nicaragua. Israele sfida le leggi internazionali riguardanti Gerusalemme, i territori conquistati nel 1967, il trasferimento di prigionieri palestinesi in Israele e molto altro ancora. Israele sfida la decisione del 2004 dell’ICJ sul suo Muro illegale e continua a insistere sul fatto che una parte della Siria è ora parte di Israele.

Israele è stato premiato con sontuosi aiuti dagli Stati Uniti fin dal 1967, ed è stato trattato come una parte favorita dell’Europa dall’UE e dalle sue istituzioni, nonostante l’ostilità popolare sempre crescente nei confronti di Israele.

La caduta dello scià nel 1979 rimosse l’Iran come l’altro maggiore esecutore locale degli interessi statunitensi ed europei nella regione. Israele sconfisse il nazionalismo arabo nel 1967 e sconfisse per una generazione la minaccia che le risorse della regione potessero essere utilizzate a beneficio dei popoli del Medio Oriente. Nonostante i rovesci sul campo di battaglia in Libano nel 2006, Israele rimane oggi l’unico candidato occidentale per il ruolo di massimo esecutore locale di interessi occidentali.

D: In che modo la comunità internazionale accetta e riconosce uno stato israeliano mentre il regime di apartheid si è fatto beffe della nozione di dovere in qualche modo alle leggi internazionali?

R: Gli Stati Uniti ei principali stati europei hanno una storia fino ai giorni nostri, invadendo e dominando numerosi paesi, più recentemente l’Iraq e l’Afghanistan. La legge internazionale è la più bella foglia di fico che può essere utilizzata quando è conveniente farlo. Un esempio è la pulizia etnica della Gran Bretagna di tutta la popolazione dall’isola di Diego Garcia per consentire agli Stati Uniti di stabilire una base aerea lì.

D: In una revisione della non molto lunga storia del regime israeliano, vediamo persino l’occupazione e l’annessione della penisola del Sinai in Egitto e le alture del Golan in Siria, il che significa che non solo la Palestina è stata presa di mira dalle politiche israeliane di annessione di territori. Questo non dice forse ai paesi del mondo e specialmente agli stati confinanti che devono unirsi e reagire alle politiche espansioniste israeliane?

Palestina bandiera

A: Le ambizioni sioniste non sono mai state limitate alla Palestina. Ben Gurion ha detto che avrebbe “accettato uno stato entro i confini fissati oggi – ma i confini delle aspirazioni sioniste sono le preoccupazioni del popolo ebraico e nessun fattore esterno sarà in grado di limitarli”. Più Israele si espande e cresce più alto sarà il costo umano di porre fine alla sua spinta espansionistica. Pochi giorni fa padre Manuel Musallam, membro del Comitato cristiano-islamico a sostegno di Gerusalemme e dei Luoghi Santi, ha avvertito che ciò che è accaduto a Gerusalemme si diffonderà alla Mecca. Allerta tutti gli interessati ad agire contro l’espansionismo sionista prima che i costi umani aumentino esponenzialmente.

D: I media mainstream si sono in gran parte schierati con Israele o ignorando i crimini commessi dal regime israeliano. Molti credono che l’emergere delle reti di social media abbia svolto un ruolo importante nel risvegliare l’opinione pubblica e spostando l’attenzione sui crimini e le atrocità commesse dal regime. Quanto di un ruolo pensi che questo nuovo fenomeno abbia giocato a questo riguardo?

A: Ha giocato un ruolo molto significativo; almeno per il prossimo futuro i social media possono contribuire a condividere le informazioni e organizzare la resistenza. I media mainstream sono molto disciplinati in difesa di Israele, ma i social media sono in gran parte territorio nemico per i gruppi pro-Israele, nonostante il loro abbondante finanziamento della propaganda in quegli stessi media.

Fonte: Fars News

Traduzione: Alejandro Sanchez

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  1. max tuanton 9 mesi fa

    Norman flikenstin ebreo ha scritto un libro” l’industria dell’olocausto “libro che ha FATTO infuriare gli ebrei,questi ebrei hanno avvisato il Norman di interessarsi da ora in avanti al prezzo Della frutta del pane del mutuo ecc , CAPITE ? Il buon trump queste cose le SA bene ,basta un niente un gesto e il buon trump si troverebbe in gattabuia , il deserto intorno le BANCHE ebree lo spolperebbero vivo

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