Trump ha distrutto definitivamente la credibilità degli USA in Medio Oriente e nel mondo

di Luciano Lago

Una tempesta di reazioni internazionali ha fatto seguito all’ultimo proclama effettuato dal presidente Trump a proposito della situazione delle Alture del Golan siriano occupate da Israele.

Con l’ultima dichiarazione, quella fatta il Giovedi, secondo cui Trump ha affermato “che era giunto il momento di riconoscere che le alture del Golan – occupate nel 1967 e annesse nel 1981 – debbono essere riconosciute come territorio israeliano”, il presidente degli Stati Uniti ha confermato che la sua politica in Medio Oriente ha mantenuto una sola costante dal suo arrivo alla Casa Bianca: allinearsi, qualunque sia l’argomento, sulle posizioni israeliane. Anche se questo significa calpestare ancora una volta il diritto internazionale – Vedi la Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza che definisce il Golan come un territorio occupato.

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU, in una risoluzione del dicembre 1981, ha definito l’annessione delle alture del Golan da parte di Israele “nulle e prive di effetti giuridici internazionali” e l’ONU ha dichiarato che il Segretario generale Antonio Guterres aderisce alle risoluzioni del Consiglio.
A tale proposito, il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric ha detto ieri che la posizione di Guterres rimane invariata nonostante il riconoscimento formale del presidente Donald Trump della sovranità di Israele sulle alture del Golan. Guterres ha detto, in un rapporto sulle recenti attività della forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite sulle alture del Golan, che era “gravemente preoccupato” per l’aumento delle tensioni tra Israele e Siria.

Netanyahu sulle Alture del Golan


Le dichiarazioni fatte da Trump sulla pretesa annessione del Golan siriano hanno in realtà l’obiettivo di dare una grande spinta al suo “amico” Netanyahu in piena campagna elettorale israeliana. “La tempistica di Trump per la sua dichiarazione è stata chiaramente politica, con un occhio alle elezioni israeliane. Tuttavia, Trump è stato in grado di riconoscere la sovranità di Israele sulle alture del Golan nel momento più utile per la dirigenza israeliana. Il tempismo in questo caso è meno importante delle conseguenze strategiche di questo annuncio “.

Questione Golan e sue conseguenze
L’iniziativa degli Stati Uniti è un regalo per l’asse iraniano-siriano e assegna un duro colpo anche agli alleati arabi di Washington nella regione, come si vede dalle dure reazioni arrivate da tutti i paesi arabi e islamici, dall’Egitto alla Turchia, alla Giordania, oltre che dall’Iran, dall’Iraq, dal Libano e dalla Siria.

Donald Trump si dimostra “un mago della diplomazia”. In poche parole, il presidente USA riesce a creare una convergenza tra i peggiori nemici per isolare il paese più potente del mondo e tentando di far passare i peggiori carnefici per le vittime di una terribile ingiustizia. Nessun altro potrebbe riuscirci, negando fondamentalmente la politica del proprio paese, per adeguarsi alle decisioni di un altro Stato, contro il governo siriano e l’opposizione, contro l’Iran, contro la Turchia e l’Egitto e mettendo in imbarazzo persino l’Arabia Saudita e la Giordania, paesi arabi suoi alleati. Chi altro può permettere che un regime come Israele, accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità si ponga come modello di diritto internazionale?

Con il suo ultimo proclama a favore di Israele – presumendo che sia un fatto definitivo – Donald Trump rivolta ogni precedente decisione sulle orme della diplomazia americana in generale e di quella relativa al Medio Oriente in particolare. La questione Golan era al centro dei negoziati di pace tra Israele e Siria negli anni ’90. La guerra siriana, iniziata nel 2011 e istigata dagli USA, aveva messo fine a questo processo di pace, specialmente con l’intervento dell’Iran ed Hezbollah in Siria, che stanno progettando di creare un secondo fronte contro Israele dal sud della Siria. Risulta che, annunciando la sua disponibilità a riconoscere l’annessione del Golan, Donald Trump seppellisce questo processo di pace e privilegia l’equilibrio del potere, basato sui rapporti di forza, nel diritto internazionale.

Forze israeliane sul Golan

Si tratta di un messaggio inviato all’intera regione e che costituisce un precedente a livello internazionale tale che potrebbe screditare definitivmente la parola americana.
Tuttavia un altro effetto dell’iniziativa americana è un regalo di fatto all’asse della resistenza iraniano-siriano e un colpo ai suoi migliori alleati regionali. Il presidente degli Stati Uniti fornisce credito alla tematica anti-imperialista dell’Iran, della Siria e di Hezbollah, che possono così assumere la veste di resistenti all’aggressione degli USA-Sion e protagonisti della difesa della causa araba contro le aggressioni degli Stati Uniti e di Israele.
Il regime siriano non ha sbagliato a insistere, nella sua reazione, sul carattere arabo e siriano del Golan, come se volesse raggiungere il campo arabo da cui era stato escluso. Gli alleati arabi di Washington sono stati costretti in queste circostanze a distinguersi da questa decisione e ad avvicinarsi, almeno nel discorso, al regime di Assad. L’Egitto, La Giordania e le monarchie del Golfo hanno ricordato che il Golan era una terra araba e siriana occupata da Israele. Trump promuove una convergenza discorsiva tra i paesi arabi su questo tema, come hanno commentato vari analisti del Medio Oriente.

La decisione potrebbe anche complicare i piani statunitensi per un sostanziale riavvicinamento tra i paesi sunniti moderati, come Egitto e Giordania con Israele. Gli stati arabi che si stavano muovendo verso la normalizzazione con Israele potrebbero rallentare questo processo.

Come ulteriore effetto della decisione di Washington, dopo il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello stato ebraico, questo nuovo approccio potrebbe anche affossare definitivamente lo sbandierato “piano di pace” dell’amministrazione Trump in Medio Oriente. Non si capisce quale credibilità possano avere gli USA ad esercitare il ruolo di mediatore quando hanno riconosciuto la legalità di un’annessione territoriale, la stessa che subiscono i palestinesi che si trovano sotto occupazione israeliana in Cisgiordania. Risulta facile pensare che i primatisti israeliani sostenitori del progetto della “Grande Israele” si sentiranno incoraggiati a richiedere l’annessione della Cisgiordania possibilmente dopo le elezioni israeliane. Questo metterà la parola fine alla vecchia idea della soluzione dei due Stati in Palestina.

Trump si pronuncia in tutto a favore di Israele e mira a consolidare la sua alleanza strategica con l’Arabia Saudita e le monarchie del Golfo. Non è però difficile che, a forza di tirare la corda questa finisca per rompersi. Quando il presidente USA ha sostenuto l’annessione del Golan ha agito come potenza neo coloniale. Questo dimostra la stupidità nella sua forma più pura e tale si rivelerà come errore strategico dalle enormi conseguenze.
L’impressione di molti analisti è quella che Trump si sia sparato da solo un colpo sui piedi della dominazione USA.

2 Commenti

  • amadeus
    27 Marzo 2019

    Con questa opzione Usraele ha scelto la via della guerra perenne, prima o poi i Syriani riconquisteranno il Golan che da sempre é stato parte del loro territorio, e la Syria ha dimostrato di saper vincere, e vincerà anche sul Golan, li la cosa é diversa, non é come rapinare la terra ai Palestinesi, i Syriani sono determinati a riprendersi quello che é loro di diritto!

  • namelda
    27 Marzo 2019

    mi chiedevo:”si, ma l’EU? il parlamento lobbista europeo presieduto dal genio del niente Tajani?”
    non sono ancora arrivate le direttive -bonifico da Wash?

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