Trump e i neocon: il vero gruppo dominante sulla politica di Washington

di Luciano Lago

Circola una domanda sui media USA: chi ha dato l’ordine di uccidere il generale Qassem Soleimani, il comandante delle forze speciali del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane, assassinato in Iraq per mezzo di un attacco droni nei pressi dell’Aeroporto di Baghdad?
La domanda sembrava scontata, questo perché Trump, in un primo tempo, aveva ammesso che l’attacco era stato effettuato sulla base di un suo ordine personale. Tuttavia, pochi giorni dopo l’assassinio di Suleymani, i media americani hanno riferito che la decisione di Trump è stata presa sotto l’influenza dei neocon, un gruppo di potere interno a Washington, fedeli a Israele piuttosto che all’America.

“Trump”, ha scritto il New York Times, “ha riferito al suo interlocutore per telefono che è stato costretto a compiere questo duro gesto contro l’Iran su richiesta di alcuni senatori repubblicani, di cui aveva bisogno più che mai nella lotta contro l’impeachment”. Il Wall Street Journal riportava la stessa cosa: “Trump ha ammesso ai suoi amici dopo l’attacco che, nel caso del generale Suleymani, lui era sotto la pressione dei senatori, che sono i suoi importanti sostenitori nella prossima discussione sull’impeachment in Senato”. Vedi:

https://nymag.com/intelligencer/2020/01/report-trump-cited-impeachment-pressure-to-kill-soleimani.html

https://www.businessinsider.com/trump-conducted-iran-strike-to-satisfy-gop-senators-before-impeachment-2020-1?IR=T

“Soleimani non ha rappresentato una minaccia diretta per gli Stati Uniti, ma è stato ucciso a seguito del ricatto dei neocon che hanno una grande influenza al Senato e hanno ricattato il presidente degli Stati Uniti per l’impeachment“, lo hanno dichiarato anche varie fonti estere.

In questo caso l’inesplicabile diventa spiegabile. Nessuno aveva preso sul serio la dichiarazione di Trump, quando questi ha affermato che Suleimani stava preparando attacchi contro quattro ambasciate americane, soprattutto perché questo non è mai stato confermato da nessuno. Secondo il CEO del Pentagono Mark Esper, lui non ha visto alcun documento di intelligence che confermasse la preparazione di un simile attacco.

I neocon (neoconservatori), che sono riusciti a “scambiare” la vita di Kassem Suleimani con le garanzie di Trump contro l’impeachment (il 5 febbraio il Senato ha votato sull’abuso di potere da parte del presidente con un punteggio di 52:48 a favore del presidente), hanno formato come una direzione della politica estera di Washington fin dagli anni ’70 ed hanno operato sia nell’ambito del Partito democratico come di quello Repubblicano. I neocon sono di fatto un gruppo trasversale negli schieramenti della politica USA e sono accomunati da una forte posizione ultra sionista e molti di loro appartengono alla setta degli evangelici, nota per il suo fanatismo messianico a favore di Israele e del primatismo americano sul mondo.
I fondatori del movimento neoconservatore sono Irving Kristol e Norman Podgorets, che hanno formulato le loro opinioni sulla rivista Commentary negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. In questa visione propugnata dagli ideologi neocon, gli Stati Uniti sono chiamati a implementare “l’egemonia globale” nel mondo per motivo dell’assoluta superiorità dei loro valori culturali e socio-politici. Questa egemonia unipolare deve essere mantenuta attraverso il “rafforzamento della superiorità militare e l’intervento militare diretto” da parte degli Stati Uniti.

Nel Partito repubblicano, i neocon ottenero le posizioni dominanti negli anni ’90. La loro tesi prevalente era quella secondo cui qualsiasi paese, in qualunque parte del mondo, che persegua una politica autonoma che risulti contraria agli interessi degli Stati Uniti, dovrebbe essere considerato una minaccia agli “interessi nazionali” americani. Questo è l’assioma di base dell’ideologia neocon che spinge gli USA all’interventismo armato contro i paesi che non si assoggettano al dominio degli USA e di Israele.
I neocons sono un gruppo piccolo, ma relativamente chiuso e molto influente. Molti di loro sono sostenitori aperti del sionismo, in particolare Irving e William Kristola, Norman Podgorets, Max Booth, Richard Pearl, Paul Wolfowitz, Robert Kagan, Douglas Faith, Lewis Libby, Elliot Abrams, John Bolton.
Organismi della massima importanza nel determinare le politiche USA, come il CFR (Council of Foreign Relations) o la “Trilateral Commission”, sono interamente controllati dai neocon.

I consiglieri neocon dell’Amministrazione Trump

Non è un caso che sia stato John Bolton, l’ex Assistente presidenziale americano per la sicurezza nazionale, a congratularsi con tutti coloro che sono stati coinvolti nell’assassinio di Suleymani, esprimendo la speranza che l’eliminazione del generale iraniano sarebbe “il primo passo verso un cambio di regime a Teheran”. Ed in questo, Bolton e, in quanto fervente rappresentante del movimento neocon, si è identificato completamente con il gruppo terroristico dello Stato Islamico , nel plauso all’eliminazione di Soleimani. Il gruppo terrorista (a suo tempo creato e finanziato dalla CIA e dal Mossad) , ha accolto con favore la morte del generale Kassem Suleimani, definendo il suo omicidio “un atto di intervento divino che aiuta la loro causa”.
L’ISIS è da tempo considerato lo strumento della politica di intervento degli USA in Medio Oriente ed in Asia Occidentale ed è notoriamente infiltrato da elementi della CIA che ne dirigono le azioni in funzione di destabilizzazione dei regimi ostili agli USA.

“Nel 2016, Donald Trump, che allora era un candidato alla presidenza, aveva definito Barack Obama” il fondatore dell’ISIS * “. Trump adesso, pun non essendo il fondatore di un gruppo terroristico, si presenta come il suo salvatore ”, gli interessi dell’Amministrazione USA coincidono con quelli del gruppo terroristico dell’ISIS. Queso iniziano a scriverlo anche alcuni media USA critici verso la politica di Washington in Medio Oriente e l’ossessione anti-iraniana di Trump.
Se quello che riportano attualmente anche i media americani, circa la decisione di Trump di uccidere il generale Kassem Suleimani sia stata presa sotto l’influenza dei neocon, allora si deve considerare che la deriva bellicista dell’Amministrazione Trump sembra costituire una seria minaccia alla pace ed alla stabilità del mondo. Il conto alla rovescia per le nuove guerre americane è già iniziato: Iran, Cina, Russia.

3 Commenti

  • Glu
    9 Febbraio 2020

    Assassini come capi di stato

    • atlas
      10 Febbraio 2020

      e Roma a ruota. La Roma che ha la fratellanza salafita al suo interno in condizioni di ‘legalità’ fa le nuove crociate, ma anche in ambito Sunnita c’è resistenza

      un regime democratico totalitario che sevizia con l’art.lo 41 bis come quello di Roma che critica l’Egitto è la fine del mondo

  • contadino
    9 Febbraio 2020

    Pur di raggiungere il loro disegno, questi criminali, hanno ideato il più grande plagio di materia cerebrale umana che la storia possa ricordare. Vedasi il pane fatto in casa l’11/09/2001 dove hanno assassinato oltre 3000 loro connazionali!

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