Tratto Dall’Intervista del giornalista Ouday Ramadan alla TV Siriana

Giornalista: la gente si sta chiedendo, Trump dichiarerà guerra all’Iran?

Ouday Ramadan (*) : non credo che la guerra sia imminente. Forse sono troppo ottimista? No, affatto. Mi baso sui dati sul campo.
Oggi l’Iran è una potenza regionale. E non solo, è anche una potenza a livello internazionale. E’ riuscita a recuperare il suo ruolo, all’interno delle potenze internazionali.
E’ uno stato nucleare, con tutto quello che comporta il significato della parola. Preciso che non è mia intenzione, fare il megafono della Repubblica Islamica dell’Iran. Anche se, nel farlo, me ne sentirei molto onorato, se non altro per l’appoggio dato dall’Iran alla Siria, nell’annientare le orde terroristiche.
Oggi l’Iran, dal punto di vista tecnologico, politico, militare, scientifico, propagandistico e sociologico, non assomiglia affatto ai regimi del Golfo Arabico, con i quali gli Usa sono abituati a trattare.
Tutti quanti, abbiamo visto con quale disprezzo Trump ha trattato i suoi sudditi, ovvero gli alleati del regime saudita, offendendo i loro simboli, a partire dal loro re, per finire all’ultimo sconosciuto saudita.
La musica con l’Iran è diversa. Si tratta di una nazione sovrana, e il sig. Trump non potrà trattarla con arroganza e prepotenza, come sono abituati gli americani a trattare gli stati a loro sottomessi, come lo è appunto l’Arabia Saudita, e tutta la banda degli sceicchi del Golfo. Con ciò non voglio dire che gli Usa non siano in grado di bombardare l’Iran. Com’è noto, gli Usa sono la forza più tremenda sulla faccia del Globo. Non va assolutamente sottovalutata la macchina distruttrice della prepotenza americana. Ma in questo caso, lo scenario che la attende è di gran lunga peggiore di quello sperimentato nel Vietnam.

Giornalista: il problema è che non sappiamo cosa vorrebbe Trump, ieri su twitter ha smentito la sua volontà di aggredire l’Iran, sbugiardando il Newyork Times. Allora perché sta minacciando, se non vuole fare la guerra?

O.R.: questo atteggiamento rientra nella strategia della tensione, che gli Usa adoperano nei confronti dei loro nemici. Il Sig. Trump secondo me avrebbe bisogno di un psichiatra, che analizzi le sue dichiarazioni. La mattina dice una cosa, a pranzo ne dice un’altra, a cena smentisce entrambe le cose. Ti ricorderai il suo annuncio, della fasulla vittoria sull’Isis in Siria, e la ritirata dei suoi Rambi. Lui è consapevole che, prima o poi, sarà costretto alla ritirata dalla Siria. Torniamo all’argomento, gli Usa hanno fallito il loro progetto nel Medioriente, hanno scommesso su brocchi, pensando di trasformare dei muli in cavalli di pura razza. I veri cavalli di pura razza, hanno cacciato i loro brocchi dalla Regione.
Ti vorrei fare un esempio, per analogia su scala ridotta. Nel 2006 l’alleato strategico degli Usa, ovvero Israele (copia identica della potenza Usa) ha provato a distruggere gli Hezbollah in Libano, e dopo trentatré giorni di aggressione al Libano, Israele non riuscì a penetrare neanche di dieci centimetri nel territorio libanese. Ora, sia il Libano sia gli Hezbollah, con tutto il rispetto dovuto, sono una scala minore rispetto a ciò ch’è l’Iran.
L’Iran possiede una tecnologia avanzata, e un arsenale che fa invidia a molti. Un mese fa, il Capo della Guardia Rivoluzionaria ha svelato al mondo l’esistenza di una città sotterranea, dove vengono fabbricati missili balistici, con testate convenzionali devastanti, in grado di raggiungere e colpire per un raggio 4000 km, con una precisione estrema.

Intervista di Ouday Ramadan


Ti faccio un altro esempio.
È dal 1979 che l’Iran è sottoposta alle sanzioni economiche, e ultimamente gli stati vassalli d’Europa hanno obbedito a Trump, rinunciando all’importazione del petrolio iraniano. Questa scelta non ha danneggiato l’Iran, ma ha danneggiato i cittadini europei, che dovranno pagare la benzina a caro prezzo. All’Iran non importa un fico secco. Il suo petrolio lo compra la Cina. E non più tardi di ieri, due petroliere iraniane hanno attraversato l’Oceano Indiano, portando il petrolio iraniano in Cina, senza intoppi da parte dagli americani.
E’ facile far vedere i muscoli agli stati primitivi del Golfo che campano di spazzatura americana. Con l’Iran la musica è diversa. L’Iran è uno Stato Sovrano che possiede il denaro, le armi, la tecnologia e soprattutto la Dignità e l’ideologia giusta.
Da notare che, se gli USA avessero potuto bombardare l’Iran, l’avrebbero già fatto da molto tempo. Ricordiamoci che, quando fu l’Iraq di Saddam Hussein ad essere sospettato di voler realizzare un reattore nucleare, fu Israele nel 1981 a bombardare, con un blitz della sua aviazione, l’impianto di Osirak in Iraq, dove era ubicato l’impianto, per assicurarsi di neutralizzare per tempo una possibile arma nucleare del paese arabo. L’operazione è stata poi rivelata dopo oltre 30 anni da un ex agente del Mossad. Con l’Iran sarebbe stato ben più difficile e probabilmente gli aerei israeliani non sarebbero tornati indietro. Ouday Ramadan

*Ouday Ramadan è un noto attivista siriano che da anni ormai lotta senza sosta per difendere la Siria e il suo presidente Bashar Al Assad.
Sempre aggiornato grazie ai suoi continui viaggi in Siria, il suo paese natale, e spesso invitato per tenere conferenze nel nostro paese dove risiede da molti anni. Nella foto in alto, Ouday con la First Lady siriana, Asma al-Assad.

1 commento

  • Ubaldo Crice
    18 Maggio 2019

    Ouday Ramadan sa cosa dice.
    Un gran bel personaggio.

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