Trapelato: piano israeliano per la pulizia etnica di Gaza

Il piano sostiene il trasferimento forzato della popolazione della Striscia di Gaza nel Sinai in modo permanente e chiede che la comunità internazionale venga coinvolta per assistere lo spostamento.
La rivista culturale israeliana Mekomit ha pubblicato il 28 ottobre un documento trapelato dal Ministero dell’Intelligence israeliano che raccomandava l’occupazione di Gaza e il trasferimento totale dei suoi 2,3 milioni di abitanti nella penisola egiziana del Sinai.

Il documento, pubblicato il 13 ottobre, identifica un piano per trasferire tutti i residenti della Striscia di Gaza nel Nord Sinai come l’opzione preferita tra tre alternative per quanto riguarda il futuro dei palestinesi a Gaza alla fine dell’attuale guerra tra Israele e Hamas. che ha guidato la resistenza palestinese.

Il documento raccomanda che Israele evacui la popolazione di Gaza nel Sinai durante la guerra, stabilisca tendopoli e nuove città nel nord del Sinai per accogliere la popolazione deportata, e poi crei una zona di sicurezza chiusa che si estende per diversi chilometri all’interno dell’Egitto. Ai palestinesi deportati non sarebbe stato permesso di ritornare in nessuna zona vicino al confine israeliano.
L’esistenza del documento non indica necessariamente che le sue raccomandazioni siano state attuate dall’establishment della sicurezza israeliano.

Il Ministero dell’Intelligence, guidato da Gila Gamliel del partito Likud, non controlla nessuna delle agenzie di intelligence israeliane, ma prepara in modo indipendente studi e documenti politici, che vengono distribuiti affinché siano esaminati dal governo e dai suoi organi di sicurezza.

Tuttavia, le recenti dichiarazioni di funzionari governativi israeliani e le azioni dell’esercito israeliano a Gaza suggeriscono che il piano sia effettivamente in fase di attuazione. Dal 7 ottobre, i funzionari israeliani hanno ripetutamente lanciato avvertimenti ai palestinesi affinché si trasferiscano nel sud di Gaza prima di un’imminente invasione di terra.

Israele ha imposto un assedio totale a Gaza, tagliando cibo, acqua, carburante ed elettricità. L’assedio, combinato con gli intensi bombardamenti israeliani che hanno ucciso oltre 9.000 palestinesi, in maggioranza donne e bambini, minaccia di rendere Gaza inabitabile.

Un funzionario del Ministero dell’Intelligence ha confermato che il documento di dieci pagine è autentico ma “non avrebbe dovuto raggiungere i media”, ha osservato Mekovit .

Secondo un attivista di destra, il documento del Ministero dei servizi segreti è stato fatto trapelare da un membro del Likud. La fuga del documento è stata un tentativo di scoprire se “l’opinione pubblica in Israele è pronta ad accettare l’idea di un trasferimento da Gaza”.

Il documento raccomanda inequivocabilmente ed esplicitamente il trasferimento dei civili da Gaza come risultato auspicato della guerra.

Il piano di trasferimento è diviso in diverse fasi: nella prima fase, la popolazione di Gaza dovrà essere costretta a spostarsi nel sud di Gaza, mentre gli attacchi aerei israeliani si concentreranno su obiettivi nel nord di Gaza.

Nella seconda fase inizierà l’ingresso via terra dell’esercito israeliano a Gaza, che porterà all’occupazione dell’intera striscia, da nord a sud, e alla “pulizia dei bunker sotterranei dai combattenti di Hamas”.

Nello stesso momento in cui la Striscia di Gaza sarà occupata, i cittadini di Gaza si sposteranno in territorio egiziano e gli sarà impedito di ritornarvi permanentemente.

“È importante lasciare utilizzabili le corsie di traffico verso sud, per consentire l’evacuazione della popolazione civile verso Rafah”, si legge nel documento.

Il documento raccomanda di avviare una campagna dedicata che “motiverà” gli abitanti di Gaza “ad accettare il piano” e li spingerà a rinunciare alla loro terra.

Gli abitanti di Gaza dovrebbero essere convinti che “Allah ha fatto in modo che voi perdeste questa terra a causa della leadership di Hamas – non c’è altra scelta se non quella di trasferirvi in ​​un altro posto con l’aiuto dei vostri fratelli musulmani”, si legge nel documento.

Inoltre, il piano prevede che il governo debba lanciare una campagna di pubbliche relazioni che promuova il programma di trasferimenti verso gli stati occidentali in modo da non promuovere l’ostilità verso Israele o danneggiare la sua reputazione. La deportazione della popolazione da Gaza deve essere presentata come una misura umanitaria necessaria per ricevere sostegno internazionale. Tale deportazione potrebbe essere giustificata se porterà a “meno vittime tra la popolazione civile rispetto al numero previsto di vittime se rimanessero”, afferma il documento.

Profughi di Gaza in fuga

Il documento afferma inoltre che gli Stati Uniti dovrebbero fare pressione sull’Egitto affinché accolga i residenti di Gaza, e per incoraggiare altri paesi europei, e in particolare Grecia, Spagna e Canada, ad aiutare ad accogliere e a sistemare i rifugiati che saranno evacuati da Gaza.

Infine, il documento afferma che se la popolazione di Gaza restasse, ci sarebbero “molti morti arabi” durante la prevista occupazione di Gaza da parte dell’esercito israeliano, e questo danneggerebbe l’immagine internazionale di Israele ancor più della deportazione della popolazione. Per tutte queste ragioni, la raccomandazione del Ministero dell’Intelligence è di promuovere il trasferimento permanente di tutti i palestinesi di Gaza nel Sinai.

Fonte: The Cradle

Traduzione: Luciano Lago

7 commenti su “Trapelato: piano israeliano per la pulizia etnica di Gaza

  1. Se questo abominio avesse successo, da allora in poi, sarebbe normale mettere in prigione tutti gli innocenti del pianeta con l’accusa di essere innocente.

  2. Le foto dei bambini piccoli di Gaza uccisi dalle bombe sioniste come pure le foto degli scolari della Cisgiordania pestati a sangue ed arrestati da Tsahal gridano vendetta, prima o poi le porterei americane dovranno tornare alle basi per la manutenzione e la turnazione dell’equipaggio, ed allora Hezbollah potrebbe entrare in Galilea, assieme ai miliziani irakeni, afghani, yemeniti, iraniani etc.

  3. Il mondo arabo/mussulmano è alla resa dei conti. I sionisti hanno passato ogni linea rossa. Se gli altri paesi arabi/mussulmani non reagiscono in modo adeguato meritano un futuro di sottomissione e schiavitù. Dovranno mettere da parte ogni divisione e agire compatti per impedire agli anglosionisti di mettergli i piedi in testa.

  4. Tra la guerra in ucraina e questa in medio-oriente ho cercato di trovare analogie ma sono due situazioni completamente differenti.
    In Ucraina era chiaro come il sole gia’ dopo il secondo giorno di guerra stabilire chi erano i delinquenti nazisti assoldati dall’occidente nei confronti della Russia che diligentemente ha effettuato un invasione preventiva per salvaguardare i confini ed evitare lo sterminio totale delle popopazioni del Donbass.
    Qui la situazione è molto complicata,Hamas ha effettuato un attacco su territorio israeliano che ha condannato a morte tutta la popolazione vista la sproporzione a livello militare…Non fanno altro che parlare di due popoli-due stati ma la palestina ha rifiutato ben 3 volte la proposta di dichiararsi come stato indipendente a livello internazionale,addirittura una volta rispondendo con la forza…Israele ha sempre curato i loro feriti nei loro ospedali ,sia che fossero palestinesi o israeliani senza distinzioni e aggiungo che all’interno di Israele stessa c’è una gran parte della popolazione,anche altolocata, che ripudia tutto quest’eccessivo uso della forza contro la striscia di Gaza come risposta.
    I confini con l’Egitto sono stati sempre chiusi ai palestinesi da quando esiste la striscia di Gaza,quindi non sono solo gli israeliani a confinare i palestinesi,ma anche gli egiziani (islamici come loro) il che mi suscita molte domande;come mai non c’è solidarieta’ da perte dell’Egitto verso un popolo musulmano come loro?
    Un altro interrogativo è: dal 2006 si era a conoscenza che Hamas stava scavando gallerie sotto Gaza,ma nessuno ha indagato piu’ a fondo per fermare una situazione che se fosse sfuggita di mano(come in questo caso) avrebbe dato protezione ad un gruppo terroristico che a mio avviso se ne frega del proprio popolo visto che sapevano benissimo quale sarebbe stata la reazione di Israele(e gli Americani che non aspettano altro che guerre per partecipare).

    Ora muoiono civili a Gaza e sta accadendo una vera e propria carneficina e ci si meraviglia?
    Lasciando da parte l’emotivita’ e i sentimenti verso quelle povere creature che stanno morendo ogni giorno(che dio possa averle con se)analizziamo cosa si sarebbe e si dovrebbe fare: l’ONU si è espressa per una tregua ma oramai sappiamo che l’ONU vale come il due di bastoni, attaccare via terra per stanare hamas sin dall’inizio invece di bombardare a tappeto una citta’ cosi’ densamente popolata ed evitare una strage(non posso dire se fosse stata la soluzione migliore,di certo era piu’ rischioso per i soldati e non oso immaginare quanti a Gaza danno supporto ad Hamas quindi la questione si complicava non poco)…

    Insomma c’è un odio tra due popoli che difficilmente sono riconciliabili magari vivendo assieme tutti nella stessa terra,mentre giro su internet vedo gli shorts di youtube ed un video si e uno no c’è un palestinese che brucia la bandiera israeliana o la mette come zerbino davanti i negozi…

    Qui’ c’è odio i palestinesi dicono che ISRAELE deve sparire e che Hamas è la resistenza che li guidera’
    Hanno due portaerei statunitensi ,Israele con 200 bombe nucleari, Iron dome che intercetta il 90% dei missili in arrivo…Ma che si sono messi in testa…La mia speranza è solamente una: speriamo che i civili riescano a fuggire tramite i corridoi,anche se nel deserto del sinai è sempre meglio che restare la è morire…

    Questa è l’idea che mi sono fatto ragionando con la mia testa e non con quella della controinformazione o del mainstream,cosa che tutti dovrebbero fare…
    Non resta che pregare per tutte quelle anime innocenti che non c’entrano nulla con questa pazzia affinche’ si salvino tutti la vita fuggendo da quell’inferno…

    Il genere umano continuando così non durerà ancora per molto di questo passo…

    1. Precisazione d’obbligo ! Hamas NON è un gruppo terroristico ! L’etichetta di “terrorista” viene applicata dal paese occupante agli occupati che resistono ! I nazisti chiamavano terroristi i partigiani che li combattevano, i francesi chiamavano cosi gli algerini, gli americani i vietcong e i khmer rossi, il regime cubano di Batista chiamava cosi i barbudos di Castro, Somoza chiamava cosi i Sandinisti, i regimi golpisti del sud america chiamano terroristi i gruppi della guerriglia come Tupamaros, Sendero Luminoso, le Farc ecc., e gli USA ci chiamerebbero terroristi se noi italiani osassimo insorgere in armi contro la loro occupazione che dura dal 1943 ! Chi difende il proprio paese dall’uccupante straniero viene sempre chiamato terrorista dall’usurpatore, che invece è il vero terrorista !

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