"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Trapela il piano del principe saudita Bin Salman per favorire una intesa con Israele

La decisione su Gerusalemme farebbe parte di un complotto del principe Bin Salman per consegnare la Cisgiordania ad Israele, sacrificando le aspettative dei palestinesi.
Il discorso di Donald Trump con cui il presidente USA ha voluto riconoscere Gerusalemme come capitale, sarebbe allineato in realtà ad un piano architettato dal principe saudita Bin Salman e da Jared Kushner (genero di Trump) per consegnare defintivamente la Cisgiordania allo Stato di Israele nell’ambito di un accordo garantito dall’Arabia Saudita e dall’Amministrazione USA.

Nuove rivelazioni sono state pubblicate da una fonte statunitense, “The American Conservative”, in un articolo di Geoffrey Aronson, secondo il quale il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, fatto dal presidente USA Donald Trump, avrebbe come obiettivo quello di consentire al regime di Tel Aviv ad annettersi definitivamente tutto il territorio della Cisgiordania , oltre alla Città Santa (Gerusalemme), con la conseguenza di limitare la presenza dei palestinesi alla sola striscia di Gaza.

L’informativa ricorda che il principe ereditario saudita, Mohammad Bin Salman, aveva convocato lo scorso 6 di novembre il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmud Abbas, e gli aveva comunicato che gli sforzi per creare uno stato palestinese in Cisgiordania e nell’enclave costiero, per stabilire la pace con Israele, erano arrivati ad un punto morto ed era tempo di passare ad un “piano B“.

Il “piano B” secondo Bin Salman era quello di creare uno stato palestinese soltanto nella striscia di Gaza , in realtà questo era un piano concepito da Israele.
La fonte segnala che, quando il leader palestinese gli chiese circa il destino delal Cisgiordania, di Gerusalemme (Al Quds in arabo) e degli insediamenti israeliani nelle zone B e C della Cisgiordania, il principe saudita si era limitato a dire che “possiamo continuare a negoziare su tale questione”.

“Queste saranno le tematiche dei negoziati ma che si svolgeranno fra due stati, e noi ti aiuteremo”, aveva detto Bin Salman, il quale aveva offerto 10 milioni di dollari ad Abbas in un tentativo di “addolcire la pillola” che stava prescrivendo ai palestinesi, secondo quanto aggiunge la pubblicazione.

La fonte sottolinea che gli sforzi di Rijad rispetto a tale questione possono esere interpretati da Israele come un “esempio pratico” del fatto che l’Arabia Saudita è preparata a relazionarsi con il regime di Tel Aviv rimuovendo la problematica palestinese su Cisgiordania e Gerusalemme e trovando una soluzione alternativa , comunque gradita ad Israele.

Trump danza delle spade con i sauditi

Fonti diplomatiche assicurano che Rijad vede necessario il raggiungimento di un patto communque, tra i palestinesi e gli israeliani, per poi stabilire in forma ufficale relazioni diplomatiche stabili con il regime di Tel Aviv.

Bisogna dire che l‘Ambasciata dell’Arabia Saudita, come anche la Casa Bianca, hanno smentito l’esistenza di questo piano e le indiscrezioni apparse su alcune fonti.
Nonostante questo, i dettagli della riunione sono stati confermati da varie persone presenti e sono stati descritti i termini della dichiarazione che riguardava Gerusalemme.

Rimane confermato il sostegno dell’Arabia Saudita alla soluzione di Gaza ed il suo appoggio storico di collaborazione strategica con Washington, con l’Egitto ed Israele, indipendentemente dai progressi raggiunti per la Palestina. Trump può essere perdonato per aver dato carta bianca ai sauditi nel suo sforzo di riorganizzare il Medio Oriente con il riconoscimento della sovranità di Israele su Gerusalemme come sua capitale.

Fonti:  The merican Conservative
——-Al Mayadeen

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

*

code

  1. Animaligebbia 7 mesi fa

    Il viziatissimo principe della Scabbia Saudita somiglia in modo inquietante all’arabo di Andy Luotto di arboriana memoria quando prorompeva nella geniale “UVI “.

    Rispondi Mi piace Non mi piace