Transizione alla tirannia digitale

di Lorenzo Maria Pacini

Quando anni fa qualcuno osava affermare che il digitale avrebbe preso il posto della vita reale, che le tecnologie informatiche sarebbero divenute strumenti di controllo e gestione della vita di massa, che il rischio di lasciare in mano a pochi signori dell’hi-tech avrebbe voluto dire potere e dominio, questo qualcuno veniva preso per pazzo ed accusato di complottismo. Oggi, invece, tutto questo è realtà.

Ciechi e sordi sono coloro che uccidono i profeti, destinati a morire della loro ignoranza in un eterno ritorno di infelicità. La vera pandemia nella postmodernità che si appresta a compiere gli ultimi passi rimasti per approdare al transumanesimo integrale è l’infodemia, una epidemia di informazioni eterodirette e tracciate con precisione su copioni già scritti da tempo da coloro che il compianto Giulietto Chiesa chiamava “i padroni del mondo”, parafrasando Robert Hugh Benson.

Infodemia, epidemioa di informazioni eterodirette

Se prima si trattava solo di qualche sporadica apparizione di personaggi come Bill Gates allo show Ted, o di un George Soros in conferenza al World Economic Forum, i quali ci annunciavano il desiderio di procedere alla riduzione della popolazione mondiale con qualche malattia e vaccino annesso, o dare una svolta green ai sistemi del turbocapitalismo sempre più ridotti a poche major internazionali dal potere economico incalcolabile, sostituire i governi nazionali con un unico sistema governativo privato, o l’ibridazione uomo-macchina a suon di esperimenti neuroscientifici, nessuno osava lamentarsi più di tanto perché sembravano folli elucubrazioni di qualche miliardario. Adesso ci troviamo tutte queste cose addirittura con dei ministeri dedicati dal Governo (Transizione Ecologica e Transizione Digitale), pronti ad attuare l’Agenda 2030 dell’ONU già ratificata dalla Unione Europea e dal neofita Governo Draghi.

Inevitabile, dunque, il passaggio verso le nuove catene virtuali, che a dire il vero molto hanno di reale. Senza l’adeguamento al nuovo paradigma tecnologico, infatti, già ci viene annunciato dai rotocalchi e dalle televisioni che non sarà possibile svolgere la vita quotidiana con serenità, pena l’impossibilità di acquistare i beni necessari o di accedere ai locali; similmente, senza il richiesto protocollo sanitario, imposto con il gigantesco esperimento – perfettamente riuscito – del Cov*** sarà addirittura impossibile lavorare o spostarsi; poco manca al riproponimento, già nei programmi di Governo, di innesti tecnologici sul corpo per “facilitare”, dicono, la vita quotidiana ed essere ancora meglio controllati.

Senza sosta veniamo bombardati su ogni fronte da informazioni a riguardo: programmi e serie tv annunciano una nuova normalità ove la nuova religione della Tecnica e della Scienza declina i suoi sacramenti tramite i sacerdoti del terzo millennio e gli accoliti esperti della comunicazione; la musica si evolve nella direzione di una ricerca neurocimatica trionfo della riprogrammazione cognitiva; l’arte figurativa ha bandito per sempre la Bellezza dai suoi schemi ed offre feticci che celebrano la morta e la fluidità disciolta; persino la vita sociale, fondamento dell’essere umano, è stata privata di quel contatto essenziale ed irrinunciabile con l’altro e con il volto.

Terrore, paura, sottomissione. L’obbedienza indiscriminata è l’unica virtù promossa, la delazione verso il vicino lo strumento per conquistarla. Guai a chiunque osi dire una sola parola diversa da quella proclamata dei detentori assoluti della nuova dogmatica verità, pena la censura e l’ostracismo, o peggio ancora la caccia alle streghe per poi finire sul rogo mediatico. La democrazia liberale ha raggiunto il suo apice, la negazione stessa della libertà in nome della propria libertà.

Alienazione e solitudine

Ci hanno persino convinti che sia meglio essere rinchiusi agli arresti domiciliari sospendendo i diritti fondamentali ed universali della persona per la paura di morire, scegliendo così di non vivere. Continuiamo a dare potere ai nostri aguzzini sottomettendoci ad essi ed obbedendo ai loro capricci, fra un dpcm e l’altro, assopiti come siamo dal democratismo colorato e convinti che #andràtuttobene, e non ci rendiamo conto che il potere è nostro, siamo noi a decidere di lasciarli sui loro troni oppure deporli e condannarli come meritano. Questa è una tirannia, e ciò che stiamo vivendo sono gli ultimi passi di transizione ad essa. Non serve nemmeno più fare ragionamenti e ricerche circa complotti mondialisti, perché l’evidenza dei fatti parla da sola e supera ogni immaginabile distopia.

Nell’anno 1 d.c. (dopo Cov***), la nuova era è cominciata. Il Great Reset è in atto e non aspetta certo noi. Il punto è: chi avrà il coraggio di ribellarsi e combattere? A quei pochi eletti, giunga questo messaggio: non siamo soli!

Lorenzo Maria Pacini

Fonte: Il Pensiero Forte.it

10 Commenti

  • giuseppe sartori
    1 Marzo 2021

    mi permetto di essere in disaccordo; finti guru come giulietto chiesa (ammiratore del club di roma e del traditore gorbaciov) sono tra gli innumerevoli pifferai che hanno aiutato il sistema a rincoglionire le masse ed hanno sparso quel senso di impotenza condito di buonismo e pacifintismo che ha portato al rifiuto della violenza anche quando viene ammessa persino dalla teologia cattolica.

    • atlas
      1 Marzo 2021

      verrà tutto gestito dai militari, come fu in Cile. La democrazia è questa; infatti Pinochet lo impose il più grande ordinamento democratico del mondo, gli usa

  • Eugenio Orso
    1 Marzo 2021

    L’articolo mi sembra veritiero, ma scritto “nel momento in cui le cose accadono” e diventano evidenti.
    Nel 2014 io mi ero già accorto di questa “mutazione” della specie e su questo stavo riflettendo da alcuni anni.
    Scrissi:

    https://comedonchisciotte.org/unaltra-specie/

    UN’ALTRA SPECIE
    “Sappiamo per esperienza di vita vissuta che le differenze generazionali allontanano i giovani dai vecchi, le differenze di genere rendono le donne uniche rispetto agli uomini, le differenze culturali, a parità di età e di genere, dividono gli asiatici dagli europei. E’ questo un mosaico elementare le cui tessere – i giovani e i vecchi, gli uomini e le donne, i bianchi e i neri, gli asiatici e gli europei – compongono l’umanità. Anche se le generazioni successive sono diverse dalle precedenti, le donne sono diverse dagli uomini, gli asiatici sono diversi dagli europei, i neri dai bianchi, la specie è sempre la stessa, non cambia.

    Qualcuno può esaltare la razza, altri esprimono un razzismo più sottile, culturale e non biologico, o addirittura generazionale, altri possono sentirsi superiori a chi ha un’educazione modesta o un ruolo sociale meramente esecutivo, ma la specie è la stessa per tutti.

    Da qualche tempo, nonostante le considerazioni fatte, ho l’impressione che una parte di coloro che vedo intorno a me, per strada, al lavoro, sui mezzi pubblici, nei negozi, appartenga a un’altra specie. Una specie nuova, apparentemente affine alla vecchia umanità (di cui faccio parte), ma con un diverso modo di intendere e di “leggere” la realtà. Un modo che a noi, appartenenti alla vecchia specie, può sembrare fuorviante, distorto, Non si tratta solo di giovani e giovanissimi, nati e cresciuti nello sfacelo della cosiddetta civiltà occidentale e in un habitat neocapitalistico colonizzato. Sono uomini e donne che percepisco come distanti, troppo diversi perché io possa considerarli miei simili. […continua …]”

  • Laura
    1 Marzo 2021

    Ma sono cambiati o in realtà sono sempre stati così?
    Non hanno mai cambiato il loro modo di essere. Forse prima non ce ne siamo accorti noi.

  • atlas
    1 Marzo 2021

    Weltanschauung

    sta passando l’idea che in fondo in “zona gialla” si sta bene.

    Si c’è il coprifuoco, è vero, ma che importa, meglio così. Certo ci sono le restrizioni, ma in fondo qualche soddisfazione riusciamo ancora a togliercela. Certo il pericolo esiste, ma in sicurezza si vive bene lo stesso.

    La zona gialla oggi è libertà, è il massimo a cui possiamo adire se ci comportiamo correttamente, è un sospiro di sollievo, è l’anticamera della zona “bianca”.

    Ma la zona gialla è in verità la dimostrazione che vogliono la nostra anima. È la dimostrazione che non mirano soltanto al dominio economico e politico sull’uomo, ma al suo essere più profondo.

    Essa è l’emergenza che diventa normalità, è la prova provata che con il nemico invisibile si può convivere, con le dovute precauzioni.

    Essa è l’emblema dell’uomo moderno che in nome della protezione cede tutto, in un novello rapporto di stampo “feudale” con l’autorità. È l’espressione dell’ossessione odierna di aggiungere anni alla vita, dimenticando, colpevolmente, di aggiungere vita agli anni

  • atlas
    1 Marzo 2021

    Weltanschauung

    forse non a tutti è chiaro che il problema principale del programma di vaccinazione planetaria non è tanto il pericolo del vaccino in quanto tale (che potrebbe anche essere quello di un qualsiasi farmaco, oppure nessuno, non fa differenza), ma il programma in se stesso.

    La maggior parte delle persone non si rende conto che mentre discute se il farmaco faccia male o meno, a monte il potere si sta ristrutturando su basi biopolitiche, ossia su un modello di controllo portato non più solo all’esterno, operante cioè su disposizione/movimento/comportamento, ma all’interno dell’organismo.

    Se passa l’idea che, in caso lo ritenga necessario, il governo può disporre del corpo dei cittadini inoculandovi ciò che, o modificandolo come, ritiene opportuno, si porranno le condizioni per un salto di qualità impensabile per l’imposizione di una tecnocrazia planetaria compiuta.

    I tecnocrati, detentori di potere e tecnologie, potranno decidere il quando e il come far fronte a qualsiasi situazione che loro stessi potranno decidere come emergenziale. Un circuito ricorsivo perfetto a cui non ci si potrà sottrarre. Di fronte a questo il fatto che questo farmaco sia dannoso o meno è puramente un dettaglio

    https://www.facebook.com/photo?fbid=254274052847629&set=a.112693737005662

  • atlas
    2 Marzo 2021

    frase di un medico dello Spallanzani: lavorano perchè non finisca mai

    https://www.youtube.com/watch?v=Kq7B4waTiDo

  • luca
    2 Marzo 2021

    Non si puó fermare il cambiamento, questo si rivelerà sostenibile o meno, ma sarà la storia a stabilirlo, quello che di puó fare é cercare di governarlo, questo cambiamento, fluire con esso. Il capitale e gli interessi particolari hanno diviso e indebolito i popoli.Abbagliati dai gingilli della modernità ci siamo dimenticati di noi stessi, cosa che il Vero Potere nel frattempo non ha fatto…qualcosa peró si muove, forse sono solo pie speranze, ma credo che finalmente si stia avvicinando l’ora del risveglio dei popoli.

  • atlas
    2 Marzo 2021

    Weltanschauung

    scienza a servizio dell’uomo o uomo a servizio della scienza? È questo il punto. Oggi essa è strumento di dominio. La scienza zittisce, censura, governa.

    È lo scudo per giustificare ogni provvedimento liberticida. Ma che scienza è quella che non si sottopone a confronto alcuno? Che valenza ha se acquisisce il rango di dogma? Non perde forse il suo senso d’esistere se diventa protocollo e strumento di prevaricazione?

    Nell’epoca della scienza ad ogni costo, della scienza dominatrice, il paradosso è che si perde il contatto con la realtà. Che si rinuncia alla ragione ed all’esperienza. Se vuole essere verità assoluta, essa perde di verità. Se vuole essere assioma, perde di credibilità.

    Nikola Tesla ci insegnò che: “la scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità”

    Se non si comprende ciò essa degenera in mero scientismo, diventa esclusivamente strumento di dominio e controllo. Si erge solo a longa manus di un potere che sfocia inesorabilmente nella deriva del “non umano”

  • Mardunolbo
    2 Marzo 2021

    “chi non ha religione si crea una religione da sè stesso” Gli atei sono gli “utili idioti” che servono a chi fa ,ed è dominato, dal Male per diffondere il nichilismo ovvero il relativismo morale. Senza un Essere Superiore a cui appellarsi e che coordina le leggi dell’Universo, perchè obbedire a leggi ?
    A cosa servono leggi umane ? A che servono dogmi religiosi e fedi trascendenti l’umana vita ?
    Tutto diventa relativo….anche prenderselo nel c..o !

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